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"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

Santa Francesca Cabrini: i frutti dell’annuncio di Kiko Argüello


santa francesca cabriniPubblico con piacere su questo blog un articolo uscito su Roma Sette, l’inserto della diocesi di Roma abbinato al quotidiano Avvenire. Si parla della parrocchia di Santa Francesca Cabrini (zona piazza Bologna), una delle quattro parrocchie dove circa 50 anni fa ebbe inizio l’esperienza del Cammino Neocatecumenale grazie alla generosità e al coraggio dei padri Maristi che accolsero Kiko Argüello e Carmen Hernandez, due spagnoli ancora sconosciuti dei quali era facile diffidare. Infatti “erano i tempi di Che Guevara – afferma Kiko nel suo libro Kerigma – portavo un giubotto verde tipo Fidel Castro e avevo la barba lunga…”

La generosità (e la profetica audacia) dell’allora parroco padre Pietro Necci è stata ripagata dalla presenza di 32 comunità, di centinaia di famiglie, di giovani e di bambini. I frutti sono innumerevoli: famiglie aperte alla vita, vocazioni sacerdotali, vocazioni religiose, famiglie itineranti sparse per il mondo, moltissime famiglie in missione e molti operatori pastorali (diaconi, accoliti, catechisti per l’iniziazione cristiana, volontari per i diversi servizi).

Oggi, in tempi di crisi e di fuga dalle parrocchie da parte dei fedeli, Santa Francesca Cabrini è una parrocchia viva dove lo Spirito Santo agisce in maniera palpabile nella vita dei fedeli attraverso l’esperienza della “piccola comunità cristiana” che offre, a giovani ed adulti, una “formazione permanente alla fede” (Statuto art. 1 § 2).

In occasione della visita del cardinale Vallini, l’articolo (firmato da Marta Rovagna) riporta le parole del parroco, don Franco Messori, sull’esperienza del Cammino Neocatecumenale nella pastorale parrocchiale.

L’articolo evidenzia che, quando lo Spirito Santo agisce, i frutti non sono mai troppi. Provvidenziale, perché proprio in questi mesi a Roma c’è un’altra comunità religiosa che sembra soffrire la presenza di troppe comunità, che pensa che averne molte sia un handicap per la parrocchia, un peso eccessivo da cui liberarsi. L’esperienza dei padri Maristi, forse, darà loro un po’ di coraggio… e un po’ di fede nello Spirito Santo. Ce lo auguriamo!

mcs

Santa Francesca Cabrini: i frutti dell’annuncio di Kiko Argüello (Roma Sette, 6 dicembre 2015)

santa francRoma – La parrocchia, costituita da gruppi e movimenti ecclesiali, in fondo appartiene più profondamente alle persone semplici e umili, quegli anziani che arrivano alla Messa vespertina ogni giorno e che la sentono come sorgente di vita anche se non fanno parte di nessun gruppo precostituito.

A riflettere sull’appartenenza alla propria comunità parrocchiale è padre Franco Messori, parroco di Santa Francesca Cabrini, quartiere Nomentano. La parrocchia, che ieri pomeriggio ha ricevuto la visita del Cardinale vicario Agostino Vallini, è affidata dal 1949 ai padri Maristi e attualmente ci lavorano a tempo pieno cinque sacerdoti dell’ordine religioso.

Nel 1969 la parrocchia ha accolto le catechesi di Kiko Argüello, fondatore del movimento neocatecumenale e con 32 comunità è una delle realtà più radicate e floride del Cammino a Roma.  Padre Franco, che ha iniziato la sua vita sacerdotale proprio a Santa Francesca Cabrini nel 1964, racconta il fiorire di questo movimento; “Che ha dato e dà ancora frutti di maturità nella fede e catechisti molto preparati, che collaborano alla pastorale della parrocchia nelle catechesi di iniziazione cristiana, nel post cresima, nella preparazione dei matrimoni e dei battesimi”.

Il gruppo di operatori pastorali che lavora in parrocchia proviene e dal Cammino Neocatecumenale e dall’Azione Cattolica, che negli ultimi quattro anni hanno iniziato a lavorare nella catechesi. “La parrocchia, piena di talenti e potenzialità – spiega il parroco – ha ancora bisogno di maturare in una comunione maggiore con la Chiesa universale. Il rischio di alcuni gruppi è quello di fare una Chiesa nella Chiesa, ma sappiamo che in noi e nella storia agisce lo Spirito Santo, nella docilità alla sua azione la Chiesa diventa grande, non per nostri meriti o perché siamo in gamba e capaci”.

Il carisma dei padri Maristi è quello della missionarietà, il loro fondatore san Pietro Chanel è il patrono dell’Oceania. La storia di padre Franco è dunque quella di una lunga itineranza “dovunque sono andato ho portato con me – racconta – il desiderio di creare una comunità parrocchiale coesa e collaborativa tra le diverse realtà, e con questo spirito ho accolto il Cammino Neocatecumenale in ogni luogo in cui sono stato”.

Gianluca Cargagnini ci racconta la sua esperienza di catechista in parrocchia con sua moglie: “Siamo sette coppie – spiega – e lavoriamo insieme alla pastorale battesimale. Due non possono avere figli e la loro testimonianza è tanto più preziosa in quanto ci parlano di una fecondità non legata solo all’aspetto biologico ma anche a quello spirituale”.

Gianluca, che ha iniziato il cammino nel 1985 e lo ha terminato quest’anno, racconta anche l’evangelizzazione del suo movimento: “Tra le comunità che hanno finito il percorso ci sono alcune inviate in altre parrocchie per aiutare il parroco nella pastorale, da noi diverse persone vanno regolarmente ad Acilia a prestare il loro servizio, li chiamiamo per scherzare “i martiri del raccordo anulare”.

Marta Rovagna

 

Articolo pubblicato su Roma Sette, inserto diocesano di Avvenire, domenica 6 dicembre 2015.

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