Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

Realismo politico e buon senso. Intervista a Giuseppe Scicchitano (FdI)


  • Cristiani in politica? “Conta l’azione dettata dal realismo politico”
  • Gender nelle scuole: “Un’invasione campo contro il buon senso!”
  • Virginia Raggi? “Assenteista”. E nel campo educativo “Si va verso l’educazione di stato!”
  • Nella sinistra: “relativismo, decadimento dei valori, buonismo”. 
  • Giachetti? Peggio di Marino.

scicchitanofoto2di Miguel Cuartero Samperi

Giuseppe Scicchitano, romano, 30 anni, cattolico praticante, da pochi mesi felicemente sposato con Elisabetta. Da anni è impegnato in politica (“per vocazione”). Ideatore delle Olimpiadi Interreligiose di Roma, Scicchitano è stato eletto 3 anni fa Consigliere nel Secondo Municipio con la lista Cittadini x Roma e ora candidato con Fratelli d’Italia per sostenere la candidatura di Giorgia Meloni a sindaco di Roma.

Lo incontriamo per conoscere meglio il suo profilo e il suo impegno politico in vista delle prossime elezioni del 5 giugno. Ne risulta un’intervista a 360 gradi su alcuni temi caldi della politica italiana: l’impegno dei cattolici, le unioni civili, l’introduzione delle teorie gender nei programmi scolastici e… qualche affondo sugli altri candidati Sindaco per la Capitale. Il programma completo su: www.giuseppescicchitano.it.

– Scicchitano, l’opzione politica come scelta vocazionale?
Decisamente si. In questo campo se non vedi il tuo impegno come una vera e propria missione a cui sei chiamato non vai molto lontano. Le delusioni sono dietro l’angolo, rischi di essere avvicinato a scandali e corruzione, c’è bisogno, come dice Papa Francesco, di IMMISCHIARSI e se non lo fai per soldi o fama lo puoi fare solamente per vocazione.

– Costituzione o Vangelo, dunque?
Bisogna uscire dagli schemi come ha fatto Gesù quando ha spiazzato tutti rispondendo “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”. Siamo fortunati noi cristiani perché se possibile siamo sempre invitati a seguire le leggi umane (quindi la Costituzione), solamente quando questo va contro la mia coscienza personale, ultimo baluardo decisionale, siamo chiamati a contravvenire. A me personalmente non è ancora mai successo.

– Due persone che la ispirano in questo impegno politico a favore della comunità?
Enrico Mattei e Giorgio La Pira. Il primo perché ha fatto entrare l’Italia fra le nazioni più importanti dal punto di vista commerciale, rompendo gli schemi e andando a trattare direttamente il prezzo del petrolio in paesi in via di sviluppo. Il secondo perché da storico sindaco di Firenze sognava “Lavoro per chi ne manca, casa per chi ne è privo, Assistenza per chi ne necessita, Libertà spirituale e politica per tutti”

– Quali obbiettivi si propone se verrà rieletto come consigliere municipale?
1) SCUOLA: Trasformare i soldi a disposizione per la scuola in voucher secondo il principio di sussidiarietà. Le famiglie si sono stancate di subire cambiamenti, sono in grado di guidare il cambiamento scegliendo (e quindi finanziando) le scuole più efficienti, i corsi migliori.
2) MOBILITÀ: Prendere accordi con ACI ed esperti del settore per individuare i 2-3 interventi capaci di agevolare maggiormente il traffico. Far arrivare almeno al 50% il rapporto fra il numero di parcheggi e le auto in circolazione (ad oggi siamo circa al 33% nel Secondo Municipio)
3) AMBIENTE: Pubblicare contatti dei responsabili di settore di Ama e Servizio Giardini oltre che ai piani settimanali degli interventi in modo che i cittadini sappiano sempre quando e chi contattare quando vede cassonetti fuori zona o alberi pericolanti.

CATTOLICI IN POLITICA, TRA VANGELO E COSTITUZIONE

– Dopo l’approvazione del DDL Cirinnà sulle Unioni Civili da parte di un governo composto da politici che si autodefiniscono “cattolici”, si è quasi completamente persa la fiducia nei cattolici all’interno dei partiti. Anche di fronte all’intenzione del Governo di accelerare su temi sensibili come l’adozione omosessuale, la fecondazione eterologa, la legalizzazione delle droghe “leggere” e il finis vitae o eutanasia.
Non mi interessa più, sinceramente, se un politico sia cristiano. Sono più interessato a valutare la capacità politica di una persona piuttosto che la sua fede (il che rispecchia anche il principio di non giudicare). Infatti spero che come politico mi si valuti per la mia azione politica e non per la mia fede.

– Ma qual’è oggi il ruolo di un cristiano, col suo bagaglio culturale e religioso, all’interno di un partito e cosa può fare di buono?
Oggi i cristiani hanno il peso di dover riportare il BUON SENSO e il realismo in politica. Mi sono trovato spesso a combattere contro chi parlava di: a) “Finanziare con milioni corsi contro il bullismo omofobico” quando il bullismo al 99% è dovuto ad altri fattori ancora da combattere (condizioni fisiche ed economiche, razzismo…) su cui non investiamo; b) “Diminuire i parcheggi” quando ad oggi parcheggiamo sul marciapiede. Potrei portare molti altri esempi, quello che ho visto è che i cristiani al momento sono maggiormente ancorati alla realtà e non si fanno fregare da ideologie varie, possono servire molto in quanto “realisti”.

– Mario Adinolfi, raccogliendo il malcontento di molti cattolici, dopo il Family Day (evento di massa ignorato dal Governo) ha fondato il “Partito della Famiglia” in cui spera che gran parte dell’elettorato cattolico, deluso dai “cattolici” Renzi-Boschi-Alfano, si riconosca. Lei invece sostiene Giorgia Meloni, perché?
Io ho partecipato alle riunioni organizzative del Family Day e ho portato centinaia di persone in piazza ma, come già detto, non bisogna puntare sulla cattolicità dei politici quanto sulla loro competenza e capacità di migliorare il paese, anche perché il sospetto è che se punti sulla cattolicità magari non hai altro su cui puntare. Faccio un esempio: La settimana scorsa ho partecipato ad un incontro in cui venivano presentati programmi sulla disabilità. Mentre noi parlavamo di assistenza, il candidato del Popolo della Famiglia ha effettuato un’arringa sulla difesa del cristianesimo, parlando anche dell’ISIS e del Medio Oriente, cosa che ai disabili chiaramente non interessava. Non so che squadra sia riuscito a mettere su Adinolfi,  ma in Fratelli d’Italia ho trovato una squadra giovane, appassionata e preparatissima con cui mi sono candidato. La maggior parte siamo cristiani e condividiamo gli stessi valori, ma non lo sbandieriamo preferendo puntare sulle nostre competenze.

UNIONI CIVILI, MATRIMONIO OMOSESSUALE E OBBIEZIONE DI COSCIENZA

– Riguardo le Unioni Civili, come definisce l’atteggiamento di Alfano che ha considerato lo “stralcio” della stepchild adoption un ottimo obbiettivo raggiunto che dovrebbe rassicurare chi difende la famiglia naturale e i diritti dei bambini?
Lo definisco un tentativo di salvare la poltrona prendendo per i fondelli milioni di cittadini. Tutti sapevamo dall’inizio che avanzeranno comunque dritti verso l’adozione, anche perché insieme alla reversibilità della pensione sono gli unici due punti non garantiti ad oggi ad una coppia gay.

– Si sta parlando molto dell’obbiezione di coscienza. Papa Francesco ha detto che si tratta di un “diritto umano” che lo Stato deve tutelare: “Lo Stato deve anche rispettare le coscienze. Il diritto all’obiezione di coscienza deve essere riconosciuto all’interno di ogni struttura giuridica, perché è un diritto umano”. Giorgia Meloni si è detta contraria ai “matrimoni gay” ma ha anche affermato rispetterà la legge se verrà eletta Sindaco della Capitale. Niente obbiezione di coscienza dunque come ha chiesto Salvini ai sindaci della Lega? 
Giorgia Meloni non ha mai detto che celebrerebbe un matrimonio gay, quella sul rispetto della legge era una frecciata a Marino che senza nessun diritto ha celebrato delle unioni civili in Campidoglio.

– E se il sindaco fosse Giuseppe Scicchitano?
Sull’obiezione di coscienza la penso come il Papa, va tutelata. Puoi registrare la risposta per quando sarò sindaco!

– Con la vittoria del SI al Referendum si teme per l’Italia una deriva verso un partito unico come ha recentemente confessato con spavalderia Monica Cirrinà in un intervista (forse inebriata per l’approvazione del suo DDL). Una prospettiva realistica o una “sinistra” utopia?
Realistica. Ma è sbagliato anche proporre il voto negativo come un dispetto al PD, dobbiamo informarci sui cambiamenti e votare di conseguenza.

GENDER NELLE SCUOLE: GENITORI, FIGLI E L’EDUCAZIONE DI STATO

– In questi anni lei si è dedicato al tema della scuola in qualità di vicepresidente della commissione Scuola del II municipio. Quali sono i problemi più gravi in relazione all’introduzione delle teorie gender negli asili e nelle scuole primarie?
Il processo educativo personale di ogni bambino è stato stravolto da corsi che non tenevano conto della priorità dei genitori rispetto all’educazione dei figli. Ho ricevuto decine e decine di segnalazioni in questi anni. Solo i genitori sanno quando introdurre certi argomenti come la sessualità e come trattarli con il proprio figlio. Questa è stata una gravissima e prepotente invasione di campo incentivata dal Dipartimento Pari Opportunità. Fortunatamente molti educatori si sono rifiutati di portare avanti certi progetti e hanno limitato i danni rispetto al piano dell’ex assessore Cattoi.

– Papa Francesco si è scagliato apertamente, e più volte, contro le teorie gender definendole un “sbaglio delle mente umana” e denunciando una “colonizzazione ideologica” che ricorda i “campi di rieducazione” nazisti. Eppure il ministro Giannini ha negato l’esistenza di teorie gender definendole un “fantasma” e minacciando vie legali contro chi afferma la presenza di queste tematiche nella riforma della “Buona scuola”.
Lo dicesse ai genitori di un bambino vestito da sposa che non esistono le teorie gender. O lo dicessero alle famiglie che si sono trovate libricini per bimbi di 3 anni che parlavano di “utero in affitto” e fecondazione artificiale. Non hanno argomenti per difendere queste teorie contrarie al buon senso per cui non possono far altro che negare.

– In qualche scuola si è arrivati a vietare la “Festa del papà” e anche le feste del Natale e Pasqua vengono progressivamente svuotate del significato religioso in onore al politicamente corretto. Secondo lei dove si vuole arrivare?
Ho convocato personalmente la funzionaria educativa della scuola Contardo Ferrini in Commissione Scuola per discutere sull’annullamento della festa del papà, avvenuto contro ogni regolamento. A volte ci vedo dietro ignoranza, a volte un disprezzo per la nostra storia e le nostre tradizioni. La maggior parte delle volte però non capisco proprio la logica per cui si annulla la recita di Natale ma si festeggia il Capodanno Cinese! Per non parlare di Halloween, diventata in molte scuole la festa principale dell’anno.

– Molti corsi di educazione sessuale sono sponsorizzati o direttamente organizzati da associazioni legate al mondo LGBT, che godono della piena fiducia del Ministero. Esistono dei progetti alternativi che possono essere introdotti negli istituti pubblici liberi da ideologie gender?
Io nel mio percorso formativo in questi anni ho conosciuto il Progetto Pioneer (progettopioneer.com/) e altre associazioni che sono preparatissime per affrontare insieme alle famiglie temi educativi delicati anche nelle fasce più giovani. Chiedo alle persone solamente di farci vincere alle prossime elezioni cosi da poter dare a queste realtà le stesse possibilità nei bandi e nelle assegnazioni rispetto a queste associazioni Lgbt A quel punto potremo confrontare le relative competenze.

– PD e M5S sembrano restii ad ascoltare le voci dei genitori riguardo all’introduzione di corsi di educazione sessuale nelle scuole materne ed elementari. Ma la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani parla chiaro, vero?
Non solo i genitori hanno diritto di priorità su questi temi, come sancito dall’articolo 26, ma le nazioni del Nord Europa dove i corsi di educazione sessuale in classe sono più diffusi hanno percentuali più alte di aborti e malattie sessuali. È evidente che affrontare in questo modo in classe il tema crea più danni di quanti ne previene. Ogni tanto l’Italia dovrebbe alzare la voce e farsi prendere da esempio rispetto al resto d’Europa.

– Nello specifico qual’è la posizione della candidata Virginia Raggi del M5S che lei ha avuto modo di conoscere da vicino in questi anni e che propone di prendersi a cuore il “problema” della scuola?
In una Commissione Capitolina del Marzo 2014 ho sentito personalmente la Raggi affermare che la scuola ha il dovere di informare e conformare le famiglie riguardo ai temi dellla sessualità. È tutto scritto nero su bianco nel Verbale (QUI IL DOCUMENTO). Una mia proposta rielaborata era stata portata in Comune da Cittadini X Roma. Prevedeva semplicemente il consenso dei genitori riguardo a corsi relativi  temi sessuali/affettivi per fermare le proposte di questi progetti direttamente sui bambini. Ebbene il voto della Raggi, insieme a quelli dei colleghi PD, hanno fatto bocciare questa proposta ed hanno permesso il dilagare di questi corsi.

– Una sorta di “educazione di stato” dunque?
Di fatto si, con PD e M5S andremo verso questa direzione. Questo succede quando non si vuole la collaborazione delle famiglie.

– In questi anni la presenza di Virginia Raggi nelle commissioni capitoline, in particolare nel campo educativo, si può dire che sia stata efficiente?
1) Commissione Politiche Educative su 23 riunioni solamente 14 presenze;
2) Commissione Cultura: 45 sedute, 14 presenze;
3) Commissione Controllo, garanzia e trasparenza: 25 riunioni, 10 presenze;
4) Commissione delle elette: 12 riunioni, 0 presenze.
Nessuna proposta riguardante temi educativi. Che altro aggiungere, non avremmo sentito la sua mancanza.

– Lei ha definito Ignazio Marino “il peggior sindaco che questa città abbia mai avuto”. Non le sembra che il candidato del PD Giachetti rappresenti un elemento di continuità col medico genovese?
Dato il suo passato da radicale sui temi di cui abbiamo appena parlato la situazione potrebbe anche peggiorare con Giachetti.

– PD e M5S non si perdono d’animo nel contrastare apertamente la Chiesa, nel proporre un sistema di valori contrario alla morale cattolica e nel tentativo di eliminare la rilevanza pubblica del cristianesimo nella società italiana. Ma in Italia il voto dei cattolici fa gola, e tutti i candidati come la Virginia Raggi si presentano come “cattolici praticanti”… Forse un cattolico (veramente) praticante votare a sinistra potrebbe rappresentare un serio problema di coscienza…
Un cattolico in coscienza può anche votare a sinistra. L’importante però è che nella valutazione si metta sul piatto della bilancia questo degenerare di valori, questo relativismo e questo buonismo che oggi pervade la sinistra. Senza votare con la pancia, come se si stesse allo stadio. Io ho effettuato questo ragionamento e mi sono identificato nel Centro-Destra. Non senza sorpresa mi sono ritrovato in una squadra che condivide quasi pienamente i miei valori (con Sandra Bertucci – candidata insieme a me nel secondo municipio – e Maurizio Politi candidato al comune).

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http://www.giuseppescicchitano.it/

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