Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

Libri gender alle Paoline? Cronaca di una polemica


adinolfiL’accusa su facebook.
Qualche giorno fa, nei social network, è scoppiata una piccola polemica nei confronti delle edizioni San Paolo e Paoline ad opera di alcuni utenti cattolici pro-life. Mario Adinolfi ha pubblicato sul suo account facebook la pagina di un libro per ragazzi con dei contenuti incriminati accusando le edizioni cattoliche in questione di aver aperto le loro librerie all’ideologia gender e di vivere “in piena sindrome di Stoccolma” (stato psicologico post-traumatico in cui una vittima si schiera dalla parte del suo aguzzino in modo non del tutto razionale). Il post del giornalista direttore del giornale La Croce (giornale di cui abbiamo parlato anche su questo blog in modo molto positivo), che gode di grande popolarità sui social, ha avuto come al solito una grandissima risonanza con numerose condivisioni e commenti. Accanto alle solite aggressioni verbali di cui il giornalista è quotidianamente vittima da parte di utenti atei e nemici della Chiesa, molti cattolici hanno commentato indignati e scandalizzati dalla “svolta-gender” delle Paoline senza risparmiare insulti e prese in giro nei confronti della comunità religiosa. Alcuni commenti inneggiano a un boicottaggio simile a quello subito da Dolce&Gabbana da parte delle comunità omosessuali di tutto il mondo dopo le loro dichiarazioni sulla famiglia naturale.

Il testo incriminato.
In effetti il libro “Sono grande! 12-16 anni – Diventare grandi è una meravigliosa avventura” scritto da Elisabetta Costantino presenta -a pagina 36 – una posizione inequivocabilmente in contrasto con la morale cattolica. L’autrice – psicologa di professione – afferma che “non sempre l’appartenenza biologica a un genere sessuale coincide con l’identità di genere: ci si può, cioè, sentire donna in un corpo di uomo e uomo in un corpo da donna”. L’autrice, dunque, argomenta una distinzione tra il sesso biologico (dato naturale) e l’identità di genere (costrutto sociale indipendente dal sesso biologico). Ad onor del vero, la psicologa avverte di non voler approfondire l’argomento commettendo così un doppio errore: quello di offrire ai ragazzi un messaggio equivoco e superficiale su un argomento delicato che meriterebbe prudenza e approfondimento; dalle affermazioni sulla disforia di genere passa l’idea che il dato biologico per cui una persona nasce maschio o femmina possa essere messo in discussione dalla percezione di una identità sessuale opposta a quella naturale; l’identità percepita (o desiderata) sarebbe dunque il motore di un processo di cambiamento che porterà alla de-costruzione e ri-costruzione della propria persona prescindento dalla propria realtà biologica (sgradita e rifiutata).

Una mail di protesta.
Qualche giorno dopo la denuncia tramite facebook tutte le librerie San Paolo e Paoline d’Italia ricevono,  dalla provincia di Bologna, una mail firmata da un (ex?) cliente che intitola il messaggio: “Ma che editrice siete?”. La mail fa presente che il libro in questione contiene “contenuti molto gravi”, propinati dalla stampa politicamente corretta e pericolosi perché contrari all’insegnamento della Chiesa e alle recenti dichiarazioni di papa Francesco su questo “sbaglio della mente umana”. Il cliente chiede dunque di ritirare immediatamente il libro da tutti i punti vendita del paese invitando a “portare maggiore attenzione” verso le proposte editoriali fatte alla casa editrice riguardo all’educazione affettiva e alla lotta contro le discriminazioni.

Le scuse dell’editore.
La risposta del direttore editoriale responsabile non si fa attendere. L’editore risponde rispettosamente (è il caso di sottolinearlo visto i toni incandescenti della polemica) assicurando innanzitutto che, proprio per i motivi esposti, il testo è stato messo fuori commercio; purtroppo però l’iter di questa operazione richiede del tempo a causa dei vincoli contrattuali e di una tempistica da rispettare. Il libro – afferma l’editore – è stato pubblicato nel 2010 “in tempi in cui la questione del gender non era ancora alla ribalta e la direzione non era forse sufficientemente allertata in merito”. Il direttore si dice infine “profondamente dispiaciuto dell’errore commesso” e conclude invitando il cliente osservare la produzione della casa editrice nel suo complesso e “a notare la molteplicità di pubblicazioni in merito e le posizioni assunte dall’editore con estrema chiarezza”.

Gli insulti su facebook: fuoco amico sulle Paoline
Su facebook però, la frittata è fatta e lo scandalo si diffonde a suon di condivisioni e commenti; la foto della pagina incriminata viene condivisa dagli utenti, tra burle e insulti, come la prova di una svolta-gender delle edizioni Paoline. La quasi totalità dei commenti degli utenti contengono violente e pesanti invettive contro le suore di don Alberione nel migliore stile laicista-radicale. Le suore paoline diventano quindi le “ladroline”, le “gaioline”, le “comunistine” e via insultando e si invoca il boicottaggio delle loro libreria oramai inchinate al pensiero unico. Qualcuno propone un “commissariamento” delle paoline ormai “complici della dittatura relativista”. Il gioco è fatto e il fuoco amico spara a zero contro la casa editrice che da cento anni rappresenta la presenza cattolica nel campo editoriale italiano e internazionale attraverso la pubblicazione e diffusione di libri, riviste, dvd, cd e oggettistica religiosa.

La morale della favola
La morale della favola non ha bisogno di essere esplicitata perché chiaramente comprensibile. Senza scomodare i principi della convivenza civile nè (addirittura) le auliche vette della carità cristiana, bontà vuole che cento anni di lavoro al servizio della evangelizzazione (con pregi e difetti che comporta ogni stile comunicativo e pastorale) meritino quanto meno il beneficio del dubbio riguardo le intenzioni dell’editore. Se non la carità cristiana (tra fratelli si chiama “correzione fraterna”), forse l’educazione (tra colleghi si chiama “segnalazione”) avrebbe suggerito un colloquio telefonico con l’editore o uno scambio epistolare (acceso quanto si vuole, ma privato), anziché la diffamazione in pubblica piazza mediatica, per dare in pasto suore e frati a una massa di utenti che, pieni di buone intenzioni, hanno approfittato della succulenta e gustosa occasione per sbranare le edizioni cattoliche in un solo boccone. Sembra dunque che il lavoro di cento anni non valga nulla di fronte a un errore commesso, ma comunque riconosciuto, a cui si è cercato di porre rimedio in modo più che decoroso. Purtroppo succede nelle migliori famiglie ma anche tra “fratelli” nella fede che combattono la stessa battaglia: si è spesso pronti a riconoscere i meriti del proprio lavoro ma un po’ meno quello degli altri.

Spezzando una lancia.
A spezzare una lancia a favore delle edizioni San Paolo non sarà certo il sottoscritto bensì l’opera pluricentenaria della stessa comunità. In cento anni di apostolato la comunità religiosa, fondata dal beato Giacomo Alberione nel 1915, ha diffuso – prima porta a porta e poi tramite la rete di librerie – migliaia di titoli di teologia, filosofia, spiritualità, agiografia, studi, biblici e altri argomenti ad uso di docenti, studenti, sacerdoti, famiglie. Senza dimenticare il best-seller per eccellenza la Sacra Bibbia, i Vangeli e i “foglietti” della messa che ogni domenica si trovano sui banchi delle parrocchie. Senza dimenticare neanche le numerosissime biografie dei santi e i classici della spiritualità cristiana: dai Padri della Chiesa ai mistici moderni. Autori di grande spessore teologico e spirituale affollano il catalogo san Paolo che ha dato alle stampe, per citarne uno su tutti, i libri del cardinale Joseph Ratzinger, ora papa-emerito Benedetto XVI.

I libri sul gender: il coraggio dell’ortodossia.
Nel caso specifico dell’ideologia gender, tema urgente per la pastorale e l’educazione, negli ultimi anni la casa editrice dei paolini ha pubblicato diversi saggi di grosso spessore scientifico in perfetta linea con la dottrina della chiesa cattolica in materia di affettività, sessualità e sviluppo della persona. Da questa produzione emerge chiaramente la linea editoriale, una linea lontana anni luce da una ipotetica svolta pro-gender; eppure a fronte di queste pubblicazioni, è bastata una pagina pubblicata cinque anni fa per mettere in dubbio la serietà e l’ortodossia di un intero gruppo editoriale! Citiamo alcuni dei testi recenti più rilevanti:

Accanto a questi testi, nelle librerie San Paolo e Paoline, si trovano molti altri libri pubblicati da altri editori cattolici, anch’essi in linea con la morale cattolica. Di particolare rilievo sulla tematica gender, è la pubblicazione del libro del giornalista canadese John Colapinto pubblicato per la prima volta in Stati Uniti nel 2000. Il libro racconta la dolorosa e sconvolgente vicenda dei gemelli Reimer vittime del dottor J. W. Money antesignano delle teorie del genere e pioniere delle chirurgie di “riassegnazione del sesso” (qui per approfondire). Si tratta di un testo imprescindibile per il dibattito sulle teorie del genere che mai nessuno aveva tradotto in italiano. Bisogna anche sapere che, al fine di difendere e diffondere il punto di vista cattolico (secondo l’etica e l’antropologia cristiana) ed evitare confusione tra i clienti che si affidano alla librerie della catena religiosa, la Diffusione San Paolo – tramite comunicazione interna – ha recentemente messo in guardia i propri librai riguardo ad alcuni editori che diffondono l’ideologia gender tramite pubblicazioni specifiche per l’infanzia (ad es. Lo Stampatello editore) invitando a non proporli al proprio pubblico e richiamando ad una massima attenzione a questi testi spesso camuffati sotto titoli, grafica e presentazioni ingannevoli.

Gelosie e discordie al tempo della misericordia 2.0. 
C’è da dire che in cento anni di vita apostolica e di lavoro editoriale è impossibile non commettere nessun errore (la perfezione non è caratteristica della vita terrena) e accanto al grande lavoro di apostolato della “buona stampa” è inevitabile trovare qualche cosa su cui discutere, qualche errore di valutazione o qualche scelta poco felice. Non è la prima volta che la comunità fondata da don Alberione viene criticata per il suo lavoro editoriale da altre agenzie o testate cattoliche; bersaglio delle critiche sono spesso le riviste del gruppo San Paolo (il mensile Jesus o il settimanale Famiglia Cristiana) accusate di mantenere una linea sbilanciata politicamente verso sinistra; questo sbilanciamento non si manifesta però nel catalogo delle edizioni San Paolo più vasto ed equilibrato nei suoi contenuti. Ma il fatto che – all’interno del mondo cattolico – un errore (su cui per altro si è fatto mea culpa) oscuri l’opera secolare di una comunità religiosa per porla in cattiva luce sulla piazza mediatica, e che ciò avvenga proprio nel “tempo della misericordia”, non è certo un bell’esempio di fraternità cristiana.

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