Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

La persecuzione dimenticata: sempre più cristiani uccisi ed esiliati nel mondo


Copertina-PD2Miguel Cuartero (Romagiornale) – “I cristiani sono il gruppo religioso maggiormente perseguitato e la loro condizione continua a peggiorare in molti dei Paesi in cui affrontano da tempo gravi limitazioni alla libertà religiosa”.

E’ ciò che emerge dal documento “Perseguitati e dimenticati: rapporto sui cristiani oppressi in ragione della loro fede tra il 2013 e il 2015″ che è stato presentato a Roma dalla fondazione Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS).

La fondazione si occupa da diversi anni di monitorare la situazione dei cristiani nel mondo e di pubblicare periodicamente dati e statistiche che sono spesso sconosciuti ai media internazionali. Si analizza la situazione di quei paesi in cui i cristiani subiscono gravi limitazioni alla libertà religiosa, in maniera particolare quelli dove vigono regimi di ispirazione islamica che esercitano un forte controllo sui cittadini impedendo ai non musulmani l’esercizio della libertà religiosa e i diritti umani basilari.

Alla conferenza stampa per la presentazione del rapporto hanno preso parte – tra gli altri – il patriarca iracheno Louis Sako (autore del recente libro Più forti del terrore dove denuncia la costante persecuzione dei suoi fedeli) e mons. Matthew Ndagoso, arcivescovo di Kaduna, in Nigeria, una zona sistematicamente minacciata dagli islamisti di Boko Haram.

Rispetto all’ultimo rapporto (2011-13) dal nuovo documento emerge che i paesi di “estrema persecuzione” passano da 6 a 10 a causa dell’aumento esponenziale del estremismo islamico “una delle principali minacce alla comunità cristiana”. Infatti a Cina, Eritrea, Iran, Arabia Saudita, Pakistan e Corea del Nord, si sono aggiunti Iraq, Nigeria, Sudan e Siria.

“Dieci dei 17 Paesi in cui si sono registrati peggioramenti sono stati colpiti dalle violenze dei fondamentalisti”.

Il rapporto segnala il “caso eclatante” dell’Iraq, “dove oltre 120.000 cristiani sono stati obbligati a scegliere se convertirsi o morire dallo Stato Islamico. Anche in Nigeria, la setta estremista Boko Haram ha costretto alla fuga 100.000 cristiani dalla sola diocesi di Maiduguri, nella quale sono state distrutte ben 350 chiese”.

“Le violenze spingono sempre più cristiani ad emigrare, mettendo a rischio l’esistenza stessa di alcune comunità – avverte il rapporto Acs – L’esodo cristiano dal Medio Oriente sottolinea la non remota possibilità che la secolare presenza cristiana nella regione possa estinguersi“.

La persecuzione dei cristiani non è tuttavia un esclusiva del mondo islamico: altri fondamentalismi si scagliano con violenza contro i cristiani, ad esempio i movimenti nazionalisti indù che “hanno messo a segno numerosi attacchi anticristiani e in Sri Lanka” così come gli estremisti buddisti che “hanno distrutto o causato la chiusura di numerose chiese”. Aumentano le persecuzioni dei cristiani anche in Israele, “l’unico Paese mediorientale però in cui la popolazione cristiana è in crescita”.

Rispondendo a una domanda dell’agenzia ZENIT, il Patriarca Sako ha parlato della Russia, impegnata militarmente contro i terroristi islamici nella confinante Siria: “I russi sono seri, forse loro possono fare qualcosa per trovare un equilibrio in Iraq”. Il nigeriano mons. Matthew Ndagoso, ha richiamato l’attenzione sulla “persecuzione sistematica” in atto soprattutto nel Nord-Ovest del paese a causa della presenza di Boko Haram che ogni giorno provoca tragiche mattanze mentre – ha denunciato il vescovo – “il governo promette di combattere solo a parole”.

cristiani perseguitatiLa situazione dei cristiani in Siria è particolarmente allarmante: dal 2011 a oggi i morti sono stati 220.000, 11.000 dei quali bambini. Quattro milioni i siriani stati costretti a fuggire all’estero mentre oltre 7 milioni sono quelli che hanno dovuto abbandonare le proprie case pur rimanendo nel Paese. Dall’inizio della guerra, circa 3 milioni di bambini hanno abbandonato la scuola e l’aspettativa di vita è scesa dai 79 anni del 2011 ai 55 di oggi.  Ad Aleppo molti quartieri storicamente cristiani sono ormai deserti mentre la situazione peggiora giorno dopo giorno.

D’altro canto per i cristiani cinesi è stato un biennio funesto: il 2014 “uno degli anni peggiori con ben 449 leader religiosi imprigionati”, mentre il 2015 è stato invece “caratterizzato da oltre 650 aggressioni nella provincia di Zeijang, tra cui la distruzione totale o parziale di numerose chiese”.

In un messaggio inviato a ACS e firmato dal segretario di stato mons. Parolin, Papa Francesco ha affermato di aver “apprezzato profondamente gli sforzi di quanti hanno contribuito alla stesura del rapporto di Aiuto alla Chiesa che Soffre sulla persecuzione dei cristiani e di quanti mostrano al mondo la piaga della persecuzione e la sofferenza dei cristiani”. Il Pontefice ha espresso gratitudine per l’opera di denuncia della fondazione pontificia.

Papa Francesco – si legge nel messaggio – “prega che chi ha l’autorità per farlo lotti diligentemente, non soltanto per sradicare la persecuzione e la discriminazione religiosa nella propria nazione, ma per cercare metodi più efficaci per promuovere la cooperazione internazionale al fine di sconfiggere queste offese contro la dignità umana e la libertà religiosa“. Infine esprime il desiderio che “gli uomini e le donne di fede e di buona volontà, possano esprimere preoccupazione e mostrare sostegno ai loro fratelli e sorelle che soffrono in tutto il mondo, offrendo assistenza spirituale e materiale”.

Articolo originale pubblicato su Romagiornale.it

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