Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

Boxe interreligioso per la Pace: ecco chi ha vinto tra il cattolico e il musulmano


boxe3 Aleteia Si è trattato del primo incontro interreligioso di boxe annunciato e promosso da un Sommo Pontefice. La notizia è stata riferita da Radio Vaticana lo scorso 4 febbraio:

“…Papa Francesco ha annunciato due particolarissimi appuntamenti: il 7 maggio un incontro di boxe tra un cattolico e un musulmano a Las Vegas; il 29 maggio la ‘Partita della Pace’ all’Olimpico di Roma (Radio Vaticana)”.

Questi particolari appuntamenti rientrano nei programmi della Fondazione Pontificia “Scholas Occurrentes (o “scuole di dialogo”), un’opera voluta ed incoraggiata proprio in Argentina dall’allora arcivescovo di Buenos Aires, il cardinale Jorge Mario Bergoglio.

Nata come una rete di “scuole di quartiere” dedicate al volontariato (iniziata con 70 ragazzi di 4 scuole), nel corso degli anni la fondazione si è impegnata fortemente nel campo dell’educazione diventando, col passare degli anni, una rete internazionale presente in 82 paesi che coinvolge più di 400 mila istituti pubblici e privati e associazioni di diverse religioni e di diversa estrazione sociale. A sostenere l’iniziativa è l’idea che – con parole di Francesco – “Non si può cambiare il mondo se non si cambia l’educazione”. E’ stata questa consapevolezza, assieme all’idea che l’educazione non si limiti semplicemente alla trasmissione di informazioni, a spingere l’allora Arcivescovo di Buenos Aires a intraprendere una vera e propria “crociata educativa” (E. Piqué, Francesco. Vita e rivoluzione, p. 149) per favorire uno sviluppo integrale dei giovani e la costruzione di un nuovo modello di società a misura d’uomo.

Nel 1998, per volontà di mons. Bergoglio, nacque la “Vicaría de Educación” dell’Archidiocesi di Buenos Aires, un organo diocesano finalizzato al sostegno dell’educazione come mezzo di evangelizzazione. L’obbiettivo fu quello di “animare l’azione pastorale della diocesi nell’ambito dell’educazione” attraverso progetti innovativi come la formazione dei docenti, l’utilizzo delle nuove tecnologie, il rapporto coi diversi credi religiosi e la relazione tra le scuole pubbliche e private della regione.

Nel 2002 nacque il “Foro de Educación” come punto di aggregazione e di incontro tra tutte le scuole della città. Celebrando il secondo anniversario del Foro, il 29 ottobre 2003, l’arcivescovo Bergoglio ha sottolineato l’importanza “di rimanere connessi a traverso di un foro virtuale” trasformando gli istituti educativi in “scuole sorelle con altre scuole del paese”.

scholasOggi Scholas è un’Organizzazione Internazionale di Diritto Pontificio approvata da papa Francesco nella Città del Vaticano il 13 agosto 2013. In quella occasione si giocò una partita amichevole tra la nazionale italiana di calcio e quella argentina, si piantò il primo Olivo per la pace e si iscrissero le prime scuole del mondo nella rete dell’organizzazione.

Il 19 marzo 2014 (nel giorno di San Giuseppe, modello di educatore) la fondazione è stata riconosciuta ufficialmente dalla Santa Sede sotto il patrocinio della Pontificia Accademia delle Scienze, alla presenza di Messi, Buffon, Prandelli e altre personalità del mondo dello sport e della cultura.

Il 15 agosto 2015, in occasione del IV Incontro Mondiale di Scholas Ocurrentes, papa Francesco ha firmato i nuovi Statuti e – tramite Chirografo Pontificio – riconosciuto l’associazione come “Opera pia autonoma, di diritto pontificio, eretta come persona giuridica privata all’interno dell’ordinamento del Diritto Canonico”.

Dopo un lungo ed encomiabile cammino, avendo avuto prova di fedeltà ai suoi scopi di fomentare e migliorare la promozione e l’incremento dell’educazione integrale della persona”, si afferma nel breve documento, l’associazione “ha raggiunto i suoi obbiettivi attraverso l’integrazione delle sue unità educative offrendo una particolare attenzione a quelle più bisognose” pertanto “merita l’incoraggiamento e l’appoggio della Santa Sede.

A febbraio del 2016, papa Francesco ha ricevuto in Vaticano il presidente dell’Argentina Mauricio Macri. Durante l’udienza privata Francesco ha consegnato al presidente una medaglia raffigurante un olivo e ha chiesto di sostenere l’operato di Scholas in Argetina. Secondo quanto rivelato da Macri, il Pontefice ha chiesto al presidente di potenziare il settore educativo e di promuovere la collaborazione coi programmi di Scholas nel paese sudamericano.

L’associazione si prefigge lo scopo di rinnovare l’educazione dei giovani per contribuire a costruzione di un mondo migliore, promuovere una cultura dell’incontro e della pace associando la tecnologia con l’arte e lo sport: “Cambiamo l’educazione per avere un mondo integrato e in pace e così costruire insieme un mondo pacifico traducendo la cultura dell’incontro in un’esperienza educativa“.

Definita dall’ONU la “maggior rete scolastica del pianeta”, l’esperienza “è iniziata come una cosa piccola – ha affermato recentemente il Pontefice – come un’illusione, qualcosa che non sapevamo se si sarebbe potuto realizzare”. Ma col passare degli anni il sogno di Bergoglio si è avverato e oggi Scholas collega circa 400 mila istituti in tutto il mondo! “Siamo convinti – ha aggiunto Francesco – che la gioventù ha bisogno di comunicare, mostrare i suoi valori e comunicarli. La gioventù oggi, ha bisogno di tre pilastri chiave: educazione, sport e cultura”. Dunque, studio ma anche arte, sport, musica: sono tutti veicoli – ha spiegato il Papa – attraverso i quali può passare “un’educazione e una formazione per l’uomo contro ogni esclusione, economica, politica, culturale”.

Ed è proprio a partire dallo sport e dalla cultura che Scholas Occurrentes promuove iniziative volte a un rinnovamento della coscienza sociale dei giovani e favorire il dialogo tra diverse nazioni e religioni all’insegna della Pace, abbattendo i muri dell’esclusione e della solitudine. Combattere l’indifferenza in un mondo globalizzato, donare speranza ai giovani “chiusi in un eterno presente” e offrire possibilità concrete di crescita sociale e umana, questi sono gli obbiettivi fondamentali di queste “scuole” che ora contano col pieno appoggio della Santa Sede.

Il particolare interesse nei confronti dello sport come strumento di educazione, scuola di fratellanza e condivisione ha permesso alla Scholas di usufruire di testimonial di prestigio internazionale come, ad esempio, i calciatori Maradona, Messi, Buffon e Ronaldinho; diverse federazioni sportive (in primis il FCB di Barcellona), così come molti imprenditori e politici hanno aderito e aderiscono alle iniziative solidali portate avanti da Scholas in tutto il mondo.

Tra le iniziative spiccano le opere di volontariato come campagne internazionali di solidarietà volte a raccogliere fondi per sostenere scuole, laboratori e ospedali delle zone rurali e dei paesi in via di sviluppo; ma anche progetti ecologici per insegnare a salvaguardare il pianeta, quella “casa comune” a cui è dedicata l’enciclica di papa Francesco Laudato Si.

Quest’anno Scholas Occurrentes ha celebrato il quarto Congresso Mondiale Educativo, un evento che ha riunito in Vaticano più di 300 professionisti impegnati nei vari settori disciplinari e che ha visto intervenire papa Francesco con un discorso di incoraggiamento e di sostegno. Il Santo Padre ha chiesto di lavorare a favore dell’armonia in un mondo “totalmente disarmonizzato”.

José María del Corral, teologo ed educatore, direttore della scuola San Martino di Tours di Buenos Aires, è assieme a Enrique Palmeyro, l’ideatore e l’attuale direttore esecutivo di Scholas nel mondo. Del Corral ha rilasciato recentemente un’intervista al quotidiano La Nación dove, intervistato dalla giornalista Elisabetta Piqué (autrice della biografia Papa Francesco, Vita e Rivoluzione) ha affermato: “Francesco è convinto che il mondo è in crisi e che la soluzione passa per l’educazione”. Secondo del Corral il grande e rapido sviluppo delle Scholas nel mondo si deve certamente alla popolarità del Papa ma risponde soprattutto alla necessità di qualcosa di nuovo, perché “il sistema educativo era stanco e si stava aspettando qualcosa di diverso”. Per quanto riguarda i finanziamenti, del Corral ha assicurato: “Non riceviamo soldi dal Vaticano. Ogni progetto nasce dai collaboratori, gente che fa delle donazioni, che aiuta tutti i mesi con una quota, e organizziamo eventi per raccogliere fondi, così come la Partita Interreligiosa per la Pace giocata lo scorso settembre nello Stadio Olimpico di Roma”.

el caneloIn questo contesto si colloca l’annunciato incontro interreligioso di boxe che si è svolto il 7 maggio a Las Vegas. L’evento ha sancito l’inizio ufficiale della collaborazione tra il Consiglio Mondiale di Boxe (CMB) e Scholas Ocurrentes. Oltre a lanciare un messaggio di pace e di fratellanza attraverso lo sport e a promuovere le iniziative congiunte del CMB e Scholas, l’incontro è stato necessario per raccogliere fondi utili per l’avvio dei programmi di Scholas in Messico.

Il 7 maggio, Al T-mobile Arena di Las Vegas, si sono scontrati due campioni del pugilato: il messicano Saúl Alvarez, detto “El Canelo” (25 anni), e il pugile inglese di origini pakistane Amir Kahn (29 anni).

Saúl Alvarez è il più piccolo di 8 fratelli di cui sette maschi diventati tutti pugili professionisti. Soprannominato “Canela” per i suoi capelli color cannella, Saúl – particolarmente devoto alla Vergine di Guadalupe – è diventato pugile a 15 anni, la sua carriera è stata caratterizzata fin dai primi anni da vittorie schiaccianti anche contro avversari più grandi ed esperti.

Nato in Inghilterra da una famiglia pachistana musulmana, Amir Kahn a 17 anni ha vinto la medaglia d’argento nelle olimpiadi di Atene 2004 ed è attualmente considerato il miglior pugile del Regno Unito (categoria Welter).

khan amir boxeNei giorni che hanno preceduto l’evento, in un tour promozionale da Londra a Los Angeles, Alvarez e Kahn hanno visitato diverse scuole e orfanotrofi, organizzato laboratori e incontri coi giovani testimoniando il loro impegno per la pace e offrendo aiuto e sostegno a ragazzi con diverse problematiche personali e sociali. Prima dell’incontro i due pugili hanno piantato simbolicamente un olivo sul ring, un gesto diventato ormai un segno distintivo dell’associazione Scholas.

Per la cronaca, il messicano Saul Alvarez – considerato favorito dai pronostici – ha vinto l’incontro stendendo l’avversario con un incredibile KO al sesto round e conservando così il titolo di campione dei pesi medi della WBC (Foto). Per il pugile britannico si è trattato della quarta sconfitta della carriera. La sua sconfitta sul ring era annunciata a causa della diversa categoria tra i due pugili, ma Kahn ha corso il rischio affrontando un avversario più pesante, puntando sulla propria velocità e l’agilità; in molti avevano criticato l’opportunità di uno scontro col “Canelo“, contro il quale un KO era da mettere in conto. A causa del violento impatto del colpo, che lo ha stordito per qualche minuto sentenziando la sconfitta, alla fine dell’incontro Kahn è stato ricoverato per alcuni accertamenti precauzionali e subito dimesso senza complicazioni.

Il 28 maggio i due pugili Saúl Alvarez e Amir Kahn, accompagnati dall’ex campione statunitense Óscar de la Hoya (fondatore della società Golden Boy Promotions), saranno ricevuti in udienza privata da Papa Francesco e nominati Ambasciatori della Pace.

Miguel Cuartero Samperi

Articolo pubblicato in versione ridotta su Aleteia

 

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