Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

Il caso Messori, ovvero: il rischio di una nuova tirannia


WINART-24635_messori01GIl “caso Messori”, scatenatosi dopo la pubblicazione del suo articolo sul Corriere della Sera, indica, in modo esemplare un nuovo rischio, quello di cadere una nuova tirannia, una nuova forma di censura all’interno della Chiesa. Se fino ad oggi è stato permesso – a cattolici e non – di giudicare, criticare, opinare, sull’operato e sulle decisioni del Pontefice di turno, oggi esprimere la propria opinione sulla Chiesa di Francesco sta diventando veramente rischioso. Il rischio è quello di venire ritenuti eretici e di essere considerati fuori dalla grazia di Dio. La questione, poi, acquista un carattere personale: si mettono a rischio le proprie amicizie, la stima, il lavoro (per i giornalisti, i vaticanisti o gli opinionisti), c’è il rischio di venire insultati, definiti farisei, ultra-tradizionalisti, complessati, europeisti, anti-conciliari, ecc. ecc.

A difendere il papa in questa “nuova inquisizione” non è il Santo Uffizio ne un organo ufficiale della Chiesa, ma un popolo di cristiani innamorati in modo passionale dell’attuale Sommo Pontefice, Francesco: amici, blogger, giornalisti, teologi… un popolo di cattolici fedeli e sinceri che, entusiasti per l’arrivo di questo papa “rivoluzionario” (come amano definirlo) che invita alla parresia (franchezza, sincerità) non permettono opinioni che si discostino dal comune sentire sul Papa.

Ogni pontificato, si sà, ha le sue particolarità, le sue peculiarità. Ogni pontefice ha il suo modo di fare, la sua personalità, la propria spiritualità, le sue idee di Chiesa, la propria formazione teologica, il proprio pensiero (anche in campo politico, perché no?) e ogni papa, specialmente negli ultimi cento anni, è stato a suo modo rivoluzionario. Nessun pontefice si è limitato ad imitare o emulare il proprio predecessore, ma ognuno ha portato una ventata di aria fresca alla Chiesa, con un linguaggio e un approccio diverso, un contributo nuovo che – nello stile – può piacere più o meno a seconda della sensibilità, della esperienza ecclesiale e della formazione di ognuno.

Oggi però, il rischio è quello di pensare che con Francesco si sia arrivati finalmente al papa-perfetto, alla forma più eccellente di Chiesa, al “migliore dei papi possibili”. Queste considerazioni, che sfociano sempre di più in un tifo “da stadio”, creano una sottile ma netta linea di demarcazione tra la chiesa di oggi e la chiesa del passato, come a voler definire quella di oggi come la vera Chiesa che finalmente corregge gli errori del passato: povera, misericordiosa e – perché no? – simpatica a tutti.

Qualche giorno fa ho sperimentato (in modo veramente minimo ma significativo) questa nuova forma di inquisizione: ho espresso un parere sul biglietto con gli auguri del papa per il Natale: un po’ buia e poco rappresentativa della luce che caratterizza del Natale. Le mie parole testuali (perché spesso, si gioca tutto sull’ermeneutica delle singole sillabe dette o scritte e bisogna stare attentissimi!) sono state: “Troppa sobrietà mi sa di tristezza. Ma è elegante”. Per tutta risposta mi è stato detto che a noi europei è troppo difficile accettare che a Roma ci sia un papa sudamericano. Come a dire: non ti permettere più, nel tuo orgoglio da europeo ferito, di esprimere una opinione non positiva su qualcosa che ha abbia a che vedere col papa Francesco anche se fosse, ad esempio, sul suo biglietto di auguri!

Ora il popolo dei cattolici (vecchi e nuovi), dopo una minuziosa esegesi del suo articolo, hanno chiesto la testa di Vittorio Messori su un vassoio! Anche solo le sue mani, per non permettergli più di scrivere fesserie. Forse ritireranno i suoi libri dalle librerie cattoliche perchè contrari al Magistero della Chiesa. Probabilmente non sarà cacciato da nessun giornale ufficiale, di ampio respiro ecclesiale, perché – fortunatamente – questo è già successo qualche anno fa; ma ora Messori ha esagerato e tutti i cattolici (medi?) devono saperlo e devono essere avvisati, messi in guardia, in modo che non credano alle parole di questo eccentrico scrittore e al suo “attacco mirato e frontale”  e “di stampo mafioso” al papa. E’ vero che l’età avanzata porta alcuni problemi che colpiscono le funzioni intellettive e anche le grandi menti (e le prestigiose penne) subiscono i malanni della senilità, ma nessun alibi può giustificare un atto così vile e di cattivo gusto come quello che pesa sul giornalista italiano: quello di aver espresso le sue opinioni su papa Francesco.

Dicono che con l’articolo pubblicato il 24 dicembre su Il Corriere della Sera, Messori, si è rivelato il paladino della lotta contro il papa Francesco! Ha rivelato tutta la sua irriverenza, il suo odio e la sua inimicizia contro il papa argentino e il suo operato! Lo ha chiamato “vescovo” per non riconoscergli l’onore pontificio: evidentemente sposa le folli teorie di Socci sull’invalidità dell’elezione ma non ha il coraggio di dirlo. Messori è un bestemmiatore perchè non crede nello Spirito Santo che guida la Chiesa, e questo peccato – lo ha detto Gesù – non sarà perdonato! Messori ha insultato milioni di persone, di cattolici, chiamandoli “medi”, il che è equivale a chiamarli “mediocri” e a mettersi sopra di loro senza alcun merito.

leonardo-boff

Leonardo Boff

A difendere il papa ci si mettono un po’ tutti e – udite, udite – viene fuori il nome di Leonardo Boff, rigenerato nella sua fede e nella sua teologia da quando – finalmente – Benedetto XVI ha deciso di mollare la poltrona e la corona (ovviamente non l’anello!). Il teologo della liberazione, liberato dalla cantina dove era nascosto durante gli ultimi anni a causa della sua opposizione a san Giovanni Paolo II e al papa emerito, ora è ri-valutato, ri-generato e ri-stampato (i suoi libri, come quelli di Gutierrez e Sobrino sono rivalutati e ri-proposti in nuove edizioni da alcune case editrici cattoliche) ed esprime il suo parere da teologo sull’articolo dello scrittore: la sentenza è definitiva, quasi dogmatica, inappellabile: Messori “porta veleno”, non si è “ancora convertito”, è un “cattolico culturale”, ha delle “insufficenze teologiche”, è eretico (“incorre nell’erorre teologico del cristomonismo”), ha bestemmiato lo Spirito Santo… La nuova Inquisizione, dunque, è in mano a Leonardo Boff, il quale approfitta per sparare ancora su Benedetto XVI con frecciatine indirette: infatti Benedetto XVI è il papa che “veste Prada”, un teologo dal “pensiero lineare”, potremmo dire un “cristomonista” anche lui e dunque un eretico, un “cattolico culturale”, un “teologo” (nella peggior accezione del termine).

Una delle reazioni più “impertinenti” all’articolo di Messori l’ho letta sul sito della Diocesi di Bergamo dove viene scomodata anche la Madonna! Sì, la Vergine del Pilar a cui Messori ha dedicato un indagine seria ed accurata raccolta nel libro “Il Miracolo” che in modo appassionante e pieno di fede (oltre che di rigore storico) narra la vicenda dello “zoppo di Calanda” a cui per intercessione della Vergine Maria, è ricresciuta la gamba. Ebbene si, settimanale della chiesa di Bergamo, per screditare Messori mette in dubbio il miracolo della Madonna, senza troppi giri di parole: “con la conversione, si passa dal rifiuto di tutto all’accoglienza di tutto. Diventa vero tutto infatti: anche il fatto che a un contadino del ‘600 sia cresciuta una gamba per intercessione del Vergine del Pilar”.

Messori con J. Ratzinger

Messori con J. Ratzinger

Ecco fatto: Messori, dunque, in quanto convertito, è solo un cialtrone, che crede addirittura ai miracoli come quello di Calanda! Immaginate un po’ cosa può saperne del papa e della Chiesa uno che crede nei miracoli!

Ora è in corso una “raccolta di firmeper fermare (non si è capito bene in che modo!) gli attacchi a papa Francesco. Nessuna raccolta di firme invece sembra mai stata fatta per fermare gli attacchi che Leonardo Boff lancia in continuazione (l’orgoglio ferito, si sà, lascia ferite insanabili) contro Benedetto XVI, nessuna raccolta di firme per difendere la Vergine del Pilar che, dopo 4 secoli, si vede messo in dubbio uno dei suoi miracoli più (diciamolo pure) “spettacolari”.

Io, “cattolico medio”, sto con il papa Francesco, ma anche con Benedetto XVI, con Paolo VI, con Giovanni XXIII. Sto anche con Messori perchè non merita questa persecuzione, perchè di giornalisti come lui non ne abbiamo più e ne abbiamo bisogno, perchè oltre ad amare la Chiesa, la conosce meglio dei suoi detrattori e perchè ha espresso la sua opinione con pacatezza e serietà, con quella franchezza così applaudita e invocata in questi tempi, col rispetto dovuto al Sommo Pontefice e con l’umiltà intellettuale che manca nel modo più assoluto a chi si è preso il gravoso incarico di giudicarlo e di accusarlo.

p.s. Mentre scrivo questo testo, vedo appena pubblicato, un articolo del direttore de La Nuova Bussola Quotidiana, Ricardo Cascioli, che parla dello stesso argomento, sicuramente in modo più preciso, approfondito e più appropriato di me. Mentre ieri leggevo un altro ottimo articolo scritto su Tempi da Pino Suriano, che consiglio vivamente a chi volesse approfondire la questione.

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