Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

L’affondo dei media per una nuova Chiesa gay-friendly


Corriere-della-Sera-LGBT

foto rcsmediagroup.it

Il Corriere della Sera ha aperto il 3 ottobre con due scoop sul tema “Chiesa e Omosessualità”. La prima notizia, correlata di fotografie e testimonianze dirette, rivela l’incontro privato avvenuto in Stati Uniti tra papa Francesco e un suo amico omosessuale. Abbracci, baci e sorrisi tra vecchi amici che dimenticano, per un attimo, di rappresentare due poli che, fino ad oggi, sono stati considerati ufficialmente agli antipoti: la chiesa cattolica e i gli omosessuali.

La pubblicazione della notizia è strategica e risponde alla necessità urgente di controbattere ad un’altra notizia che ha molto infastidito i media nazionali e internazionali: l’incontro tra il Papa e l’obbiettrice di coscienza Kim Davis – funzionaria statale del Kentuky – che ha rifiutato di concedere la licenza matrimoniale a una coppia omosessuale. Allo scandaloso incontro con l’obbiettrice cristiana che ha scontato la sua pena con qualche giorno di carcere, bisognava rispondere ribadendo la posizione di accoglienza e di appoggio di papa Francesco alle istanze del mondo LGBT. Molti media hanno provato ad edulcorare la notizia dell’incontro del Papa con la funzionaria cristiana parlando di un incontro-trappola organizzato all’insaputa del Pontefice dagli ambienti pro-life (Huffington Post) o sottolineando che da parte del Pontefice non c’è stato nessun appoggio alla causa della coraggiosa signora (La Repubblica).

L’abbraccio tra Francesco e il compagno omosessuale dimostrerebbe dunque, una volta per tutte, il vero atteggiamento del papa buono e gay-friendly in una Chiesa ancora troppo omofoba. La cosa sembra essere confermata dal Vaticano in quanto, secondo quanto ha riferito il portavoce F. Lombardi in conferenza stampa, l’unico incontro privato voluto dal Papa è stato quello con il suo ex alunno assieme al suo compagno:

L’unica udienza concessa dal Papa presso la Nunziatura è stata ad un suo antico alunno con la famiglia. Il Papa non è quindi entrato nei dettagli della situazione della signora Davis e il suo incontro con lei non deve essere considerato come un appoggio alla sua posizione in tutti i suoi risvolti particolari e complessi.

D’altrone il papa aveva già dimostrato la sua apertura accogliendo in Vaticano il transessuale (ex donna) Diego Neria Lejarrag con la sua fidanzata “emarginati” dal loro parroco profondamente omofobo: altra notizia accolta con enorme entusiasmo dai media e letta come uno straordinario gesto rivoluzionario.

gayE che la Chiesa sia – a dire dei media – ancora troppo omofoba lo testimonia la seconda notizia riportata in prima pagina dal Corriere nazionale (uno scoop di una certa Elena Tebano, giornalista lesbica che ora si gongola ed esulta sui social per il successo planetario della “sua” notizia come una rivalsa personale). La bomba ha fatto il giro del mondo in poche ore: il sacerdote (monsignore ma non vescovo come erroneamente scrive il Corriere) Krzysztof Charamsa, teologo polacco, segretario aggiunto della Congregazione per la Dottrina della Fede dichiara la sua omosessualità attiva: condivide il letto con un compagno. Il prelato vaticano invita seriamente la Chiesa a cambiare idea in materia: “Siamo in ritardo! Voglio scuotere la mia Chiesa: apra gli occhi e capisca che propone soluzioni disumane“. La Chiesa è omofoba, secondo il teologo, e la Congregazione per la Dottrina della Fede “il covo dell’omofobia“.

Accuse pesanti proprio da chi nella Chiesa e per la Chiesa lavora da anni, avendo percorso una carriera brillante ed arrivando (ay noi) ad un passo dall’episcopato.

Gli ambienti laici anticattolici, le lobby gay, gli episcopati e movimenti ecclesiali più radicali (“Noi siamo chiesa”, il “Global Network” e altri movimenti gay cristiani) non potevano sperare di meglio per sferzare l’ennesimo attacco contro la presunta omofobia della Chiesa cattolica: un sacerdote ha un notevole sex-appeal (non solo fisico): giovane e bello, proveniente dal paese di san Karol Wojtyla, professore alla Gregoriana e della “Sacra Congregazione Omofoba”, cioè quella che – agli ordini del cardinale Joseph Ratzinger – bacchettava e censurava i gay così come le teologie femministe, la teologia della liberazione come altri liberi pensatori e teologi non perfettamente in linea con la tradizione. Il testimonial perfetto, dunque, e non un vecchio parroco di periferia, brutto e grasso, ignorante e sporco.

L’attacco del Corriere arriva alla vigilia del Sinodo dei Vescovi sulla Famiglia, dove si parlerà anche di omosessualità e dove si preannuncia un grande dibattito su questo ed altri temi connessi alla morale familiare e sessuale. E’ per questo che il giornale lancia in prima pagina il “Papa-nuovo” e il “prete-modello” che si dimostrano finalmente aperti e inclusivi: modelli di una nuova Chiesa, esempi che la cattolicità dovrebbe necessariamente seguire per diventare finalmente un’istituzione moderna, popolare e – soprattutto – gay-friendly.

chiesa gayIl tema dell’omosessualità è un argomento delicato su cui la Chiesa si è più volte pronunciata con chiarezza (note e lettere pastorali – ad esempio qui e qui  -, Catechismo ecc…): amore e misericordia per i peccatori, condanna – senza sé e senza ma – verso il peccato. Ma i pronunciamenti ecclesiali non sono mai riusciti a convincere chi vorrebbe invece la definitiva cancellazione del “peccato di sodomia” più volte condannato nell’Antico e nel Nuovo Testamento. San Paolo non fu certo tenero con gli omosessuali (“non erediteranno il Regno dei Cieli!”), come d’altronde non lo fu con gli idolatri, i ladri, i bugiardi… ma le parole dell’apostolo son spesso state censurate anche all’interno di ambienti ecclesiastici per timore di offendere gli omosessuali (un ultimo esempio – forse – qui).

Molti vescovi, sacerdoti e agenti pastorali appoggiano più o meno apertamente la causa di chi vorrebbe in qualche modo “sdoganare” l’omosessualità in nome di una maggiore apertura al “diverso” (ad esempio QUI). Il Pontificato di papa Francesco sta entusiasmando questi ambienti, grazie ad alcuni gesti e parole interpretati come segnali di un cambiamento radicale. Le parole pronunciate da Francesco “Chi sono io per giudicare gli omosessuali?” sono state accolte con grande entusiasmo dai media laici e dagli ambienti progressisti della Chiesa come prova di un cambio nella dottrina morale cattolica.

Il Sinodo dei Vescovi sembra per molti l’occasione giusta per una svolta epocale tanto attesa nei riguardi degli omosessuali. Le timide prese di posizione durante il Sinodo Straordinario del 2014, hanno radicalizzato le posizioni tra chi vorrebbe maggiori aperture e chi invece vorrebbe una maggiore chiarezza che ribadisca la linea della tradizione della Chiesa.

In tanto la “Supplica filiale a Sua Santità Papa Francesco affinché si pronunci in maniera definitiva e chiara su questi argomenti di morale sessuale, ha superato le 800mila firme in tutto il mondo nella speranza che la Chiesa assuma posizioni che non lascino trapelare false speranze di svolte radicali.

Le dichiarazioni del mons. Charamsa (che ha presentato al mondo il suo ragazzo catalano e ha promesso un libro dove si “metterà a nudo”) ha scatenato una tempesta mediatica che non si placherà facilmente. Il mondo laico ha così avuto modo di scatenare l’ennesima campagna denigratoria nei confronti della Chiesa Cattolica segnalandola come istituzione omofoba e oscurantista, senza però tener conto delle ragioni filosofiche e teologiche che stanno alla base delle posizioni della Chiesa. L’importante è screditare l’istituzione e imporre una accoglienza che stravolga l’insegnamento biblico e magisteriale plurisecolare di cui la Chiesa è portatrice.

Purtroppo bisogna constatare con molta amarezza come molti media cattolici siano convinti che la Chiesa sbagli sul tema dell’omosessualità e invocano anch’essi immediati cambiamenti radicali per stare al passo coi tempi. Il peccato dunque esisterebbe ma l’omosessualità non dovrebbe rientrare in questa categoria; depenalizzata dagli stati, manca solo che l’omosessualità sia depenalizzata anche dalla Chiesa, cancellando documenti del magistero e strappando pagine bibliche. Il problema fondamentale risiede nel concetto di “peccato”, un concetto scomodo e “spiritualmente scorretto”, che secondo alcuni andrebbe rimosso e dimenticato in modo che, d’ora in tutto sia lecito, tutto sia normale, tutto sia benedetto, anche – e soprattutto – l’omosessualità. Un argomento, questo, sul quale varrebbe la pena riflettere a lungo…

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