Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

Il “Charlie Challenge”: gioco innocente o spiritismo?


charlie-challengeUn fenomeno globale di grande successo tra i giovani: è l’invocazione dello spirito Charlie per scoprire il futuro.

Si chiama “Charlie Charlie challenge” (La sfida del Charlie Charlie) e in poche ore è diventata la nuova moda tra i giovani di tutto il mondo, un fenomeno globale e virale che da qualche giorno si sta espandendo, ora dopo ora, attraverso Twitter, Facebook, Whatsapp e altri social media. In sostanza si tratta di invocare, con un semplicissimo rituale, la presenza di uno spirito chiamato “Charlie” davanti a un foglio (sul quale vengono scritte le parole “sì” e “no”) e a due matite posizionate al centro del foglio in forma di croce. Ad una determinata domanda – ad esempio “Charlie, Charlie, supererò l’esame?” -, lo spirito si manifesta in modo misterioso muovendo la punta della matita verso il “sì” o verso il “no”a seconda della risposta che vorrà fornire.

Nonostante qualcuno parli di forza di gravità, di movimenti dovuti al vento o di persone suggestionate da eventi naturali, il fenomeno non sembra avere spiegazioni naturali: niente trucchi, niente vento, niente magneti sotto il tavolo, niente fili trasparenti nè effetti ottici; inoltre data l’enorme quantità di video amatoriali pubblicati da diverse parti del mondo è difficile pensare a un lavoro di editing digitale di alta qualità; in effetti esistono sul web divertentissimi video che creano effetti ottici veramente simpatici (clicca qui per vederne un esempio divertente). Ma il caso in questione è diverso: il fenomeno di Charlie non è creato dalla capacità tecnologica di chi ha pubblicato il video ma l’unica spiegazione plausibile rimanda ad una vera e propria seduta spiritica con l’intervento di una entità spirituale, presente ma invisibile.

Semplice gioco o seduta spiritica?

Apparentemente si tratta di un semplice gioco, un passatempo divertente per giovani curiosi, desiderosi di avere qualche anticipazione sul prossimo futuro. In realtà ciò che si cela dietro a questo presunto giochino sono potenze occulte che, se veramente conosciute, farebbero paura ai più goliardici e coraggiosi concorrenti. Dai video caricati su internet, a quanto pare, basta il fatto che la matita si muova da sola per far sì che i giovani scappino urlando terrorizzati dall’inusuale fenomeno. Ma a far paura dovrebbe essere piuttosto la presenza del misterioso demone che una volta chiamato, sollecitato dal rituale, instaura un rapporto con i partecipanti al rito, un rapporto che non è detto che si risolva felicemente e facilmente.

La stampa entusiasta (anche quella italiana).

In questi giorni tutti i giornali americani parlano del “Charlie charlie challenge”, il fenomeno è infatti partito dagli Stati Uniti dove Twitter è utilizzato da tutti i giovani in percentuali non paragonabili a quelle italiane); L’Huffington Post, il Washington Post, BBC ed altri rispettabili organi di stampa descrivono il fenomeno con tanto di istruzioni per l’uso. Anche i giornali italiani ne parlano con un certo entusiasmo diffondendo video amatoriali e foto di questa ultima trovata. Sicuramente a livello pubblicitario notizie di questo genere sono estremamente ghiotte per la stampa, soprattutto per quella online sempre alla ricerca di condivisioni, click e commenti. Così facendo i giornali si comportano come dei social network contribuendo (e così implicitamente incoraggiandola) alla diffusione della pratica spiritica senza nessuna critica né spiegazione plausibile.

L’origine del rituale: il Messico non c’entra.

Qualcuno afferma che le radici storiche del rituale siano da ricercare in una antica tradizione messicana e in un demone chiamato per l’appunto Charlie, ma la tesi sembra priva di fondamento. María Elena Navez corrispondente messicana della BBC ha smentito categoricamente il legame tra il Charlie e la mitologia messicana, affermando che nei racconti e leggende della tradizione messicana non esiste nessun demone chiamato “Carlitos” (traduzione letterale del nome Charlie in spagnolo); la cosa sarebbe impensabile se si pensa che tutti i nomi delle divinità messicane sono in lingua atzeca o maya, e basti pensare agli impronunciabili nomi di Tlaltecuhtli o Tezcatlipoca per capire che qui Carlitos (o Charlie) non c’entra proprio nulla!

All’origine del fenomeno Charlie c’è più probabilmente il “Juego de las lapiceras” (lett. “Gioco delle penne”) già diffuso in Sud America e conosciuto come la Ouija dei poveri. Lo scopo del “gioco delle penne” è lo stesso  (conoscere il futuro ottenendo risposte dall’aldilà) ed il rito è esattamente uguale, ma questa volta lo spirito invocato ha un nome proprio (Charlie) la cui provenienza, al momento, è sconosciuta.

Il monito del giovane sacerdote.

charliecharliechallengeLa diffusione del rito spiritista tra i giovani americani è allarmante: dal 24 maggio in 48 ore l’hashtag (parola chiave di Twitter) #charliecharliechallenge è stata utilizzata da più di due milioni di persone. E’ questa diffusione massiva che ha spinto il sacerdote Stephen McCarthy, cappellano del liceo cattolico SS. Neumann and Goretti Catholic High School in Filadelfia, a scrivere una lettera per mettere in guardia i suoi alunni da questo gioco “affatto innocente”:

“Sono venuto a sapere che circola un gioco molto pericoloso nei social media che incoraggia apertamente i giovani più sensibili a evocare demoni.
Vorrei ricordare a tutti voi che non esiste modo di “giocare innocentemente coi demoni”.

Per favore abbiate cura di NON parteciparvi e di incoraggiare gli altri ad evitare di parteciparvi.

Capisco quanto possa tentare la curiosità, ma il problema di aprirsi all’attività dei demoni è che si sta aprendo una finestra di possibilità che non sarà facile da chiudere.

Se vorrete “sperimentare” qualcosa convocando enti spirituali, posso raccomandarvi la Messa o il Rosario? Penso che, a lungo andare, troverete queste alternative più sicure e gratificanti.

Grazie in anticipo per la vostra cooperazione su questa questa questione così importante.

Che Dio ci benedica e ci protegga con l’aiuto del nostro angelo custode!”

Il richiamo dell’esorcista.

Più volte nei suoi numerosi libri e interviste, il sacerdote italiano Gabriele Amorth ha messo seriamente in guardia i suoi lettori sulla serietà e pericolosità dei rituali di spiritismo, “una pratica in forte espansione”. Infatti, al contrario di quello che si potrebbe pensare, sono molti quelli che, mossi dalla semplice curiosità o dalla volontà di conoscere eventi passati o futuri, cercano il modo di evocare le anime dei defunti tramite medium o sedute spiritiche. Secondo padre Amorth questo fenomeno è direttamente proporzionale alla crisi di fede e i rischi che si corrono sono di duplice natura; oltre ai rischi di natura umana come i traumi psicologici (ansia, stress, apprensione, iper sensibilità alle realtà spirituali…) si corrono dei grossi rischi di natura spirituale dovuti all’intervento del demonio: dai “disturbi malefici” alla vera e propria “possessione diabolica”. Più volte Amorth ha denunciato la mancanza di una adeguata formazione in materia, anche da parte di sacerdoti e vescovi che hanno la responsabilità di istruire giovani sui pericoli di queste pratiche spiritiche invitandoli a considerare la serietà di questi fenomeni e, dunque, a non scherzare col fuoco!

charlie3Ipotesi Charlie Hebdo.

Esclusa l’improbabile ipotesi del demone messicano, l’origine del nome Charlie resta un mistero ancora non risolto oppure non svelato. Certo, è perlomeno curioso che ritorni il nome che qualche mese fa era sulla bocca di tutti dopo gli attentati parigini del 7 gennaio 2015 alla sede del giornale satirico Charlie Hebdo. La strage, costata la vita a dodici persone, ha ottenuto una risonanza mondiale senza paragoni anche grazie ai social networks che hanno aiutato alla diffusione del motto “Je suis Charlie” come gesto di solidarietà con le vittime dell’attentato; anche l’immagine della matita, simbolo della libertà di espressione dei disegnatori satirici, è stata presa come icona di una campagna globale di solidarietà. Ora fa pensare il fatto che è proprio attraverso delle matite che uno spirito chiamato Charlie si manifesti in modo misterioso.

Fonti consultate: 

 

 

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