Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

A Roma un sindaco per i #gayPride e un prefetto per il #Giubileo


marinoMai così in basso. Ciò che è successo nella capitale è una storia incredibile, da non credere, ma tristemente vera. E’ l’ennesimo colpo, forse il colpo di grazia, alla grandezza e al prestigio di una città che fu universalmente riconosciuta Caput Mundi ma che oggi si trova in ginocchio, oltraggiata e spernacchiata, diventata lo zimbello di tutti, ridicolizzata dai giornali di tutto il mondo.

Poche settimane fa il prestigioso New York Times si era occupato della capitale italiana denunciando il degrado e le pessime condizioni di una città che ogni anno ospita milioni di turisti ancora affascinati dalla Roma che fù. Il NYT a luglio raccontava una roma “a pezzi”, in “rovina”, con una amministrazione incapace di risollevarne le sorti.

Non è passato neanche un mese ed ecco nuovamente i giornali di tutto il mondo occuparsi di Roma, perché i “funerali in stile hollywoodiano del presunto mafioso che oltraggiano Roma” (è il titolo del NYT) non potevano passare inosservato a nessuno se non al sindaco Marino, al prefetto, ai Vigili Urbani, ai Carabinieri, alla Guardia di Finanza e all’Ente per l’Aviazione Civile: nessuno di loro si era accorto di nulla finché il caso non è balzato su tutti i giornali. Per tutto il resto del mondo quel funerale non è assolutamente passato inosservato e ora quelle immagini le guarda il mondo intero.

casamonicaL’elicottero che sorvola la parrocchia di don Bosco per far piovere petali di rosa su centinaia di persone pronte al corteo dietro al feretro, con la carrozza (la stessa usata per Totò, fatta arrivare espressamente da Napoli), 250 auto tra cui una Roll Royce. La folla saluta il “re di Roma”: Vittorio Casamonica che, nei poster affissi in tutto il quartiere e sulla facciata della Chiesa sorride, di bianco vestito, come un nuovo papa tra il Colosseo e il Cupolone. Il tutto mentre la banda (quella musicale!) suonava (udite! udite!) la colonna sonora del film Il Padrino.

Ma nessuno sapeva niente tutti scagionano sè stessi per dare la colpa ad altri. Il sindaco approfitta per autoproclamarsi profeta inascoltato in una realtà (quella delle infiltrazioni mafiose nella capitale) che lui aveva denunciato in campagna elettorale (smentito dall’allora prefetto Pecoraro) e ha immediatamente chiesto l’intervento del governo.

Il funerale-show di via Tuscolana è solo la punta di iceberg in una città allo sbando con un sindaco che (forse) passerà alla storia per la pedonalizzazione dei Fori Imperiali, il rifacimento di qualche chilometro di manto stradale, il nuovo logo in lingua inglese (!), il tentativo (bocciato dal TAR) di aumentare il costo del parcheggio sulle strisce blu da 1€ a 1,50 €, il tentativo (bocciato dal TAR grazie alla “rivolta dei passeggini”) di aumentare le tariffe per gli asili e di eliminare le agevolazioni per le famiglie numerose, le sue battaglie per i diritti di gay, lesbiche e transessuali.

(AP Photo/Andrew Medichini)Di fatti Marino si è dimostrato assoluto protagonista della trasformazione di Roma in una città arcobaleno, gay friendly. Il primo grande colpo del sindaco attivista LGBTQ è stato la trascrizione di 16 matrimoni omosessuali contratti all’estero nei registri comunali in uno show mediatico di risonanza nazionale avvenuto ad ottobre del 2014 (foto). Un atto dimostrativo, un atto di forza, che non è affatto piaciuto al prefetto Pecoraro che, su indicazione del Ministero dell’Interno, ha provveduto immediatamente a dichiararlo privo di valore giuridico. Le polemiche continuano.

marino gay pE visto che a Roma “l’amore conta”, Marino, assieme a tutta la sua giunta, ha presieduto il solenne corteo del Gay Pride per ricordare, con poetiche espressioni, che Roma è la “capitale dell’amore” (libero):

“Roma che crede nell’amore aveva fatto delle promesse, oggi possiamo dire che è la città dell’amore e quelle promesse le abbiamo mantenute” (I. Marino)

Il Roma Pride ha percorso, con 20 carri allegorici, le strade della capitale dell’amore il 13 giugno a pochi giorni dal massivo incontro in piazza San Giovanni dove le famiglie italiane si sono riunite per far sentire la loro voce: a loro neanche un messaggio di saluto da parte del primo cittadino.

Un sindaco di parte, dunque, impegnato su alcuni fronti e assente su altri. Così come è assente oggi mentre il Consiglio dei Ministri, data la situazione di estremo caos e in vista dell’imminente Giubileo Straordinario della Misericordia, ha deciso di dare speciali poteri di coordinamento (in otto diversi ambiti) al prefetto Gabrielli che affiancherà il primo cittadino nel governo e nell’amministrazione della Città e che prenderà in mano il grande evento del Giubileo.

Una decisione pesante che rappresenta la (definitiva?) bocciatura del chirurgo genovese del PD e della sua amministrazione. Ma Marino sembra contento del suo nuovo insegnante di sostegno e dalle vacanze americane si dice felice e “soddisfatto per le decisioni che arrivano dal Governo”. Infatti poteva andare molto peggio: “Si è tolta dal tavolo l’ipotesi dello scioglimento del Campidoglio e le parole di Alfano spazzano via i rumors sul commissariamento”. In effetti il sindaco è ancora Lui e dopo le ferie continuerà, anche privato di poteri, ad indossare la sua fascia tricolore. Un re felice ma senza regno, a cosa serve?

I giornali parlano di una città ipnotizzata e paralizzata da mesi; una città stregata ai limiti del ridicolo, dove le cose sembrano funzionare puntualmente al contrario di come dovrebbero. In tanto il Giubileo è alle porte e 25 milioni di pellegrini già bussano per entrare nella Roma che fu capitale del cristianesimo oggi città della mafia e dell’amore.

Se dopo Alemanno Roma era in ginocchio, ora è sdraiata a terra e boccheggia: difficilmente il prossimo sindaco potrebbe fare di peggio.

Articolo originale su Romagiornale.it

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