Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

Omosessualità e fede (1): una chiamata al martirio?


livingthetruth.indd Il tema dell’omosessualità scatena in questo tempo accesi dibattiti sia in campo politico che teologico. Le discussioni sui cosiddetti “matrimoni” gay e i dibattiti legati alle posizioni della Chiesa sull’omosessualità (basti pensare alla bufera provocata dal caso Charamsa) sono all’ordine del giorno in questi mesi. Il Sinodo dei Vescovi, chiamato a riflettere sulla famiglia ha affrontato anche questi argomenti resistendo alle pressioni interne ed esterne che vorrebbero, da parte della Chiesa, maggiori aperture in materia di morale sessuale.

VIVERE LA VERITA’ NELL’AMORE
In occasione del Sinodo dei Vescovi sulla famiglia, la casa editrice dei gesuiti degli Stati Uniti Ignatius Press ha pubblicato un libro intitolato  Living the Truth in Love, Pastoral Approachest to Same-Sex Attraction“Amare la verità nell’amore: approcci pastorali sull’attrazione omosessuale”, un libro che sarà un utile strumento anche una volta conclusi i lavori sinodali.

Il testo (di 355 pagine) raccoglie testimonianze e saggi di diversi esperti cattolici che affrontano la questione dell’attrazione omosessuale (SSA) da diversi punti di vista: psicologico, filosofico, teologico e morale. Lo scopo del lavoro è quello di offrire alcune risposte alle domande poste dal Sinodo dei Vescovi: come può la comunità cristiana offrire un’attenzione pastorale alle famiglie che hanno al loro interno persone con orientamento omosessuale? (cfr. Instrumentum Laboris, 130-132). Come può la Chiesa, evitando ogni ingiusta discriminazione, offrire un accompagnamento spirituale a queste persone alla luce del Vangelo? Infine, come può essere annunciata la volontà di Dio in queste situazioni spesso causa di solitudine, dubbi e sofferenze?

Il lavoro è strutturato in tre parti: la prima parte riguarda la comprensione teoretica del tema dell’omosessualità dal punto di vista della filosofia, della teologia e del magistero della Chiesa Cattolica; la seconda parte raccoglie le testimonianze di persone che hanno vissuto esperienze di omosessualità e che hanno intrapreso un cammino di fede riscoprendo l’importanza e la gioia di una vita di castità; la terza parte del libro è dedicata all’approccio pastorale e offre una guida all’accompagnamento spirituale delle persone che vivono l’esperienza della “same-sex actraction” (SSA).

UNO STRUMENTO PASTORALE
Il libro vuole essere una guida per coloro che sono impegnati nella pastorale verso chi vive l’esperienza dell’amore omosessuale. Uno specifico approccio pastorale verso l’omosessualità non può esimersi dalla responsabilità di conoscere le storie di coloro che vivono o hanno vissuto quest’esperienza in prima persona. Allo stesso tempo sarà necessario inquadrare l’approccio pastorale all’interno dell’antropologia rivelata, ossia dalla comprensione che la Chiesa possiede della persona umana e della sessualità, al fine di evitare falsi compromessi frutto di errori di valutazione o di iniziative personali di ministri e accompagnatori.

Definito dal cardinale di Boston, Sean O’Malley,  un libro “coraggioso, sincero e puntuale”– il testo è stato curato dalla professoressa e scrittrice Janet Smith[1] e dal padre Paul Check, direttore dell’associazione Courage International [2].

SANTITA’, CASTITA’, MARTIRIO
Nella prefazione, mons. Vigneron, arcivescovo di Detroit, segnala che la base di tutti gli interventi è la convinzione che solo in Cristo l’uomo trova la verità su se stesso. Questo pensiero poggia le basi sul Concilio Vaticano II dove si afferma che “solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo” (GS 22). È per questo – afferma il vescovo americano – che tutte le questioni affrontate sono “questioni cristologiche” (non solo antropologiche): dimenticarlo significherebbe privarsi di quella luce che rischiara il piano salvifico di Dio per l’uomo.

Infine la convinzione che l’universale chiamata alla santità (espressa dal Vaticano II in LG 5) include, o meglio si esplicita e si concretizza, in una “universale chiamata alla castità” ossia una chiamata a utilizzare il proprio corpo e a vivere la propria sessualità secondo il “piano originario di Dio” fatto conoscere all’uomo attraverso la Creazione e la Rivelazione.

Castità intesa, non come norma inibitrice delle umane passioni, ma come la virtù più eccellente (CCC. 2337-45) e come stile di vita di purezza col sostegno dello Spirito Santo.

La chiamata alla santità (che, come è stato detto, è anche chiamata alla castità) diventa oggi chiamata al martirio inteso come testimonianza eroica in un realtà sociale ostile. Spesso derisi e disprezzati da laicisti e attivisti omosessuali, i cristiani che sperimentano tendenze omosessuali e si incamminano per la strada della castità, devono affrontare la pressione di coloro che – persino all’interno della Chiesa – vorrebbero accettare l’omosessualità e le relazioni omosessuali come una realtà positiva per la ricerca della felicità. Il coraggio di donare se stessi e di vivere la propria sofferenza alla luce della croce di Cristo è un modo esemplare di evangelizzazione nella società.

UNA VERITA’, DIVERSE PROSPETTIVE
Pur mantenendo queste convinzioni, il libro non impone una visione univoca ma accoglie all’interno diverse sfumaturenell’approccio teoretico e pastorale al problema affrontato. “Sebbene tutti coloro che scrivono in questo libro comprendono gli atti sessuali omosessuali in disaccordo col piano di Dio riguardo la sessualità – scrive Janet Smith nella prefazione – c’è una considerevole varietà nel modo in cui questi autori si approcciano e parlano dell’attrazione omosessuale. Includiamo – continua la professoressa Smith – diverse posizioni perché crediamo che sia importante rimanere in dialogo con coloro che condividono punti di vista importanti”.

Articolo originale su Aleteia.org

Leggi la seconda parte… QUI

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[1] Insegna “Etica della Vita” al Sacred Heart Major Seminary di Detroit. Tra le sue opere più conosciute Humanae Vitae: A Generation Later (1991), The Right to Privacy (2008) e (come editore) Why Humanae Vitae Was Right (1993). E’ conosciuta per la conferenza sulla contraccezione intitolata Contraception Why Not? Dove spiega la posizione della Chiesa Cattolica rispetto ai metodi contraccettivi, tale conferenza ha avuto un successo e una diffusione enorme negli Stati Uniti.

[2] Si tratta di una associazione fondata negli anni Ottanta dal vescovo di New York, il card. Cooke e riconosciuta dalla Santa Sede. Lo scopo di Courage è quello di accogliere i fedeli omosessuali che cercano con sincerità il sostegno della Chiesa per offrire loro un accompagnamento spirituale, un cammino di preghiera e di amicizia. Si presuppone la fede e la disponibilità a farsi guidare dai sacerdoti e professionisti che gestiscono le ormai più di cento sedi sparse in tutto il mondo (Cfr. Teisa Stefano, Le strade dell’amore, Città Nuova 2002, pp. 106ss).

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