Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

Ecuador: la morte di suor Chiara Maria. La conversione, la missione e il terremoto.


ecuadorterremotoSono circa 600 le vittime accertate dalle autorità dopo il tragico terremoto che il 16 aprile ha colpito la zona occidentale dell’Ecuador (250 uomini e 276 donne). Alla violenta scossa di 7,8 gradi della scala Richter (un livello superiore al grado più alto della scala Mercalli!) sono seguite 558 repliche. Al momento ci sono decine di vittime ancora non identificate, più di quattromila persone ferite, 23.500 sfollati, mentre cinquantaquattro persone sono state salvate dalle macerie subito dopo il disastro.

Il bilancio è certamente provvisorio perché mentre il numero delle vittime continua ad aumentare, mancano all’appello più di mille persone secondo quanto emerge dagli strumenti di ricerca dei dispersi offerti dal governo dell’Ecuador, da Google e dai social networks (hashtag #DesaparecidosEC). Molte le famiglie che, stravolte dagli eventi, hanno deciso di emigrare verso le città del centro del paese (Quito, Santo Domingo…) e verso Guayaquil, metropoli al sud dell’Ecuador.

terremoto-ecuador--510x286Tutto il paese si è mobilitato stringendosi spiritualmente e materialmente attorno alle zone colpite in una grande operazione di solidarietà per fornire acqua, viveri e beni di prima necessità. Da diverse parti del mondo stanno arrivando donazioni e aiuti. Anche la Caritas Italiana ha aperto dei canali per il sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto (QUI tutte le informazioni per rendersi utile in questa emergenza).

In Vaticano, durante l’udienza generale di mercoledì 20 aprile, Papa Francesco ha espresso il suo dolore e la sua vicinanza al popolo ecuatoriano: “Voglio esprimere ai nostri fratelli dell’Ecuador, la nostra vicinanza, la nostra preghiera in questo momento di dolore”. Già domenica 17 aprile, dopo la preghiera del Regina Coeli, il papa chiedeva preghiere per le vittime affinché “L’aiuto di Dio e dei fratelli dia loro forza e sostegno”.

terremoto_hermanasTra le vittime del terremoto 6 religiose della comunità Hogar de la Madre (Focolare della Madre), una piccola congregazione religiosa mariana, fondata in spagna nel 1985 dal sacerdote Rafael Alonso Raymundo e dedicata in modo particolare alla difesa dell’Eucaristia e all’evangelizzazione dei giovani attraverso la testimonianza di vita e le nuove tecnologie (HM televisión e Fondazione EUK Mamie). Le “Serve” del Focolare della Madre hanno attualmente 15 missioni e sono presenti in 5 paesi: Italia, Spagna, Ecuador (dove hanno 3 case) e Stati Uniti.

Il terremoto ha distrutto la casa nella località di Playa Prieta (Manabí), dove le suore gestiscono una scuola per 400 alunni, e ucciso suor Claire Marie della Trinità e cinque postulanti che da pochi mesi si formavano all’interno della comunità religiosa.

Al momento del terremoto (alle 18,58 locali) all’interno della casa erano presenti 4 suore e 7 postulanti ecuadoriane: tutte sono finite sotto le macerie. Le suore Thérèse (Irlanda), Estela (Spagna) e Merly (Ecuador), assieme alle giovani Guadalupe e Mercedes, sono state soccorse immediatamente dai vicini accorsi in aiuto.

Nulla da fare invece per Suor Claire (33 anni) e per le giovani Jazmina, Maria Augusta, Valeria, Mayra, Catalina rimaste schiacciate dal peso delle macerie dopo che una seconda scossa ha fatto crollare la parte dell’edificio che era rimasto ancora in piedi. Sono stati momenti di sofferenza e di dolore quelli vissute dalla piccola comunità missionaria che ha contato sull’aiuto di molti cittadini del posto e sul sostegno spirituale di tanti fedeli da tutto il mondo che hanno manifestato la loro solidarietà, chi recandosi direttamente sul posto e chi attraverso lettere, e-mail, preghiere e donazioni.

Suor Claire Marie della Trinità e del Cuore di Maria, al secolo Claire Marie Crockett, nacque nel 1982 a Derry (Irlanda el Nord) ed entrò in convento l’undici agosto 2001, a 18 anni. L’otto settembre del 2010 fece i voti perpetui e nel 2012 fu inviata in missione in Ecuador. Così la ricordano le sue consorelle: “Sr. Clare si era donata a Dio da quasi quindici anni. Era una suora generosissima e con un dono molto speciale e un carisma unico per relazionarsi con bambini e giovani”.

clare5La sua vocazione nacque grazie all’invito di un’amica a partecipare a un pellegrinaggio in Spagna con le suore dell’Hogar de la Madre. Claire era una ragazza come tante, senza particolare interesse per la religione pur appartenendo ad una famiglia cattolica. Il suo sogno era quello di diventare un’attrice, faceva parte di un’agenzia di modelle e di una compagnia di teatro; aveva un manager che organizzava i suoi eventi, ha presentato programmi televisivi locali, recitato in spettacoli teatrali e in un film. Si divertiva con gli amici partecipando a feste, ballando in discoteca nei weekend, fumando e bevendo fino a ubriacarsi. Un giorno un’amica gli propose un “viaggio gratis” in Spagna durante la Settimana Santa. L’idea di una vacanza pagata fece entusiasmare Claire che pensava ad un viaggio a Ibiza con altri giovani come lei; presto si accorse che non si trattava di una vacanza ma di un pellegrinaggio organizzato dalle suore e che i partecipanti avevano superato da tempo l’adolescenza. Non poté tirarsi indietro perché il suo nome era già sulla lista e il suo biglietto aereo era già pronto. Da quel viaggio la sua vita cambiò radicalmente!

“Ora so che è stato il modo utilizzato dalla Vergine per portarmi a casa sua, al suo Focolare” commentava Claire raccontando la sua esperienza a dei ragazzi durante la JMJ di Madrid nel 2011. “Fu durante quel pellegrinaggio che il Signore mi diede la grazie di vedere che Lui era morto per me sulla Croce. Dopo aver ricevuto questa grazia, sapevo che dovevo cambiare: se lui ha fatto questo per me, cosa farò io per Lui?”

“Durante un ritiro o quando senti l’amore di Dio, è facile dirgli: ‘Farò quello che mi chiedi’. Ma quando ‘scendi dal monte’ non è così facile. Qualche mese dopo le sorelle mi invitarono ad andare con loro e altre ragazze ad un pellegrinaggio in Italia (a Roma per la Giornata Mondiale della Gioventù, ndr.). Ci andai, nonostante il mio atteggiamento superficiale durante il pellegrinaggio, il Signore mi parlò chiaramente. Voleva che io vivessi in povertà, castità e obbedienza come quelle sorelle. Automaticamente gli dissi che per me era impossibile! ‘Non posso diventare suora!’, ho detto, ‘non posso smettere di bere, di fumare, di andare alle feste, la mia carriera, la mia famiglia…’. Se Gesù ci chiede di fare qualcosa sempre ci da la forza e la grazia per farlo. Senza il suo aiuto non avrei mai fatto ciò che ho dovuto fare per rispondere alla sua chiamata e seguirlo”.

“Dopo aver scoperto la chiamata, il Signore mi diede due grazie. La prima grazia l’ho ricevuta una notte in Irlanda a 18 anni. Mi trovavo in un bagno di una discoteca, stavo per vomitare a causa l’alcool e in quel momento sentii realmente lo sguardo del Signore e sentivo dentro di me che mi diceva: Perché continui a ferirmi?.

“Un altra grazia l’ho ricevuta mentre stavo girando un film in Inghilterra. Anche se apparentemente avevo tutto, vedevo che in realtà non avevo nulla. Mi sedevo sul letto della stanza dell’albergo e sentivo un grande vuoto, un vuoto che niente e nessuno poteva riempire. Stavo riuscendo ad avere tutto ciò che avevo sempre desiderato e non ero felice. Sapevo che solo facendo ciò che Dio voleva per me sarei stata veramente felice. Il Signore mi mostrò quanto ferivo il suo Sacro Cuore col mio stile di vita impazzito. Sapevo che dovevo lasciare tutto e seguirlo. Sapevo chiaramente che potevo confidare in Lui, porre la mia vita nelle sue mani e avere fede”.

hermanaclare_ita“Ora sono felicemente consacrata nelle Serve del Focolare della Madre. Non smetto mai di meravigliarmi di come lavora il Signore con le anime, di come è capace di trasformare le nostre vite e di conquistare il nostro cuore. Ringrazio il Signore per la pazienza che ha avuto e che continua ad avere con me. Non gli chiedo perché mi ha scelto, semplicemente accetto che lo abbia fatto. Dipendo completamente da Lui e dalla Vergine Maria e chiedo loro la grazia di essere ciò che loro vogliono”

Sul sito internet del Focolare le suore della congregazione narrano la vicenda di quelle drammatiche ore di apprensione, di intensa preghiera e di speranza, fino alla notizia della morte delle sorelle. Dal racconto emerge la forza della fede che, in mezzo alla tempesta, è capace di volgere lo sguardo a Dio senza scandalizzarsi, confidando nel sua Misericordia con la certezza che unirsi allo “Sposo” è la pienezza della felicità e che la morte non ha l’ultima parola.

Come sorelle che si amano veramente nel Signore, piangiamo la perdita delle nostre sorelle, ma la fede ci assicura che la “morte non è la fine”.

Vi chiediamo preghiere per le nostre sorelle, se ne hanno ancora bisogno, e per le loro famiglie. Il nostro cuore non si chiude nella nostra sofferenza, ma vuole abbracciare la sofferenza di tutto il popolo dell’Ecuador. Chiediamo al Signore che il dolore non li scandalizzi né li allontani da Lui, ma che siano momenti più che mai di un abbandono fiducioso nel Suo amore.

Pregate per noi, affinché siamo veramente quello che dobbiamo essere e viviamo con pienezza la nostra vocazione di “Spose del Crocifisso”.

Presso la Croce, in questa Pasqua della Risurrezione del Signore. Che il Signore e la nostra Madre del Cielo benedicano tutti voi.

Fonti:

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