Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

Roma selvaggia. Città nel caos: cercasi nuovo sindaco


foto Francesco Toiati

La città di Roma è piombata nel caos più completo in questa caldissima estate 2015.

La situazione dei trasporti pubblici è diventata la cartina tornasole di una città esasperata che rivela il fallimento della amministrazione cittadina e l’urgenza di un sindaco che si prenda cura della città e dei cittadini riportando la situazione alla normalità.

Nelle ultime settimane il sistema di trasporti pubblici (in modo particolare la Metropolitana) ha subito un collasso dovuto alle beghe interne tra società che gestisce i trasporti (ATAC) e i suoi dipendenti. A farne le spese sono i cittadini costretti (nessuno lo fa con piacere nè per spirito autolesionistico) a servirsi della metro per muoversi in città e obbligati a subire ogni giorno trattamenti indegni e lesivi della dignità umana.

Oltre ai cittadini che pagano l’abbonamento annuale, a subire il disservizio ci sono migliaia di turisti che in questo periodo soggiornano nella capitale affollando, muniti di biglietto, le strette e caotiche banchine sotterranee della metro romana.

Se durante l’anno il servizio non è assolutamente degno di una capitale europea (il confronto con le metro di Madrid, di Parigi o di Londra è imbarazzante) nelle ultime settimane la situazione ha assunto toni e colori degni di un esilerante film comico o, a seconda degli umori, di un film horror.

Le disavventure della metro di Roma sono ormai un caso nazionale e se dovesse intervenire l’Europa potrebbe arrivare chiederne conto, viste le ultime ingerenze di Strasburgo su argomenti molto meno urgenti e gravi rispetto al degrado e al collasso di una capitale come Roma.

L’ultimo scandalo è apparso sulle pagine dei quotidiani nazionali, è il video di un passeggero che testimonia un fatto gravissimo: la corsa della metropolitana romana con una porta completamente aperta sfiorando un’ennesima tragedia davanti ai passeggeri increduli e scandalizzati. Così commenta in didascalia Il Corriere della Sera:

Dopo essere stata ferma per più di un’ora,la metropolitana romana che porta da Termini verso Rebibbia, riprende la sua corsa con una porta completamente aperta. Un viaggiatore riprende la scena, gridando allo scandalo, anche perché la velocità è alta. Nonostante lo stupore e l’incredulità dei passeggeri il viaggio continua sino alla fermata successiva.

A Roma succede l’impensabile: e non c’è bisogno di parlare del triste episodio che è costato la vita al piccolo Marco (4 anni) lo scorso 9 Luglio precipitato dall’ascensore della stazione di Furio Camillo di fronte al nuovo centro commerciale Happio. Al di là della dinamica e delle responsabilità umane, anche in quella occasione è emersa una situazione di inadeguatezza, l’inefficenza delle strutture e la mancanza di sicurezza nelle stazioni della metropolitana.

Ascensori non funzionanti, scale mobili guaste (a giugno una scala mobile di Termini che collegava le due linee A e B è rimasta bloccata per un mese creando enormi disagi ai passeggeri in transito), rampe per disabili inesistenti sono la normalità. A questo bisognerà aggiungere l’inadeguatezza dei treni, in modo particolare quelli della metro B e B1: sporchi, maleodoranti, senza aria condizionata e spesso coi finestrini ermeticamente chiusi. Continui ritardi, corse cancellate e presenza continua di borseggiatori all’interno delle stazioni più affollate del centro della città. I malori sono all’ordine del giorno provocando come conseguenza il rallentamento del servizio e, dunque, l’aumento esponenziale dei passeggeri in attesa di treni.

Nella nuova stazione di Ionio, capolinea della linea B1, ogni mattina centinaia di persone affollano le banchine senza poter sapere tra quanti minuti arriverà il prossimo treno (servizio disponibile in tutte le altre stazioni). I tempi di attesa variano, fino a superare i 15 minuti provocando enormi disagi a chi deve recarsi al lavoro rispettanto un orario di entrata. In questi giorni è diventata una prassi applaudire al conducente quando il treno – finalmente – si avvicina uscendo dal tunnel del capolinea.

Scene di ordinaria violenza si verificano ogni giorno dato che i cittadini, esasperati e stufi di questa situazione, non sono più disposti a rimanere a braccia conserte limitandosi a pagare il servizio e a subire trattamenti che oltrepassano il limite della decenza. Diverse volte, in questi ultimi giorni, sono intervenute le forze dell’ordine per proteggere gli autisti e i macchinisti dalla furia della folla di passeggeri.

Enormi disagi anche sulla linea ferroviaria Roma-Lido, utilizzata ogni giorno da centinaia di migliaia di pendolari. L’ultimo grave episodio è successo qualche giorno fa presso la stazione di Vitinia, dove i passeggeri esasperati dopo l’ennesimo blocco del servizio per guasto tecnico, hanno aggredito verbalmente e fisicamente il conducente scendendo dal treno per continuare il traggitto camminando sui binari sotto il cocente sole delle 14.00 (guardare le foto per credere!).

A pochi giorni dall’ennesimo sciopero dei mezzi di trasporto pubblico indetto per lunedì 27 luglio (secondo la solita modalità per godere di tre giorni di vacanza consecutivi), sono in molti, ora che stanno pensando di non rinnovare l’abbonamento annuale per il trasporto pubblico (da poco aumentato notevolmente di prezzo senza un reale miglioramento del servizio). Purtroppo però non ci sono alternative valide per la mobilità se non quella di utilizzare i mezzi privati.

Il “bike-sharing” promosso dal sindaco uscente Ignazio Marino che in campagna elettorale parlava di Roma come “capitale delle biciclette” non è mai decollato e le (poche) stazioni di biciclette che erano state montate in città stanno venendo rimosse proprio in queste settimane. Anche il car-sharing rischia ora di fallire a causa dei continui atti vandalici, furti e cattivo utilizzo delle vetture in noleggio (ma qui, invece, la responsabilità è degli utenti).

rome-2-master675Intanto lo scandalo attraversa l’oceano e anche il New York Times dedica una pagina al degrado della città di Roma definendo il sindaco una persona onesta ma un leader improbabile e debole che, per quanto non sia causa di tutti i problemi della città, non sembra esserne la soluzione.

Il giornale statunitense parla di una Roma “in rovina” che “cade a pezzi”, in declino; parla dell’erba alta che cresce in città (con tanto di foto del lungotevere), dei trasporti a rilento senza aria condizionata, dell’aeroporto inefficente (fermo per due mesi a causa di un incendio), dello scandalo “Mafia Capitale” e del malcontento di Matteo Renzi.

Intanto lo stesso premier ha lanciato un ultimatum al sindaco della Capitale:O governa o va a casa“, mentre un recente rapporto pubblicato dalla Confcommercio mostra che secondo il 57,3 % degli imprenditori “sarebbe necessaria una nuova amministrazione frutto di una consultazione popolare”.

A Roma, dunque, serve urgentemente un sindaco che governi la città e che riparta dalle macerie sotto le quali, oggi, la Città Eterna è sepolta. Avanti il prossimo!

 

Articolo pubblicato su Romagiornale il 24/07/2015

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