Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

Un pugno a Charlie Hebdo: concedetemi lo sfogo.


Je-suis-charlieQuando il 7 gennaio del 2015 dei terroristi islamici fecero una strage al numero 10 di rue Nicolas-Appertalla colpendo la redazione di Charlie Hebdo tutto il mondo scelse il motto “Je Suis Charlie Hebdo” per mostrare solidarietà identificandosi con le vittime in nome della “libertà di espressione”.

Fiumi di inchiostro riempirono chili e chili di pagine per commentare il fattaccio che ha visto contrapposti l’ideologia religiosa dell’Islam e il volgare cinismo in salsa laicité del giornale francese.

Lo scandalo fece conoscere il giornale Charlie Hebdo a tutto il mondo anche se il giornale si era già dedicato da tempo ad insultare, ridicolizzare e volgarizzare le religioni. Anche il cattolicesimo e i cattolici erano stati presi pesantemente di mira con vignette oltre il limite della decenza che ritraevano la Santissima Trinità e diverse rappresentazioni di papa Benedetto XVI. Ma le accuse contro i cristiani e il loro Dio non hanno alzato polveroni di indignazione, rappresaglie o veglie di preghiera pubbliche.

Il mondo intero, compresi i nostri connazionali, si risvegliò improvvisamente amante della satira e difensore di illimitati diritti d’espressione. Il pugno e la matita alzati unirono uomini e donne, giovani e anziani di tutto il globo a sostegno degli irriverenti francesi con licenza di blasfemia (anche se poche ore dopo l’attentato, chi scrive si discostò da questa epidemia di irrazionale solidarietà per i francesi).

Anche papa Francesco disse la sua affermando che “E’ vero che non si può reagire violentemente ma… se qualcuno dice una parolaccia contro mia mamma si aspetti un pugno! E’ normale” (VIDEO). Niente violenza dunque ma neanche offese che feriscano la dignità delle persone e dei loro cari.

I vignettisti francesi continuano comunque sulla loro strada fatta di insulti, ingiurie e scherni contro tutto e contro tutti, cercando consenso e plauso in nome di un loro particolare e personale concetto di “libertà d’espressione”.

Ora, nel mirino di Charlie Hebdo c’è il terremoto che ha colpito il centro Italia. Senza alcuna pietà umana il giornale ha pubblicato un’immagine, che non è facile commentare, dove si paragonano le vittime del terremoto a piatti di pasta. Così vuole far ridere Charlie Hebdo, ma non ci riesce. Così vuole far divertire i suoi lettori Charlie Hebdo, ma lo sta facendo nel modo sbagliato.

“La vignetta sul terremoto è pubblicata nell’ultima pagina del numero in edicola di Charlie Hebdo, che ha in copertina una vignetta sul burkini” (agenzia Ansa).

Oggi nessuno alza più una matita in nome della libertà d’espressione. Noi non l’abbiamo fatto a gennaio del 2015 ne tanto meno lo faremo oggi che la satira francese si prende gioco dei nostri cari, dei nostri amici, dei nostri connazionali mentre il disastro chiede silenzio e umana pietà.

Ovviamente nessun italiano penserà di andare a fare giustizia con armi da fuoco agli abitanti di Amatrice, Pescara del Tronto, Accumuli e delle altre frazioni colpite dal terribile sisma. Ma, in un sussulto d’orgoglio, concedeteci uno sfogo: ‘fanculo Charlie Hebdo!

 

Articolo originale su Romagiornale.it

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