Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

Il Sinodo spiegato a mia moglie, memorie di un sopravvissuto


vescovi3Il sinodo è finito e sabato sera ho celebrato l’Eucaristia con la mia comunità tirando un sospiro di sollievo: ce l’abbiamo fatta, siamo sopravvissuti!

In questo lungo periodo ho visto gente preoccupatissima, quasi disperata, per le sorti della Chiesa Cattolica: alcuni paventavano una rivoluzione, altri la speravano con ansia! Stravolgimenti, scardinamenti, la fine di tutti i dogmi; ci si aspettava di tutto: accoliti plurisposati, matrimoni gay nelle parrocchie, preti sposati, preti omosessuali (ah no, quelli già li abbiamo), donne prete, fine del papato, ma anche l’istituzione di un nuovo ordine di “donne-gay-prete-sposate-divorziate-risposate”… una tragedia dalle dimensioni epocali!

A un certo punto ho tremato anche io, devo ammetterlo, ma per colpa dei fantomatici “media” (cattolici e non) e di alcune sparate di monsignori e cardinali che sembravano sperare o temere (a seconda dei casi) il peggio (o il meglio a seconda delle preferenze)!

san pietro piccInsomma, il Sinodo è finito e non è successo nulla di tutto ciò. Siamo ancora vivi, la Chiesa è viva, il papa è vivo! Sul Cupolone regna ancora una Croce, i dogmi sono intatti (fammi controllare un attimo sul documento finale… ok c’è tutto) e la misericordia per fortuna non è stata abolita… altrimenti saremmo perduti! Il Vangelo è ancora il nostro libro sacro, Cristo – è confermato – è il Figlio di Dio e il magistero della Chiesa (la “tradizione”, scusate la parolaccia) contiene ancora tutte le verità che sono state trasmesse ed insegnate (compresa l’Humanae Vitae).

Niente complotti per distruggere la Chiesa dunque, ma neanche complotti per far cadere il “governo Bergoglio” o frenare la sua riforma.

Ieri sera mia moglie mi ha chiesto: “Insomma com’è finito il sinodo?” Ammetto che ho indugiato un attimo: ho sospettato fosse una domanda-trabocchetto ma non capivo lei da che parte stava e per chi tifava… Poi ho capito che era una semplice e innocente domanda senza doppi fini e non un’intervista o qualcosa del genere. In fondo stando appresso a un bambino di un anno e mezzo, e con un bimbo di -1 mesi in pancia, seguire i briefieng di padre Lombardi non è cosa facile ne tantomeno essenziale.

“Ma alla fine com’è andato a finire il Sinodo?” Ho risposto che ancora dovevo leggere bene il documento finale ma che non trovavo novità stravolgenti che non fossero già sull’Humanae Vitae di Paolo VI o sulla Familiaris Consortio di Giovanni Paolo II. Che i preti che vorranno sposarsi dovranno aspettare, cambiare chiesa oppure concubinare di nascosto (altamente sconsigliato per l’anima e la psiche); che l’aborto non è stato depenalizzato, che i rapporti omosessuali sono ancora peccato grave così come quelli etero extra-coniugali.

In pratica fin’ora non ci siamo sbagliati poi così tanto e a quanto pare nessuno si permetterà di ritirare l’aureola o l’anello a nessun Sommo Pontefice del passato (vivo o morto che sia).

Certo, a leggere gli approfondimenti di alcuni vaticanisti o presunti tali, ma anche a sentir parlare alcuni agguerritissimi cardinali, il Sinodo ha preso le vesti di un avvincente thriller holliwoodiano. Ma per fortuna non si son visti ne protagonisti assassinati ne insospettabili assassini. Son però comparse – è quasi fisiologico – due bande ben distinte, due squadre contrapposte.

kasper etchegaray

Cardinali Etchegaray e Kasper nei giorni del Conclave 2013.

La prima squadra, quella dei progressisti, ha giocato all’attacco con atteggiamento spregiudicato, coppia centrale tutta tedesca formata da Kasper e Marx e sostenuta da un centrocampo latinoamericano con una solida difesa svizzera e italiana (una sicurezza). La seconda squadra ha giocato a non prendere gol affidando l’attacco all’inedita coppia Pell-Sarah, con un centrocampo di qualità made in USA e una difesa sperimentale proveniente dall’Africa e dall’Oriente prossimo. Insomma una vera e propria sfida internazionale sostenuta da influenti organi di stampa (Vatican Insider da una parte, La Nuova Bussola dall’altra) importanti vaticanisti (Tornielli da un lato, Magister dall’altro) e forti case editrici (Emi e Queriniana da un lato, Cantagalli dall’altro).

Alla fine l’arbitro ha gestito bene la gara finita con un bel pareggio mentre entrambe le squadre gridano vittoria col sangue che ancora pulsa sulle tempie. Perfino una missiva personale al “numero uno” è stata considerata un complotto da una parte che si è trovata vistosamente in difficoltà verso la fine della gara e che ha denunciato cospirazioni anche attorno alla notizia di una presunta malattia del Papa.

Mancava solo che la caduta del cardinale Etchegaray durante la Messa conclusiva venisse interpretata come l’ultimo tentativo dei conservatori di mettere le mani sul Sinodo sgambettando l’anziano cardinale francese braccio destro di Giovanni Paolo II e provocando un finimondo in basilica, black-out e nuovo Conclave. Ma non ci sono riusciti perché Francesco è stato tempestivo e lo ha preso al volo, segno della sua rivoluzionaria misericordia che sta cambiando la Chiesa e il mondo!

kasper2In fondo i timori non erano del tutto ingiustificati, perché molti pensano tutt’ora che la Chiesa, fino ad oggi abbia sbagliato tutto (condannando, comandando e odiando) e dovrebbe ricominciare da zero (accogliendo, scusandosi e misericordiando). È ciò che è scritto sulla quarta copertina dell’ultimo libro-intervista del cardinale Kasper “Testimone di Misericordia” dove afferma che la Chiesa deve ripartire dalla cenere “accumulata da secoli” per rispolverare il Vangelo (è il leitmotiv del libro, con buona pace dei vari Pio, Giovanni, Paolo, Giovanni Paolo e Benedetto). Era l’idea del cardinale Martini (ripresa oggi da molti cardinali) quando affermava che “la Chiesa è rimasta indietro di duecento anni”; è lo stesso messaggio che vogliono far passare a tutti i costi anche i media laicisti che leggiamo e ascoltiamo ogni giorno e che ha espresso bene Nanni Moretti nel suo film Habemus Papam, dove, in un momento di impasse ecclesiastico tutti i cardinali assieme, ballando e applaudendo, cantano “Cambia todo Cambia” di Mercedes Sosa, finalmente convinti ad ammorbidire la loro proverbiale rigidità per stare al passo coi tempi.

È vero però che la Chiesa è sempre in continuo movimento, è un popolo in cammino e fermarsi è un grosso, grossissimo rischio. Ma qui se c’è qualcosa da cambiare siamo noi. Sono le persone e non tanto le regole, io, te, il parroco, il catechista, perché tutti ci dobbiamo sempre e continuamente convertire dai peccati che ci allontanano da Dio e dagli altri.

Ecco appunto, arriva il Giubileo della misericordia. I media ricominceranno a fare baccano e a spingere per una Chiesa più mondana, più global, più liberal, più gay-friendly… i cattolici progressisti continueranno a dirci che la misericordia deve rifondare la Chiesa dalle ceneri e i conservatori a metterci in guardia da una pericolosa overdose di divina bontà… facciamoli parlare, in fondo la misericordia di Dio deve rifondare, ogni giorno, il nostro (e il loro) cuore, altrimenti saremo perduti! Allora sì che potremo cantare e ballare come nel film: todo cambia!

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