Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

Che spasso il terremoto quando distrugge le chiese, ovvero: L’abisso della stupidità


preghiera-norcia-terremotoE’ tempo di paura e di dolore. Il terribile terremoto che ha scosso il Centro Italia domenica mattina ha fatto tremare milioni di italiani vicini e meno vicini all’epicentro del sisma. Fortunatamente nessun non ci sono state vittime, ma la scossa è stata devastante per alcuni paesi dove case, chiese e monumenti sono stati ridotti a cumuli di pietre e polvere.

Su tutti i giornali è comparsa la foto della Basilica di San Benedetto a Norcia della quale oggi rimane solo la facciata. La chiesa, crollata domenica mattina, rappresentava, non solo un simbolo della città di Norcia (che deve la sua fama mondiale al monaco patrono d’Europa) ma soprattutto un monumento al monachesimo che contribuì in maniera decisiva alla crescita e allo sviluppo dell’Occidente cristiano. E’ infatti ai monaci e a San Benedetto da Norcia, alla loro opera e al loro prezioso contributo storico, sociale prima ancora che religioso, che dobbiamo pensare quando si parla di “radici cristiane dell’Europa”.

sanbenedettoEbbene questo simbolo dell’Europa cristiana costruito nel 1300 è crollato su se stesso a causa de terremoto così come molte chiese, parrocchie, basiliche, santuari che rappresentavano l’anima, la cultura, la storia e la geografia di molti borghi del centro Italia colpiti dal sisma.

Eppure qualcuno si è rallegrato di questo terremoto e, a quanto ci dice, si è molto divertito, proprio per il fatto che il sisma abbia colpito le tanto odiate chiese e basiliche! Questo qualcuno ha esternato la sua euforia per il terremoto e la sua gioia su Facebook affermando divertito: “Il crollo delle chiese però è divertente”. All’imbarazzante frase il “gaudente” ha allegato la foto di una chiesa distrutta.

C’è chi ha parlato di “ignoranza”, un’ignoranza che giustificherebbe in qualche modo, il post sarcastico ed altamente offensivo. D’altronde il mondo è pieno di gente ignorante, in gran parte iscritta su Facebook o Twitter per poter pubblicare liberamente tutto ciò che si ha in mente di volta in volta.

parente-terremotatoMa in questo caso non si tratta certo di ignoranza, se l’autore dell’infelice sparata scrive su Il Giornale e per la più grande casa editrice nazionale, la Mondadori. Certamente l’idea di un post offensivo e politicamente scorretto è un buon modo per auto pubblicizzarsi e per promuovere i propri libri in scala nazionale. Difatti l’uomo, sconosciuto ai più, è ora su tutti i giornali.

Si chiama Massimiliano Parente e su Twitter (@parentetweet) si autodefinisce autore di “capolavori”. Il suo ultimo capolavoro però gli è costato una valanga di polemiche ed insulti e la minaccia di boicottare i suoi libri (proposte che di solito provocano l’effetto contrario). Ora si starà divertendo, godendo del momento di gloria mentre Sallusti lamenta che Parente sia scivolato nell’abisso della stupidità.

Il post della discordia è stato immediatamente cancellato, ma a chi criticava la sua affermazione sulle chiese distrutte, lo scrittore ha risposto rincarando la dose: purtroppo “poi le ricostruiscono“.

parente-fckPur avendo cancellato la frase, Massimiliano Parente non smette di ironizzare contro i cattolici: “Non sono io che mando i terremoti, per chi crede è Dio” ha scritto riferendosi all’Antico Testamento. E se credete nel Nuovo – ha aggiunto – “prendetevi tutti gli immigrati a casa vostra”!

Forse non era sobrio mentre scriveva. Vogliamo credere che una canna di troppo o un eccesso di alcool possa aver alterato la sua capacità di auto controllo e di razionalità. Ci vogliamo credere perché lo stesso Parente – che preferisce definirsi intellettuale piuttosto che giornalista – nel suo libro La casta dei radical chic aveva pesantemente criticato la mediocrità culturale del cinema, dei libri e della televisione italiana e dei personaggi più in vista dello spettacolo nostrano.

Ma è molto probabile, purtroppo, che il nostro intellettuale fosse nel pieno delle sue facoltà, lui che – dice di se stesso – “rifiuta di parlare con chiunque aderisca a qualsiasi forma di religione o credenza”.

Resta comunque un esempio di quanto in Italia in certi casi manchino umanità e la tanto conclamata tolleranza,  di quanto sia diffusa la mediocrità e la stupidità e – soprattutto – di quanto sia sempre più diffuso oggi l’odio anticattolico nel nostro paese.

Che l’irriverenza non fosse una virtù ce lo hanno dimostrato – a proposito del terremoto ma non solo – quelli di Charlie Hebdo (anche loro si considerano intellettuali al di sopra del volgo). La differenza è che i giornalisti francesi hanno vomitato insulti su tutti gli italiani, mentre il nostro lo ha fatto solo su alcuni, su quelli che ancora credono che al di là del cielo esista Qualcuno che ama tutti gli uomini, anche gli intellettuali irriverenti che godono del terremoto e che odiano – a prescindere – tutti i cristiani, coi quali si rifiutano di parlare.

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