Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

Contro il gender non siamo soli! (e ora anche un giornale: La Croce)


battaglia_guado“Gli eserciti del cielo lo seguono su cavalli bianchi, vestiti di lino bianco e puro”
Ap. 19,14

In questi giorni si è parlato molto dell’ideologia gender e della sua diffusione nelle scuole italiane attraverso degli organi ufficiali del governo. Di gender si parlerà ancora, e se ne continuerà a parlare per un po’ visto che la strategia del governo trova l’appoggio di organismi internazionali come l’Organizzazione Mondiale della Salute e la stessa Unione Europea.

Sembra quindi definirsi, sempre più chiaramente, una battaglia tra lo stato e le famiglie; e, quello che fin’ora è stato un susseguirsi di segnali, di proclami, di prove tecniche, ora è diventato uno scontro frontale con, da una parte, l’istituzione di corsi finalizzati all’indottrinamento degli alunni secondo la nuova antropologia dei generi (corsi camuffati sotto diciture come “lotta contro le discriminazioni e il bullismo”) e, dall’altra parte, le famiglie – che non ci stanno! – che rispondono cercando di difendersi per tutelare i propri diritti e quelli dei propri figli (torniamo sempre al famoso articolo 26 dei Diritti dell’Uomo).

Il caso dei coniugi tedeschi condannati a 40 giorni di carcere – come dei criminali – per essersi opposti alle lezioni di educazione sessuale imbevuti di ideologia gender, è qualcosa di più che un semplice campanello di allarme. Di fronte alla minaccia di una nuova tirannia, gli animi sono tesi, molte famiglie sono seriamente preoccupate per il futuro (e il presente) dei loro figli. E’ importante dunque capire che in questa battaglia nessuno è solo, nessuno combatte da solo ma, al contrario, da molte parti si inizia ad alzare il grido dei dissidenti che combatte contro il nemico in diverse maniere.

Ci sono molti modi di combattere la galoppante deriva gender promossa dalle associazioni LBGT in Europa e nel mondo intero: sono tutte strategie, ugualmente valide ed ugualmente necessarie, con un’unica finalità: arginare l’ideologia e ribadire la libertà di pensiero; riaffermare la realtà della famiglia fondata sull’unione tra un uomo e una donna. In Italia qualcosa si sta muovendo, segno che le coscienze riescono ancora ad opporsi a questa nuova dittatura. In questo periodo sono sorte diverse associazioni che lottano a favore della famiglia cosiddetta “naturale” (dovere specificare ha il sapore di una sconfitta!). Sui social networks si sono moltiplicati esponenzialmente i gruppi che invocano la difesa dei bambini e della famiglia (non specificherò più!).

Qualcuno ha optato per una forma pacifica ma eloquente: quella di stare in piedi, leggendo e “vegliando” – da qui il nome originale del “movimento” – come delle “sentinelle”, un silenzio talmente rumoroso che ha attirato l’ira di alcuni pacifisti part-time e buonisti a tempo perso.

Un’altra strategia è quella dell’informazione accurata, attenta e professionale sul pericolo dell’ideologia gender: è il lavoro di alcuni quotidiani (Avvenire, Il Foglio…), riviste specializzate (Il Timone, Radici Cristiane…), giornali online (La Nuova Bussola Quotidiana, Aleteia, Tempi… e un numero considerevole di altri siti e blog). E’ in questo campo che si alzano con forza le voci di molti giornalisti ed esperti che, coi loro articoli, informano e formano i lettori mettendoli in guardia riguardo i pericoli del pensiero unico.

C’è il lavoro di tante case editrici che combattono con l’arma della “buona stampa” pubblicando saggi, testimonianze e materiale utile a questa sfida culturale (sono da segnalare alcune recenti pubblicazioni delle edizioni San Paolo come Bruce Brenda e David, Il Regno di Narciso, Il gender, Educare al femminile e al maschile).

LaCroce_AdinolfiE’ proprio per questo motivo – per un’informazione corretta e approfondita di queste tematiche – che qualcuno ha pensato di fondare un nuovo quotidiano (sfidando la crisi nera che investe il settore): e così Mario Adinolfi – un pazzo scatenato! – porterà “La Croce” in tutte le edicole del paese; un nome che è un programma: immagine di un fallimento ma segno e garanzia di una (escatologica) vittoria!

C’è poi chi ci mette la faccia, i tacchi, la barba o la pancia come Marco Scicchitano, Costanza Miriano, padre Maurizio Botta e (ancora) Mario Adinolfi: quattro “moschettieri” che girano l’Italia per combattere contro la barbarie dei falsi miti di questo nuovo illuminismo; oppure chi ci mette – e ci rimette! – la voce, come il professore Massimo Gandolfini (centinaia le sue conferenze in giro per l’Italia) o l’avvocato Amato, presidente dei Giuristi per la Vita, che a dire di qualcuno è sempre più afono a causa dei suoi numerosi incontri per smascherare – dal punto di vista giuridico – le trame e i sofismi di questo nemico (vedi alla voce: “disegno di legge Scalfarotto”).

A combattere questa battaglia c’è anche chi si trova in ruoli di governo all’interno della Chiesa come il cardinale Bagnasco che, con decisione e coraggio, ha parlato delle teorie gender come “una vera dittatura” invitando i genitori a “non farsi intimidire” ed a “reagire con determinazione” (…); altri suoi “colleghi” anche se con meno veemenza o più timidezza (al punto di arrivare a vergognarsi e chiedere scusa) anno espresso il loro diraccordo ed hanno iniziato ad alzare la voce.

Non c’è limite di età per entrare nelle fila di questo esercito: per questo un lavoro fondamentale lo svolge un anziano tedesco: Benedetto XVI, il primo “papa emerito” della storia della Chiesa che, nel “recinto di Pietro” prega per la Chiesa affinché stia salda nella fede, affinché la Barca di Pietro non naufraghi sotto i burrascosi venti del relativismo.

A capo di tutti c’è un argentino divenuto molto celebre, da un anno a questa parte, col nome di Francesco; il Papa, che ha ricordato la necessità e il diritto ad avere una mamma ed un papà e ha condannato la “manipolazione educativa” e il rischio che la scuola diventi un “campo di rieducazione”.

A combattere questa battaglia, infine, ci sono Marco, Anna, Nicola, Sara, Gabriele, Antonio, Maria, Francesco, Vincenzo, Sara, Giuliano, Laura, Simone, Cristiana, Giacomo, Chiara, Alice… un esercito di persone di buona volontà, di nonni, di mamme e di papà, che non vogliono piegarsi alla dittatura del pensiero unico, a questa nuova tirannia proclamata da più parti come sana e liberatoria per l’uomo; che non vogliono inginocchiarsi davanti alla statua che, qualsiasi nome si dia, pretende onore e sottomissione a cambio di un pugno di piacere. C’è un esercito di fedeli che prega e combatte senza stancarsi, per ricordare al mondo e trasmettere alle generazioni future la bellezza della creazione (“maschio e femmina li creò”), la bellezza della famiglia, la sacralità della vita e la sacralità del corpo umano e della sessualità.

famigliaIn ultimo abbiamo tanti santi in paradiso, che hanno lasciato nel mondo una testimonianza viva e che ora combattono per noi con la loro intercessione e la loro presenza; nominarli tutti sarebbe impossibile ma scegliere dei santi protettori contro la cultura del gender sarebbe come chiedere loro un aiuto speciale: penso a san Paolo VI (il papa della Humanae Vitae), a san Giovanni Paolo II (il papa della famiglia), a san Tommaso Moro (marito, padre e… giurista per la vita), a tutti i coniugi santi, in primis Giuseppe e Maria di Nazaret, oppure i  coniugi Beltrame Quattrocchi o i beati Louis e Zelie Martin (i genitori di santa Teresina). Penso a Chiara Corbella la cui storia di coraggio e di fede ha commosso milioni di italiani, molti dei quali si sono affidati alla sua speciale protezione. Penso poi, al quel genio inglese di Gilbert Chesterton, così necessario ieri come oggi, benché non (ancora) elevato agli onori degli altari, ispira molti con la sua sana dottrina, la sua filosofia, la sua fede: mostrando la semplicità, la ragionevolezza e la innegabilità della verità ed incoraggiando ad “accendere fuochi” per testimoniare che “due più due fa quattro”.

Molti purtroppo non vedranno la necessità di fare tutto questo baccano. Molti, tra i nostri amici, tra i nostri parenti, nelle nostre comunità, penseranno che siamo esagerati, eccessivamente allarmisti, e non vorranno arruolarsi. Sappiano però che chi combatte lo fa anche per loro; e se preferiranno stare tranquilli e occuparsi delle loro cose, sappiano che c’è qualcuno che veglia per loro, in silenzio, come delle Sentinelle, qualcuno che per loro scriverà, parlerà, urlerà: “Voglio la Mamma!”, “Fammi Nascere!”, “Non si tocca la Famiglia”, “Guai a chi tocca i nostri bambini!” o “La famiglia è una sola”; qualcuno per loro pregherà nelle ampie navate delle basiliche o nel segreto delle riservate cappelle dei monasteri.

E’ una battaglia che vale la pena di combattere. D’altronde se ti proponessero di giocare in una delle due squadre che si giocano una finale, dove il risultato è già stabilito, che squadra sceglieresti se non quella dei futuri campioni?

Non siamo soli. L’esercito di Dio è grande e anche forte. Dall’altra parte, spesso, sembra esserci il mondo intero. Ma qualcuno suggerì di non preoccuparsi, perché c’è una speranza che non delude: “Io – ha detto – ho vinto il mondo”. Fu proprio Lui, Gesù, che suggerì la strategia migliore: semplici come colombe e astuti come serpenti, disposti a perdere tutto ma non la testa, non la fede.

Miguel Cuartero

@mcuart
 

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