Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

SOS Venezuela: gravissima crisi umanitaria a causa del socialismo


bebes-venezolanosFinalmente i giornali italiani si sono accorti della grave crisi umanitaria che negli ultimi anni sta attraversando il Venezuela schiacciato dal peso dell’ideologia socialista.

L’immagine dei neonati costretti a dormire nelle scatole di cartone per mancanza di culle ha fatto il giro del mondo in poche ore grazie ai social network: impossibile ora chiudere gli occhi. E se l’articolo può portare molti “click” ecco un buon motivo per parlare (finalmente!) di ciò che sta succedendo nel paese andino governato Maduro, leader socialista che ha messo in ginocchio i suoi concittadini.

LE FOTO

Le foto dei neonati sono state scattate nell’Ospedale “Doctor Domingo Guzmán Lander“, della città venezuelana di Barcelona (nella regione di Anzoátegui, nel nord del paese) e pubblicate su Facebook. A diffonderle su Twitter è stato l’avvocato Manuel Ferreira direttore del centro in difesa dei Diritti Umani della MDU (Mesa de Unidad Democratica) della regione. L’avvocato e professore universitario ha recentemente presentato a Miami un rapporto intitolato “Venezuela sotto dittatura: sangue, fame e miseria” raccontando le gravi violazioni dei diritti umani subite dai suoi connazionali.

Le foto incriminate hanno scatenato l’ennesima polemica nazionale. Il governo (che da anni soffre una sindrome di persecuzione ad opera di sedicenti “capitalisti” ed “imperialisti” statunitensi ed europei) ha denunciato un “attacco gravissimo contro il sistema sanitario nazionale” mentre l’ospedale ha dichiarato che gli scatti sono “falsi” e aperto un inchiesta per punire i colpevoli. Colpevole, a quanto pare, sarebbe un infermiera che ha documentato la mancanza di medicine, di culle e di igiene dentro l’ospedale.

MANCA TUTTO: DALLE MEDICINE AL SAPONE

venezuela-medicinasLa notizia della mancanza di culle adatte ai neonati non deve però sorprendere. Da tempo si sa che in Venezuela si rischia di morire per un’influenza, che gli antibiotici sono introvabili così come i farmaci per il controllo della pressione. Le notizie sono su internet, sui blog dei “dissidenti”, sui giornali non allineati che rischiano la chiusura per “complotto” contro il governo bolivariano. Sui nostri giornali non se ne parla, le notizie sono veicolate, tagliate, sminuite, censurate per non “interferire” in affari altrui, per non rimanere invisi al governo di Maduro (sono pur sempre compagni di sinistra, no? Adelante allora!).

Su questo blog abbiamo riportato la traduzione integrale della “Lettera a tutti i democratici” scritta dall’avversario politico n° 1, Leopoldo Lopez, nel carcere di massima sicurezza di Caracas dove è recluso per aver manifestato contro il regime. “Quien se cansa pierde“, Chi si stanca è perduto, è il motto di Leopoldo e dei suoi. In Venezuela però il problema non è stancarsi ma perdere la speranza, la gioia di vivere… il problema è morire. Si muore per poco, si muore poco a poco.

Solo i militari e gli imprenditori fedeli al governo possono accedere alla compravendita di dollari nel mercato nero a prezzi stracciati, godendo di benefici impensabili per il popolo e avendo libero accesso al mercato internazionale.

Mi raccontano che un medicinale per l’artrosi, lo scorso anno si poteva acquistare per pochi bolivares nelle farmacie venezuelane; ora però è introvabile in tutto il paese mentre si può “comodamente” acquistare alla frontiera con la Colombia per un prezzo quadruplicato.

Mi raccontano di alcuni sacerdoti religiosi italiani che dovendo recarsi in visita in Venezuela hanno chiesto ai loro confratelli se avevano bisogno di qualcosa dall’Italia, la risposta ha spiazzato i preti italiani: “portateci deodorante e saponette”.

Così è ridotto uno dei paesi più ricchi del sud America, piegato dalla sete di potere e dall’avidità di una banda di briganti che ora detiene il potere con la forza e la corruzione.

LEGGI ANCHE:

Navigazione ad articolo singolo

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: