Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" •

Archivio per il giorno “febbraio 7, 2015”

Piccoli Passi Possibili: Chiara Corbella la parola ai testimoni

pppE’ possibile morire per un carcinoma alla lingua, decidendo di donare la propria vita, con una gioia contagiosa, a 28 anni, lasciando un figlio orfano e un padre vedovo?

La domanda si potrebbe scomporre in tante piccole questioni senza che perda un briciolo del suo vigore e della sua furibonda tragicità: è possibile morire per un carcinoma alla lingua? E’ possibile morire donando la propria vita? E’ possibile morire con gioia? E’ possibile morire a 28 anni? E’ possibile morire lasciando un orfanello di due anni e un vedovo giovanissimo? E’ mai possibile?!

E’ possibile che da questa storia piena di domande, di dolore, di silenzi, piena di “perché”, emerga una testimonianza che la vita è un dono me-ra-vi-glio-so? E’ mai possibile che da una storia così, una storia di morte, si evinca che – scusate la parola, bisogna pur rendere l’idea con una certa plasticità – la vita non è una merda che non vale la pena di essere vissuta, nè tanto meno raccontata?

Vi presento, se ancora non la conoscete, Chiara Corbella Petrillo: una ragazza romana che il 13 giugno del 2012, a soli 28 anni, ha lasciato questo mondo con un sorriso che ha fatto e fa ancora tremare di paura la Morte stessa. A queste domande, nessuna risposta che faccia riferimento alle più alte pagine della saggezza umana, alle filosofie sapienziali orientali od occidentali, alla tradizione plurisecolare della letteratura cristiana, dei padri della Chiesa; nessun pronunciamento ufficiale del Magistero, nessun testo filosofico, sociologico, teologico, nessuna parola pronunciata, scritta o letta, potrà essere minimamente esaustiva rispetto all’esperienza concreta di una vita, quella di Chiara, che ha saputo rispondere a queste domande – umanamente e comprensibilmente dolorose e tragiche –  con un “sì”, un “eccomi” alla storia, alla vita, a Dio. CHIARA PETRILLO

Dopo il libro “Siamo nati e non moriremo mai più” (ed. Porziuncola 2013) scritto da Simone e Cristiana Troisi (giovani coniugi amici di Enrico e Chiara) viene pubblicato oggi un nuovo libro che, come recita il sottotitolo, passa “la parola ai testimoni”. In realtà non è da considerarsi un nuovo testo separato ma – come afferma Enrico – “un’integrazione” del primo libro, perchè “la storia è la stessa, ma viene raccontata da altri testimoni”: i genitori di Chiara, la sorella, lo stesso Enrico, gli amici che l’hanno conosciuta da vicino e il personale sanitario che l’ha seguita e accompagnata.

Dunque non si può leggere il secondo libro senza aver letto il primo, ma – e ciò è più importante! – non si può non leggere la storia di questa splendida ragazza a cui Dio ha fatto un dono: quello della perseveranza fino alla fine dei suoi giorni, quello della certezza che “non moriremo mai più” e che, dunque, questa vita vale la pena di essere vissuta (al massimo!) perchè è solo l’inizio della nostra vita infinita.

Quante volte nella nostra vita, le piccole o grandi croci quotidiane ci abbattono o ci hanno in passato abbattuto, fino a farci considerare la nostra vita uno schifo, una porcheria, un completo fallimento. Contro questa bestemmia (perchè schifare la vita è insultare Dio che ce l’ha regalata, e se la nostra esistenza è una merda – perdonate ancora – lo è anche chi ce l’ha maledettamente donata!), contro questa bestemmia, leggere la biografie di tanti santi, così come quella di Chiara Corbella, ci aiuta a capire la vita come un dono meraviglioso (e se lo dice lei, cosa dovremmo dire noi?), ci mostra una possibilità straordinaria: quella di incontrare Cristo proprio nella sofferenza, di uniformarci a Lui, di stringerci – a “piccoli passi” – in una relazione profonda con Lui, e di morire assieme a Lui, per godere della stessa Sua sorte: risorgere, vivere per sempre e non morire mai più! Mai-più!

Miguel Cuartero
@mcuart

 Links utili:

 Scheda tecnica:

ppp«Per arrivare al Signore non devi correre né camminare troppo piano: devi avere un passo costante, continuo e soprattutto sul presente; perché la stanchezza viene se pensi al passato e al futuro, mentre se cammini pensando soltanto al piccolo passo possibile che tu ora puoi fare, a un certo punto arrivi alla meta e dici: “Sono già arrivata! Incredibile, Signore, ti ringrazio!”». Enrico Petrillo

  • Formato: 14,5×21
  • pp. 128 – brossura
  • € 12,00 ISBN
  • 978-88-270-1040-2
  • data di pubblicazione: Febbraio 2015
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