Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" •

Archivi per il mese di “settembre, 2015”

“Felice di essere una star?” Quelle strane domande dei giornalisti (tra le nuvole) a Francesco

papa aereo afpNon è bene generalizzare, ma le interviste aeree al Santo Padre indicano quanto alcuni giornalisti vaticanisti siano invasi da quella “mondanità spirituale” più volte denunciata dal pontefice. Il Papa risponde a ruota libera alla raffica di domande dei giornalisti che lo accompagnano nei suoi voli, domande dirette, a volte scomode (“Fidel si è pentito?”) , spesso imbarazzanti (“Sei un papa comunista?”), ma il più delle volte inutili o fuori contesto come ad esempio è successo nell’ultima conferenza stampa durante il volo di ritorno da Philadelphia (QUI il testo completo della conferenza stampa).

A dire il vero, queste domande sono una ottima occasione per approfondire alcune tematiche di interesse generale che possano riguardare il papa e la Chiesa, un’occasione per “far parlare” il papa di alcuni argomenti ritenuti importanti, delicati o su cui è necessaria qualche spiegazione o approfondimento.

Ma le domande di alcuni giornalisti affondano nel ridicolo per la loro inutilità e stupidità. Domande che lascierebbero a bocca aperta chiunque abbia un poco di “sale in zucca” ma che non scompongono il Pontefice che – umilmente – risponde a tutto, ma proprio a tutto, con serenità e pacatezza.

Così il premio simpatia va alla corrispondente francese di Radio France che chiede se “E’ bene per la Chiesa che il Papa sia una star”.  (Complimenti, una questione di fondamentale importanza e, a dir poco, spinosa).

A parimerito, il primo premio per la domanda più strana va anche a due giornalisti che sembrano essere usciti da un buco nero, venuti all’esistenza solo per chiedere cose che, nel loro mondo oscuro, nessuno conosce.

Così la giornalista spagnola Sagrario Ruiz de Apodaca (a quanto pare una nobildonna del giornalismo con arie da “decana”) chiede “se vedremo mai donne sacerdote nella Chiesa cattolica“: una domanda vecchia e logora che 50 anni fa, durante il caos mediatico attorno al Concilio Vaticano II, poteva avere un senso, ma che oggi è una questione che all’interno della Chiesa non impensierisce se non le menti protestanti di qualche esponente di ecoteosofia liberazionista come Leonardo Boff e compagnia verdeggiante e femministizzante e qualche vescovo di frontiera (non geografica ma teologica). Ancora complimenti per il coraggio all’intrepida periodista!

Infine (ecco il secondo fuoriuscito dal nulla della storia) non può mancare la domanda con risposta inclusa nella domanda (cioè ovvia); in questa impresa si cimenta il giornalista tedesco Thomas Jansen del Cic (un’agenzia cattolica tedesca) che domanda al papa cosa pensi dei fili spinati e dei muri per contenere gli immigrati… Forse immaginava che l’esperienza americana avesse fatto passare la voglia di accoglienza evangelica al Papa argentino? Chissà cosa avrà pensato quando il Papa ha risposto – contro ogni previsione – che “i muri non sono una soluzione”. Un vero e proprio scoop per l’agenzia tedesca! Congratulations!

Si capisce che queste son questioni utili a fare audience, a fare lo scoop, ad alimentare qualche chiacchera o utili per aver qualcosa da scrivere nelle prime pagine dei giornali.

La maggior parte delle domande rivolte a papa Francesco di ritorno dal suo viaggio in Stati Uniti esulano dagli argomenti più spirituali e teologici del Viaggio Apostolico per soffermarsi su temi politici e sociali. Domande di diplomazia internazionale, politiche sociali e militari, che costringono il papa a rispondere con un sincero: “la situazione politica non la giudico perché non la conosco. Grazie”.

Non sarebbe forse sarebbe il caso di tornare al vecchio modo di gestire le interviste al papa censurando, non già le domande scomode, ma quelle inutili e imbarazzanti prima che arrivino in mondovisione?

Andrea Tornielli su La Stampa, racconta:

Benedetto XVI faceva subito dopo il decollo una piccola conferenza stampa, negli ultimi anni con domande inviate in precedenza e selezionate da Lombardi.

Francesco preferisce farla sul volo di ritorno, per evitare che una risposta male interpretata rischi di sviare l’attenzione dai contenuti del viaggio. Non vuole conoscere prima le domande e dialoga senza rete in italiano con i cronisti per oltre un’ora: di solito per interromperlo viene usata la scusa della cena da servire. I giornalisti si dividono per gruppi linguistici, all’interno dei quali scelgono tra di loro, a rotazione, chi farà le domande, cercando di evitare inutili doppioni. Con i Papi Wojtyla e Ratzinger, il volo di ritorno per i giornalisti al seguito significava finalmente relax.

Non bisogna però generalizzare e dobbiamo riconoscere che alcune domande hanno colpito nel segno, hanno cioè affrontato temi che sono interessanti per tutti e non dettate da un intimo prurito giornalistico del giornalista di turno. La domanda del giornalista Jean-Marie Guénois de Le Figaro sulla riforma dei processi matrimoniali canonici ha affrontato il delicatissimo tema dell'”annullamento breve” voluto personalmente dal papa, un argomento scottante e urgente soprattutto in vista dell’imminente Sinodo dei Vescovi.

Altra domanda importante è stata rivolta a Francesco da Terry Moran, di Abc News, una delle grandi reti americane. Si è parlato della libertà di coscienza e dell’obbiezione di coscienza con un particolare (e intelligente) riferimento ai “funzionari governativi che – in coscienza – rifiutano di rilasciare licenze matrimoniali a coppie stesso sesso”. Il giornalista nordamericano ha ricevuto una risposta su cui – a mio avviso – sarebbe bene riflettere. Ma lo faremo in un altro momento.

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“Misericordiosos como el Padre” el libro oficial del Jubileo.

bac jubileoSale a la venta en España el libro “Misericordiosos como el Padre” que reúne, en un solo tomo, los ocho textos publicados en Italia por el Vaticano junto con la editorial San Paolo para el Jubileo Extraordinario de la Misericordia. El libro ha sido publicado por la editorial BAC (Biblioteca de Autores Cristianos) con una presentación de José María Gil Tamayo segretario de la Conferencia Episcopal Española; cuenta con 554 paginas y cuesta 25€ (mira el Indice y lee la presentación). En Latinoamerica los ocho volúmenes han sido editados por la editorial San Pablo de Colombia.

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Una iniciativa editorial y pastoral para el Jubileo (articulo en Aleteia)

El Consejo Pontificio para la Promoción de la Nueva Evangelización presentó los textos oficiales para el Jubileo Extraordinario de la Misericordia convocado por el Papa Francisco en el 50º aniversario de la clausura del Concilio Vaticano II.

Se trata de una colección de ocho libros sobre diversos aspectos (bíblico, litúrgico, histórico, pastoral y espiritual) de la Misericordia, tema central del Año Santo. El título de la colección es “Misericordiosos como el Padre” que captura el lema del Jubileo.

La publicación y la difusión de estos textos fueron encomendadas a las ediciones San Pablo de Italia que en estos días imprimió los tres primeros volúmenes de la colección.

Estos libros estarán disponibles en todas las librerías católicas de Italia (al precio de 7,90€ c/u) y dirigidos a todos aquellos, fieles y pastores, que quieran profundizar y meditar sobre la misericordia, núcleo central del Jubileo pero también del pontificado del Papa Bergoglio.

colombia libros misericordiaEl objetivo de la iniciativa editorial es ofrecer a los peregrinos, a las diócesis, a las comunidades religiosas y a los movimientos eclesiales instrumentos ágiles y divulgativos que ayuden a vivir en plenitud este Año Santo. Los textos servirán para la meditación y la profundización personal, pero serán también válidos instrumentos pastorales para la preparación de encuentros, catequesis y celebraciones en todas las diócesis italianas.

Los volúmenes estarán también a disposición en los puestos de periódico con las revistas Familia Cristiana y Credere, revista oficial del Jubileo. Mientras tanto se están preparando las traducciones en diferentes idiomas a cargo de editoriales extranjeras.

La página oficial del Jubileo señala de manera particular el libro Celebrare la Misericordia (Celebrar la Misericordia): “porque contiene indicaciones detalladas sobre cómo celebrar el Jubileo en las iglesias particulares”. Todos los volúmenes podrán ser de gran ayuda en la preparación de iniciativas originales durante todo el Año Santo. A este respecto, se señala de manera especial, el volumen Celebrare la Misericordia, porque contiene indicaciones detalladas de cómo celebrar el Jubileo en las iglesias particulares, presentando también ritos específicos de apertura y clausura de la Puerta de la Misericordia, previstos por el Consejo Pontificio para la Promoción de la Nueva Evangelización y aprobados por la Congregación para el Culto Divino y la Disciplina de los Sacramentos.

Creado por el Papa Benedicto XVI como Dicasterio de la Curia Romana (con el Motu Proprio Ubicumque et Semper del 21 de septiembre 2010) y ahora encargado por el Papa Francisco para organizar el gran evento del Jubileo, el Consejo Pontificio para la Promoción de la Nueva Evangelización está encabezado por el arzobispo italiano mons. Rino Fisichella ex obispo auxiliar de Roma y Rector de la Universidad Pontificia Lateranense.

fisichella-libroPrecisamente mons. Fisichella se ha encargado de la publicación – a través de la Libreria Editrice Vaticana – de un valioso estudio sobre historia de los jubileos titulado “Gli Anni Santi nella Storia della Chiesa” (Los Años Santos en la Historia de la Iglesia) (LEV 2015, pp. 356, €18,00). El texto de mons. Fisichella recorre la historia de las bulas papales de los años jubilares desde Bonifacio VIII hasta Francisco para “reconstruir una historia del año santo” y mostrar “con gran evidencia la riqueza de los diversos momentos históricos de la vida de la Iglesia y de los acontecimientos alternos que han tocado a los cristianos”.

A continuación la lista de los libros de la colección “Misericordiosos como el Padre”:

  • Celebrare la Misericordia (Celebrar la Misericordia)
  • I Salmi della Misericordia (Los Salmos de la Misericordia)
  • Le Parabole della Misericordia (Las Parábolas de la Misericordia
  • La Misericordia nei Padri della Chiesa (La Misericordia en los Padres de la Iglesia)
  • Santi nella Misericordia (Santos en la Misericordia)
  • Papi e la Misericordia (Los Papas y la Misericordia)
  • Le opere di Misericordia corporale e spirituale (Las obras de Misericordia corporal y espiritual)
  • La Confessione Sacramento della Misericordia (La Confesión, Sacramento de la Misericordia)

Articulo publicado en Aleteia.org

Famiglie del Cammino Neocatecumenale accompagnano il Papa in USA

papal-visit-logo

Lunedì 28, a Philadelphia, si terrà un incontro vocazionale per le famiglie in occasione del World Meeting of Families 2015 

Philadelphia, 25/09/2015. – Il Cammino Neocatecumenale partecipa in questi giorni accogliendo il Papa Francesco nella sua visita agli Stati Uniti. Per settimane le 1.000 comunità di tutto il paese si sono preparate per questa occasione, con la certezza che si tratta di un evento storico per la Chiesa degli Stati Uniti e di tutto il mondo.

Inoltre, il Cammino celebrerà un incontro vocazionale delle famiglie Lunedi 28 settembre alle ore 14:00 (ora locale) presso il Wells Fargo Center di Philadelphia, dopo la storica visita di Francesco per l’Incontro Mondiale delle Famiglie.

Gli iniziatori del Cammino, insieme a migliaia di famiglie provenienti da tutto il mondo e a numerosi vescovi, parteciperanno all’incontro vocazionale presieduto dall’arcivescovo di Philadelphia, Mons. Charles Chaput.

Come testimoni dei frutti della famiglia, ‘cellula fondamentale della società’ dentro una società secolarizzata, gli iniziatori del Cammino, Kiko Argüello e Carmen Hernández, responsabili a livello internazionale del Cammino Neocatecumenale con Padre Mario Pezzi, vogliono approfittare della visita di Pietro negli Stati Uniti per celebrare la bellezza e l’importanza della famiglia cristiana.

L’incontro comprenderà una chiamata alla missione per quelle famiglie che sentono il desiderio di evangelizzare in alcune delle zone più scristianizzate del mondo, soprattutto in Asia.

Il 6 Marzo del 2015 Papa Francesco ha inviato 30 nuove missio ad gentes, ciascuna composta di tre o quattro famiglie con numerosi bambini e accompagnata da un sacerdote, come risposta alla richiesta del vescovo locale, perché la Chiesa resti presente in queste aree scristianizzate (come Detroit o Marsiglia), o in luoghi dove la Chiesa c’è a malapena (Cina, Mongolia, Thailandia, ecc.).

Ad accompagnare gli iniziatori del Cammino e l’Arcivescovo Chaput ci sarà il cardinale Sean O’Malley, arcivescovo di Boston, Presidente della Pontificia Commissione per la protezione dei bambini e membro del Consiglio di Cardinali di Papa Francesco per la riforma della curia, e ci saranno circa 30 altri vescovi.

wmof logo w fontsIl Cammino nel mondo e negli Stati Uniti

Circa 1,5 milioni di fedeli seguono questo itinerario di formazione cristiana in tutto il mondo. Il Cammino è iniziato nei primi anni sessanta, quando Argüello, all’epoca pittore immerso in una profonda crisi esistenziale, ispirato a seguire l’esempio del beatoCharles de Foucauld, andò a vivere nelle baracche alla periferia di Madrid. Da questa esperienza con i poveri e dalla sua collaborazione con Carmen Hernández è nato il seme di questo itinerario di fede ora conosciuto come Cammino Neocatecumenale.

Dalla nascita della prima comunità a New York nel 1975, il Cammino è ora presente in 82 diocesi e oltre 350 parrocchie in tutti gli Stati Uniti, con circa 1.000 comunità.

I vescovi di 8 diocesi statunitensi (Newark, Denver, Washington D.C., Guam, Boston, Dallas, Miami e Philadelphia), seguendo l’esempio di San Giovanni Paolo II a Roma nel 1988, hanno fondato Seminari Diocesani Missionari Redemptoris Mater, dove attualmente studiano preparandosi al sacerdozio più di 250 seminaristi provenienti dalle comunità neocatecumenali. Ad oggi, sono già stati ordinati oltre 180 sacerdoti provenienti da questi 8 seminari.

Diretta streaming (ore 22,00 italiane) su:  http://www.ewtn.com/ncw oppure sul Canale Youtube del canale americano EWTN

Comunicato stampa Cammino Neocatecumenale

La conversione di Marino: dal Gay Pride all’incontro delle famiglie con Papa Francesco

marino parteVacanze americane: parte seconda.

A pochi giorni dal suo ritorno dalle vacanze americane il sindaco di Roma viaggia nuovamente in Stati Uniti per una visita di cortesia al suo amico e collega di Philadelphia, Michael Nutter, che lo ha invitato in occasione del Viaggio Apostolico di papa Francesco negli Usa (con tappa a Philadelphia).

Non si è ancora spento l’uragano di polemiche che hanno avvolto il sindaco a causa delle sue vacanze in Texas, Bahamas e East Coast, in un momento delicatissimo per la città di Roma. Infatti, mentre la città era nel caos per gli scandalosi disservizi della metro e mentre il governo italiano prendeva in mano la delicata situazione della capitale dopo lo scandalo mafia-capitale, i funerali-show del boss Vittorio Casamonica e in vista dell’imminente Giubileo, il sindaco trascorreva le sue vacanze con la tranquillità di chi non si sente interpellato dal dovere politico.

Non è Lercio, non è una bufala!

La notizia del nuovo viaggio interoceanico del sindaco Marino appare ai cittadini romani come una notizia esilerante, ai limiti della credibilità; una notizia che, se non fosse stata confermata dal Campidoglio, potrebbe venire confusa con una delle simpatiche sparate del blog satirico e irriverente lercio.it che raccoglie e diffonde notizie buffe e ridicole, ovviamente false.

Purtroppo qui non si tratta di una bufala ma dell’ennesima trovata del sindaco che sembra far di tutto per far perdere la propria credibilità davanti ai cittadini romani, una credibilità già ai minimi storici dopo gli ultimi eventi (i disservizi dei mezzi pubblici e il caos giornaliero che ne consegue, il malcontento generale, gli scandali mafia, la presenza indisturbata della malavita in città) che hanno portato il degrado di Roma sulla prima pagina del New York Times. Nonostante tutto, Marino sembra essere immune alle polemiche e agli scandali che si accendono in continuazione nella “sua” città e attorno alla cattiva gestione della sua amministrazione.

Conversione: massima fedeltà al Papa… anche a 7mila Km da Roma!

Ad aggravare la posizione di Marino sono le futili motivazioni che spingono il primo cittadino ad assentarsi da Roma per l’ennesima volta lasciando la capitale in “Sede Vacante”. Il volo in USA è necessario per partecipare agli eventi legati alla visita di papa Francesco in Stati Uniti. A parte la contradditoria decisione di raggiungere il papa (che abita nella sua stessa città!) a settemila chilometri di distanza, c’è qualcosa che non torna nella partecipazione di Marino agli eventi del papa in Usa.

In effetti si potrebbe sospettare una “conversione fulminante” dell’attuale sindaco di Roma, una conversione che ha del miracoloso visto che, solo qualche mese fa, il 20 giugno, ha completamente ignorato le centinaia di migliaia di famiglie riunitesi a Roma, in piazza san Giovanni, per chiedere di non imporre l’ideologia gender ai propri figli. In quell’occasione il sindaco, non solo non si fece vedere, né inviò un delegato o rappresentante, ma al contrario, per tutta risposta scese in piazza, in prima fila con tutta la sua giunta, come protagonista del gay pride (intitolato Roma Pride per essere più “gendericamente corretti”). Ora però, Marino – finalmente fedele al Papa e vicino alle famiglie – corre in Stati Uniti per partecipare l’Incontro Mondiale delle Famiglie di Philadelphia, per ascoltare le parole del Santo Padre nel paese del Love is Love e dei matrimoni gay imposti dall’alto. Parole che saranno sicuramente dure da digerire per Obama e il suo entourage LGBTQ. Chissà se ora il neoconvertito Marino non programmi altri viaggi all’insegna del turismo religioso recandosi a Medjugorje a Lourdes o in Terra Santa.

Il sindaco giramondo.

Il vizio dei viaggi sta oramai innervosendo i cittadini insofferenti e la classe politica (sia di destra che di sinistra). Poche settimane fa il quotidiano Il Tempo ha pubblicato un articolo sui frequenti viaggi di quello che chiamano il “sindaco giramondo”. Sei viaggi in Stati Uniti, sette in Europa, un salto a Ryad… per un totale di “un giorno all’estero ogni 48″, un calcolo effettuato proprio da un deputato del Partito Democratico (M. Anzaldi) segno della popolarità e credibilità politica di cui gode Marino anche all’interno del suo partito. Su Dagoscopia si parla del “sindaco con la valigia” e del 55% di riunioni di giunta saltate: assente in una riunione su due:

Il sindaco di Roma non c’era quando per la prima volta la giunta ha approvato il piano di investimenti del Giubileo ed era assente anche per i provvedimenti anti-corruzione e per l’ok al piano sul decoro cittadino – Non era uccel di bosco però quando la giunta ha approvato la convenzione per una nuova apertura di uno store del gruppo Eataly di Farinetti. Certe volte non si può proprio mancare.

Per fare un parallelo che rende l’ idea, è come se da quando è arrivato a palazzo Chigi Matteo Renzi avesse disertato più della metà dei consigli dei ministri, lasciando decidere ad altri colleghi in sua assenza il decreto sugli 80 euro, la riforma del job act, il varo del testo originario dell’ Italicum, la riforma della pubblica amministrazione e così via.

Neuroni, fogne e mafiosi: incapacità comunicativa o… insulti per tutti?

neuroni marinoLa popolarità del sindaco è ai minimi storici soprattutto a causa del degrado della città e dei disservizi dei mezzi pubblici ma la sua incapacità comunicativa non fa altro che peggiorare la sua posizione davanti ai cittadini romani sempre più stufi e a tratti increduli sul fatto che Marino sia ancora al suo posto indisturbato. Qualche esempio: a luglio, a una donna che contestava il degrado della sua zona (“la città è sporca, ed è una buffonata che lei venga qui stamattina dopo che hanno spazzato perché sapevano del suo arrivo. Venga domani. Questa città fa schifo”) il sindaco ha risposto in malo modo insultando la cittadina con parole altamente offensive: Provi a connettere i due neuroni che ha e a farli funzionare (v. foto). Questa estate, dal palco della Festa dell’Unità, il sindaco ha inveito contro la destra invitando i suoi rappresentanti a tornare nelle fogne da dove sono venuti. L’ennesimo esempio di incapacità comunicativa lo si è visto durante l’inaugurazione della Prenestina Bis, dove il sindaco ha ringraziato ironicamente dei contestatori (del gruppo Fratelli d’Italia) perché “rappresentate la mafia“.

Tu vo’ fa l’americano… ma sei nato a Genova.

Sentimenti di amore ed odio legano l’attuale primo cittadino italiano agli Stati Uniti. Marino infatti ha trascorso molti anni negli “states” per studio in prestigiosi centri di specializzazione e per lavoro, ma la sua relazione con la University of Pittsburgh Medical Center, non si sembra essersi conclusa nel migliore dei modi (una storia che risale al 2002 e che Il Foglio ha pubblicato prima ancora che il chirurgo, all’epoca già tramutato in politico, diventasse inaspettatamente sindaco della capitale).

Ridere per non piangere: esiste Skype e l’angelus domenicale. 

Intanto, inevitabilmente, piovono le critiche dell’opposizione. Davide Bordoni, Cooordinatore Romano e Capogruppo di Forza Italia al Campidoglio parla di una “motivazione sublime” quella di accogliere il Papa a Philadelphia e aggiunge “fatto sta che per vedere il Papa invece di oltrepassare il Tevere, attraversa l’Atlantico, evidentemente qualcosa che non torna c’è”. L’ex sindaco Gianni Alemanno tuona su twitter:  “Con la scusa di accompagnare il Papa a Philadelphia Marino scappa ancora una volta da Roma” e Giorgia Meloni ricorda al sindaco – lo avesse dimenticato – che “ogni domenica a Roma c’è l’Angelus del Papa…”. Qualcun altro vorrebbe ricordare a Marino che esistono internet, Skype e il telefono per comunicare con sindaci e sponsor.

ignazio-marino-703684‘Giuro che vado e torno’: nuove minaccie per Roma.

Il sindaco si è difeso parlando di un “viaggio brevissimo” ma di grande importanza. In un’intervista a Il Messaggero ha parlato del suo imminente viaggio:

«Si tratta di un viaggio brevissimo ma molto importante, in un momento storico per la Chiesa e per gli Stati Uniti: è il primo viaggio di papa Bergoglio negli Usa. Quando a giugno scorso mi è stato riferito che avrebbero avuto piacere della mia presenza in tre appuntamenti del Santo Padre a Philadelphia, ma soprattutto all’incontro con le famiglie, ho detto a monsignor Paglia che sarei stato molto lieto di partecipare all’organizzazione della visita».

Fatica per portare il pane a casa: il doppio lavoro di un sindaco.

Il sindaco ha anche affermato che durante il viaggio spera di ricavare importanti fondi da investire nella Capitale, un lavoro faticoso e “stressante” ma necessario in questo tempo di crisi: «Il sindaco di Roma deve fare un doppio lavoro: occuparsi di buche e trasporti, ma anche di raccogliere fondi per il nostro patrimonio archeologico. È un compito molto stressante: se non vogliono che lo faccia resto a casa e mi riposo».

Sciopero della metro? Si salvi (e viaggi lontano) chi può!

Fatto sta che il sindaco di Roma abbandona – tranquillamente e per l’ennesima volta – la città in un periodo non proprio tranquillo. In questi giorni infatti a Roma è previsto un blocco del trasporto pubblico a causa dello sciopero del 2 ottobre (un servizio in ginocchio anche senza gli scioperi) e, soprattutto, la giunta capitolina (orfana di sindaco) discuterà l’apertura dei privati di Ama, società per lo smantellamento dei rifiuti e per la pulizia della città, di proprietà del Comune di Roma. Argomenti e questioni scottanti che terranno altissima la tensione in Campidoglio mentre Marino sarà in Stati Uniti ospite a Philadelphia.

Articolo originale su Romagiornale.it

“¡Mamá, reza por mi! Te lo suplico!” La historia de Katja Giammona

k1El nuevo libro del periodista italiano Antonio Socci “Aventureros del Eterno” presenta a los lectores la increíble historia de Katja Giammona, una historia que, como asegura el autor, “os llegará hasta lo más profundo del alma”.

El relato se realiza a través de una entrevista exclusiva que la ex actriz alemana de origen italiano concedió al periodista con el consentimiento de su padre espiritual. Para ella, “retirada del mundo con todas sus vanidades”, los contactos con el mundo exterior son extremadamente reducidos, casi inexistentes, aun así ha dado la disponibilidad para ser entrevistada por email y por teléfono porque un testimonio no se niega “si a Dios le gusta, si es buscado y si sirve para la edificación de las almas”.

Katja nació en Wolfsburg (Alemania) el 11 de julio de 1975 en una familia de Testigos de Jehová. Fue educada desde  pequeña a leer la Biblia y a acompañar a sus padres en su camino religioso. Sin embargo, al comienzo de su adolescencia – gracias a una amiga católica y guiada por un pastor protestante – sintió el deseo de “perfeccionar” su bautismo entrando de lleno en la Iglesia Católica (el Bautismo de los Testigos de Jehová, como recuerda Katja, no es válido  para la Iglesia Católica).

En los años noventa trabajó en la televisión y en el cine llegando a realizar su sueño: convertirse en una actriz conocida en Alemania y en Italia. Pero su carrera se interrumpió definitivamente porqué, como cuenta la misma Katja, “Cristo me quería para Él, y quería que viviera y trabajara solo para Él y no para tener fama, para la tele y para el infierno”.

En febrero de 2002 mientras se encontraba en Berlín para el Festival Internacional de Cine, sucedió algo que le cambió radicalmente la vida. Una noche regresando a casa de unos amigos después de acudir a las fiestas y los eventos del Festival, cayó en un sueño profundo, quizás por el cansancio o por un desmayo, y se encontró en una habitación oscura rodeada de llamas que se elevaban mientras ella corría desesperadamente para encontrar una salida.

Fue una verdadera experiencia del infierno, donde se encontró con un misterioso personaje, un joven que se le reía en la cara mientras ella se desesperaba: “¡Corre, corre, que de aquí no sales!” le decía.  Katja sentía el dolor de las quemaduras mientras su cuerpo quedaba intacto, un “sufrimiento enorme”; creyó morir. Delante de sus ojos se detuvieron “sus hombres”, (“utilizados por él, para echarme a las llamas”); en ese momento Katja descubrió que sus pecados contra la castidad la habían hecho merecer esa  pena.

De repente, a través de una rendija que se “abrió” en la habitación, Katja pudo ver a su madre que, de noche, se levantaba para rezar, como hacía habitualmente, el Rosario de Santa Brígida de Suecia. Eran las tres de la mañana (Katja lo leyó en un reloj del salón de la casa de sus padres), pidió inútilmente ayuda su madre pero ella no podía escucharla. Desesperada, Katja imploró fuertemente a su madre que rezara por ella (porqué – explica – “yo no podía rezar a Dios por mí en esa situación”): “¡Mamá, reza por mi! Te lo suplico!”.

La madre de Katja no la escuchó pero no obstante rezó por su hija como solía hacer con devoción y amor maternal. Una oración que a menudo la hija había rechazado porqué “para mi eran oraciones de beatos que, en lugar de hacer el bien, traían mala suerte”. Katja comprendió que “Este es un verdadero castigo: no tener a nadie que rece por ti”. Más adelante la madre de Katja confirmó que aquella noche, a las tres de  mañana, estaba despierta para interceder por su hija.

De repente Katja despertó y se encontró en la cama, inmóvil, pálida, fría, con los labios “ligeramente azulados”. Sus amigos estaban allí, asustados, mientras ella intentaba  hablar sin lograrlo. Una experiencia, comenta Socci, típica de quiénes despiertan del coma. Todo pareció ser una horrible pesadilla, pero desde esa noche la vida de Katja cambió de rumbo.

La experiencia del infierno mostró a Katja la contradicción en la cual vivía: mientras se consideraba una persona católica, vivía sumergida en el pecado. Había creído que pecar no era algo grave y vivía sin tener conciencia de ello: “Yo era una pecadora que ni siquiera se daba cuenta de serlo. Porque el mundo te repite que el pecado no existe”. Katja, declarándose oficialmente católica, convivía con su novio ignorando la gravedad de su pecado y considerando sus sentimientos de culpa como un “fanatismo” proprio de los Testigos de Jehová. Descubrió que “el adulterio es el enemigo del alma” y es “el motivo por el cual muchos se queman en el fuego”. Desde ese momento sintió la necesidad de darle un giro radical a su vida: dejó a su novio y se fue de peregrinación a Medjugorje junto con su madre, con la sincera determinación de ofrecer su vida, consagrándose al servicio del Señor.

Entre las distintas formas de vida consagrada, Katja sintió que su vocación particular era el desierto y después de una experiencia en África, en el desierto geográfico, entendió que el verdadero desierto que Dios le había preparado, era el desierto del alma. Fue en ese momento cuando decidió retirarse, “como María Magdalena a los pies de Jesús”, abrazando la vida eremítica-anacoreta y tomando el nombre de Benedicta.

Katja abandonó entonces definitivamente su vida anterior para ponerse a los pies de Jesús, como lo hicieron san Benito, san Anselmo, san Francisco, san Antonio que “tienen una cosa en común: confían en Cristo y se encomiendan completamente a Él”, sin pretensiones, sin buscar títulos, ganancia o fama, sin hacer muchos proyectos y razonamientos sino viviendo “día tras día la divina voluntad”.

Sobre la vocación, Katja nos explica lo que ha aprendido de su experiencia personal: la primera vocación es “el bautismo, es la conversión, escuchar y obedecer a Dios”. Pero después “hay que estar preparados para dejarlo todo si Cristo llama como llamó al joven rico”. Ponerse en camino, partir con confianza, dispuestos a “dejar atrás lo viejo para enfrentar lo nuevo”. “Dios nos conoce y conoce nuestra vocación”, por tanto la vocación no es cuestión de razonamiento ni de gusto personal, sino más bien es algo sobrenatural”. Es el Espíritu Santo que nos guía, no la razón, no el cálculo, por eso “nunca pretendemos tener que entenderlo todo sobre Dios. No tenemos que entender, sino amar”

Al final un llamamiento: “Aventurarse con Cristo, creedme, vale la pena. Abre las puertas de tu corazón a Cristo y Él se mostrará a ti en todo su esplendor”.

Articulo original en Religion en Libertad

 

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