Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

Diaconesse: la “super-rivoluzione” di Francesco che infiamma il Vaticano


diaconesseCostituire una Commissione ufficiale potrebbe studiare e chiarire la questione delle “diaconesse” nella Chiesa Cattolica. E’ ciò che ha affermato papa Francesco durante l’udienza privata con Unione Internazionale delle Superiore Generali (UISG). 900 religiose si sono incontrate col Sommo Pontefice sottoponendogli la questione delle ordinazioni diaconali delle donne, una pratica della Chiesa primitiva (riservava alle donne alcune specifiche funzioni liturgiche) dimessa da secoli e ripresa dalle chiese separate nel nome di un “ritorno al Vangelo”, alla purezza delle origini.

La notizia, com’era da aspettarsi, è stata ripresa in prima pagina da tutti i giornali con toni entusiasti, anche da Avvenire – giornale della Conferenza Episcopale Italiana – che pubblica la foto del Papa mentre abbraccia una pellegrina, a significare la riconciliazione (sic!) tra la Chiesa e le donne. Si tratta, in realtà, dell’ennesimo caso in cui una frase detta “a braccio” dal Pontefice viene investita dai giornali di un valore dottrinale e spacciata per pronunciamento ufficiale dai media laici e religiosi ansiosi di riforme e cambiamenti nel miglior stile protestante.

IL PAPA CHE “APRE” CIO’ CHE ERA CHIUSO…

Al di là dei toni festosi dei giornali (che si uniscono in maniera ideale alla festa del Governo italiano per l’imposizione dei matrimoni-gay nel nome della democrazia) l’annuncio di Papa Francesco di costituire una commissione di studio non rappresenta, in realtà, nessuna garanzia per chi vorrebbe stravolgere, su questo punto, la dottrina del sacramento dell’Ordine Sacro. Una decisione così grave (che, oltre a sconvolgere una prassi millenaria della Chiesa, richiederebbe importanti cambiamenti nel Codice del Diritto Canonico e lo stravolgimento della disciplina dei sacramenti) potrebbe dipendere esclusivamente sull’autorità del Sommo Pontefice o di un Concilio (non certo da una qualunque “Commissione”). La cosa dunque è realisticamente improbabile a breve termine mentre Francesco – a tre anni dalla sua elezione – deve ancora affrontare la tanto annunciata “riforma della Curia”. Certi processi sono lenti e più che col prossimo papa (come suggerisce Luigi Accattoli su Il Corriere), se mai dovesse succedere, ci vorrà qualche decennio prima di vedere la stola ondulare sul petto femminile.

Bergoglio ha più volte incoraggiato le donne a farsi avanti, a diventare protagoniste attive della missione della Chiesa: si sa che per Francesco tutti sono importanti nella Chiesa, tutti sono protagonisti, nessuno escluso: uomini e donne, vecchi e giovani, figli minori e figli maggiori, affinché il Vangelo venga annunciato e testimoniato a tutti. Ma le parole del Papa stanno alimentando le speranze di molte religiose e laiche di accedere a ruoli di potere all’interno della gerarchia. In molte realtà le donne sono già protagoniste della vita ecclesiastica ricoprendo ruoli come catechiste, missionarie, sacrestane, animatrici liturgiche, ma anche professoresse (in qualche caso anche “decane”) di facoltà teologiche e altri servizi all’interno delle parrocchie. Ciò che manca è l’accesso all’ordine Sacro e dunque la gestione del potere (inserirsi nei “processi decisionali”, la “leadership“. Insomma, comandare). A questo riguardo le parole del Papa, che ricordano le posizioni del Cardinale Martini secondo cui la Chiesa (“indietro di 200 anni!”) doveva riformarsi anche su questo punto, diventano un’occasione per alzare la voce e chiedere più diritti, più visibilità e più autorità.

LA SUPER-RIVOLUZIONE: PIU’ POTERE ALLE DONNE!

La questione del potere delle donne sta diventando quasi una battaglia personale per Lucetta Scarrafia editorialista dell’Osservatore Romano e direttrice dell’inserto femminile “Donne, Chiesa, Mondo” (evidentemente un ruolo non da poco all’interno della Santa Sede). L’inserto rosa del Vaticano è stato causa di recenti polemiche per via di alcune scelte editoriali poco felici (e poco cattoliche), come ha notato in un pregevole articolo il giornalista Rusconi sul suo blog Rossoporpora.

Nota per la sua insofferenza a causa della presunta “misoginia” del Vaticano, la femminista Scaraffia ha appena dato alle stampe un libro polemico intitolato “Dall’ultimo banco” dove racconta la sua fallimentare esperienza come “Madre sinodale” ossia come invitata al Sinodo dei Vescovi sulla Famiglia, dove – a suo dire – non è stata ascoltata a sufficienza dai Vescovi solo perché donna. La giornalista vaticana ha inspiegabilmente affidato la prefazione del suo libro al giornalista ateo e anticattolico Corrado Augias che che – mentre loda l’autrice per la sua sincerità e il suo coraggio – non perde l’occasione per cimentarsi nel suo sport preferito: attaccare la Chiesa (“Troppo malata per giovarsi di una qualsiasi cura”, “messa fuori gioco”, “pigra”, “ha rifiutato la storia” ecc.), i suoi uomini (papa Pio IX “un cieco” incompetente) e il suo messaggio (“credere in un dio non è la migliore forma di spiritualità umana…”). Così la Scaraffia ripaga l’importanza (e popolarità) offertale dal Vaticano-misogino (giornalista editorialista dell’OR, scrittrice per la Libreria Editrice Vaticana e madre sinodale!).

Una “super-rivoluzione”, afferma la giornalista di punta del giornale della Santa Sede, in un’intervista pubblicata su Il Corriere commentando la presunta apertura del Papa alle donne-diacono. La Scaraffia è un fiume in piena: “Non è una cosa che va contro la dottrina cattolica” afferma, ma “soltanto un problema di regole da aggiornare”, come se con un tratto di penna si potesse riformare la Chiesa. Ma le regole non sono state aggiornate “semplicemente perché le donne non lo hanno mai chiesto”. Bastava chiederlo, “Chiedete ed otterrete”. (oppure “Permesso, grazie, scusa”, la gentilezza vince sempre). Ma ora è evidente che le suore sono cambiate, “Non ne possono più di sopportare un ruolo di subordinazione!”. Il problema sono i cardinali misogini(*), una “Curia che non vuole le donne in ruoli direttivi della Chiesa”, una gerarchia che “non vuole cambiare assolutamente nulla”; tutto ora “dipenderà dalle donne”.

PAPA FRANCESCO “SORPRESO” E IN VICARIATO…

becciu twitter francescoDalla Segreteria di Stato, monsignor Angelo Becciu (che i bookmakers vaticani danno come favorito per diventare il prossimo Vicario dell’Urbe) ha fatto sapere che Papa Francesco è “sorpreso” dal grande chiasso attorno all’argomento delle “diaconesse”… Il cardinale ha inviato dunque (a nome del Papa) a non affrettare le conclusioni.

Intanto nel Vicariato di Roma, presso l’ufficio del diaconato permanente, squillano i telefoni e tremano le certezze. Si sa che nella diocesi di Roma, diventare diacono permanente è diventata un’impresa ardua, perché il cardinale Vicario Agostino Vallini esige una ferrea selezione ed una lunga preparazione intellettuale, personale e spirituale. Molti gli uomini ritenuti inadatti, alcuni quelli scartati  lungo il cammino di preparazione, pochi quelli che giungono, dopo anni di cammino, alla tanto attesa ordinazione. Se le donne dovessero ottenere il via libera per presentare domanda il Cardinale avrà sicuramente un bel da fare (specialmente se dovesse chiamare una certa Lucetta).

***

(*)  Misoginia: sentimento di odio, avversione alle donne; dal greco μισέω misèō, “odiare” e γυνή gynḕ, “donna”.

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