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"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

Nuovo incontro tra papa Francesco e il Cammino Neocatecumenale


francisco-y-kiko-arguelloVenerdì 6 marzo alle ore 11,30 Papa Francesco riceverà in udienza gli iniziatori del Cammino Neocatecumenale assieme a centinaia di membri di questa realtà ecclesiale che è presente in 124 nazioni e conta circa un milione di fedeli.

L’incontro avrà luogo nell’aula Paolo VI e sarà l’occasione per inviare 31 nuove “Missio ad gentes” che partiranno per diversi paesi del mondo: la maggior parte si trasferiranno in città europee, altre in Asia, in Oceania e in America. Si tratta, in totale, di 200 famiglie con 600 figli. Questo nuovo tipo di missione messo in atto dal Cammino Neocatecumenale è indirizzato ai lontani, a coloro che si sono allontanati dalla Chiesa o che non hanno mai ricevuto l’annuncio del Vangelo. Attualmente ci sono 96 “Missio ad gentes” sparse in tutto il mondo per un totale di 487 famiglie.

L’evento sarà trasmesso in diretta televisiva ed in streaming dalla televisione della Conferenza Episcopale TV2000 (canale 28 del digitale terreste e su internet all’indirizzo www.sat2000.it) e da TelePace. Tramite radio sarà possibile seguire l’incontro sintonizzandosi su Radio Maria (diretta in lingua italiana) e su Radio Vaticana (diretta in 4 lingue: italiano, spagnolo, francese, inglese).

Non è la prima volta che Francesco incontra i membri del Cammino Neocatecumenale. Il primo febbraio dello scorso anno, in un aula Paolo VI strapiena di sacerdoti, famiglie e bambini, il Santo Padre ha incoraggiato l’opera di evangelizzazione portata avanti da questa realtà ecclesiale attraverso le famiglie in missione invitando a non perdere mai la gioia che anima l’evangelizzazione. In quella occasione Francesco inviò 40 nuove “missio ad gentes”: piccoli nuclei di evangelizzazione formati da 4 famiglie con i loro figli, un sacerdote ed un seminarista. Si tratta di una piccola comunità che parte per annunciare il Vangelo lì dove la Chiesa non è ancora, o non è più presente, su richiesta dei vescovi locali. Nelle città dove arrivano, queste famiglie formano assieme al sacerdote una implantatio ecclesiae che diviene punto di riferimento per coloro che vogliano avvicinarsi per la prima volta, o nuovamente, alla Chiesa.

Diventare seme del Vangelo significa dare la propria vita, morire per portare Cristo agli uomini: è ciò che fanno queste famiglie affrontando le numerose difficoltà della missione: l’inculturazione, la lingua, la precarietà economica, il rifiuto del Vangelo, la mancanza di gratificazioni e la sensazione di un “fallimento” che può abbattere e scoraggiare. Il combattimento spirituale che comporta questa missione non potrebbe essere affrontato senza il sostegno di una comunità con la quale condividere i momenti, tristi e gioiosi, della missione. Ma sono soprattutto l’ascolto della Parola di Dio, la celebrazione dell’Eucaristia e i sacramenti che rafforzano la fede, la sorgente che alimenta la missione che ogni giorno queste famiglie affrontano.

Il 5 dicembre dello scorso anno Kiko Argüello, in un colloquio privato col Santo Padre, espresse il desiderio di organizzare un nuovo incontro per inviare altre famiglie pronte per partire in missione. In quella occasione il papa, ribadendo la propria gratitudine per il lavoro realizzato in tutto il mondo, ha accolto con entusiasmo la proposta per parlare della missionarietà della Chiesa, una delle caratteristiche principali del Cammino.

Il primo papa ad “inviare” delle famiglie in missione fu Giovanni Paolo II in un incontro avvenuto il 30 dicembre del 1988, giorno della Sacra Famiglia, nel centro neocatecumenale internazionale a Porto San Giorgio, nelle Marche. Durante l’omelia il papa polacco parlò delle famiglie in missione come immagine del mistero della Trinità affermando: “Famiglia in missione, Trinità in missione”.

Intervistato da RadioVaticana sull’operato delle “Missio ad gentes”, Kiko Argüello ha spiegato che la loro missione è quella di testimoniare al mondo l’amore di Dio rendendolo una realtà concreta nella piccola comunità cristiana: “Il Signore ha detto ‘Amatevi: in questo modo vi riconosceranno come miei discepoli, e se sarete perfettamente uno, il mondo crederà’. Ecco, questa è la missione ad gentes, e nel fondo c’è l’invito pronunciato da Nostro Signore durante l’Ultima Cena, che chiamiamo il Testamento di Nostro Signore Gesù Cristo quando, prima di patire in croce, dice: ‘Padre, io in loro e tu in me, perché siano perfettamente Uno e il mondo creda che Tu mi hai inviato’. Allora, perché il mondo creda che il Padre ha inviato suo Figlio a salvare il mondo, c’è bisogno che appaia la relazione della Santissima Trinità, la perfetta Unità'”.

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2 pensieri su “Nuovo incontro tra papa Francesco e il Cammino Neocatecumenale

  1. Pingback: Discorso di papa Fracesco al Cammino Neocatecumenale | Testa•del•Serpente

  2. Sabino in ha detto:

    Una grazia e benedizione,per le Famiglie in Missione la pace.

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