Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

Socci, Violetta e la Vergine Maria. Ovvero, “la prego: non taccia!”


crucified-people-in-syriaVedere la cantante “Violetta” ballare seminuda allo Stadio Olimpico di Roma acclamata da migliaia di partecipanti alla Partita della Pace di papa Francesco fa venire un po’ di amarezza. Stasera Antonio Socci si deprimerà (e siamo in due) e se non fossi certo della sua fede profonda e sincera me lo potrei immaginare affogando la pena con la prima bottiglia di Whisky capitatagli sotto mano oppure meditando seriamente di cambiare mestiere o religione…

Già, perché Antonio Socci lo ha ripetuto diverse volte nel suo blog e nei suoi articoli su Libero: il massacro dei cristiani da parte dei musulmani dell’ISIS (un dramma sconvolgente che minaccia il mondo intero) andrebbe condannato in modo più deciso e chiaro da parte delle autorità politiche internazionali e – soprattutto – da quelle religiose. Ma mentre tutte le religioni tacciono su questo nuovo olocausto, la Chiesa Cattolica ha, prima indugiato, e poi ha finalmente parlato invitando la comunità internazionale, tramite un comunicato ufficiale, a posare lo sguardo su questa “emergenza umanitaria” senza mai (per carità!) nominare i fautori della barbarie, come se ci si riferisse ad una calamità naturale, a un terremoto, una carestia o una epidemia in corso. Infine si è pronunciato il Santo Padre e Socci ne ha criticato la estrema, a suo dire eccessiva, cautela e delicatezza nei confronti dei furiosi islamici.

Le arringhe di Socci non sono piaciute, ovviamente, agli amici del papa, ai pacifisti, agli ecumenisti, ai catto-progressisti e a tutti i cattolici all’acqua di rose (l’espressione è di papa Francesco!) che sono insorti insultando il giornalista toscano ed innalzandosi a paladini difensori del papa e della Chiesa Cattolica. La rabbia di Socci è sembrata eccessiva così come le sue critiche al Sommo Pontefice, si è giudicato superbo nel voler suggerire al papa cosa fare e cosa dire, citando perfino Santa Caterina da Siena che (lei sì poté farlo) spronò i papi ad affrontare con coraggio le situazioni. Perciò hanno chiamato Socci esagerato, fissato, eretico, scismatico, seminatore di zizzania, sobillatore di folle… e lo hanno invitato a “fare silenzio e a calmarsi” (qui, sul blog di Costanza Miriano e anche qui un’altro esempio).

Non hanno forse capito che Socci non può stare zitto. E non deve stare zitto, né tanto meno deve calmarsi. Perché è proprio ciò che il giornalista senese vuole far capire al mondo o per lo meno all’Occidente , o perlomeno-perlomeno ai cattolici occidentali (quelli orientali lo hanno capito da soli): non si può stare zitti, né stare calmi quando migliaia di cristiani (ma ne basterebbero uno o due) vengono sgozzati vivi da coloro che ci si ostina a chiamare fratelli, rei di non voler cambiare religione rifiutando di abbracciare l’Islam. Non si può stare zitti davanti a un’atroce e violenta pulizia etnica, portata avanti in nome di Allah e del suo profeta Maometto, in cui gli uomini (segnati dalla N di “Nazareno”) sono crocifissi o fucilati, le donne vendute come oggetti sessuali e i bambini sgozzati. Il Califfato islamico ha aspetti demoniaci e di fronte a ciò non si può più tacere né sperare in fantomatiche “vie diplomatiche” con chi non ragiona! No! Perché a stare zitti di fronte al male si fa patto col male; a stare zitti di fronte all’anticristo si fa patto con l’anticristo; a stare zitti si perde l’anima e si va all’inferno.

Il profeta è sempre “oggetto di derisione” e quando parla deve gridare. Ma non può fare altrimenti perché – come dice Geremia – “Nel mio cuore c’era come un fuoco ardente che mi sforzavo di contenere ma non potevo!” (Ger. 20,9). Socci non parla, urla, perché sa che la pace non viene da una partita né dai buoni sentimenti di fratellanza ma da Dio ed è obbligato a dirlo con veemenza dalla coscienza che non deve zittirsi né calmarsi altrimenti tradirebbe se stessa, soffocherebbe. Alza la voce perché la sua fede gli permette di vedere in ogni cristiano ucciso, un fratello, un figlio, un altro Cristo. Come lui stesso ha affermato qualche giorno fa tramite facebook:

In ognuno di quei volti di ragazze irachene, che subiscono orrori e vengono vendute schiave, in ognuno di quei bambini decapitati, di quelle persone crocifisse… vedo il volto della mia Caterina, degli altri miei figli, delle persone che amo…

E’ vero, i suoi toni sono apocalittici, ma l’impressione è che l’inizio è più lontano della fine. Tutto questo senza entrare nelle diatribe politiche e belliche a cui si sono aggrappati i nemici di Socci per ridicolizzare le sue posizioni.

violetta paceIl Vaticano intanto ha organizzato una partita interreligiosa (esistono partite religiose?) della Pace a Roma, nello stadio Olimpico, invitando alcuni tra i migliori giocatori di calcio del mondo (la maggior parte argentini) e Violetta la cantante (argentina) idolo di tanti adolescenti. L”evento è stato ispirato e fortemente voluto da papa Francesco (argentino anche lui).  Una bella festa (argentina), una serata per stare zitti e calmarsi, per stare in compagnia, ridere, cantare e rivedere Abel Balbo (anche lui argentino) sotto la curva Sud. Una bella festa per concludere l’estate e per piantare un ulivo assieme ai musulmani, ai buddisti e agli ebrei. Resta solo il dubbio su quanto questa partita arrecherà alla causa della pace nel mondo. Certamente si può (ottimisticamente) pensare che, durante la performance della ragazza argentina in mutande, i musulmani dello stato islamico si siano un attimo distratti e che (come esca umana in pasto alle bestie) Violetta abbia salvato qualche vita umana durante i suoi minuti di balletto sul palco.

Ovviamente ci sono gli sponsor, le televisioni e gli essemmesse per raccogliere i fondi. E siamo sicuri che i soldi raccolti siano bastati per pagare l’affitto dello stadio, i viaggi e gli alberghi dei campioni del calcio, la spese per la preziosa presenza di Violetta e confidiamo che ne avanzi qualcosa per i bambini dell’associazione di Javier Zanetti.

Ma per la pace del mondo, forse (e dico forse, perché io non sono né Socci né santa Caterina da Siena), sarebbe stata più utile una veglia di preghiera. Magari un rosario mondiale, recitato contemporaneamente in tutte le piazze del mondo e guidato dal Vescovo della città (possibilmente non dall’Imam di zona che preghi per la morte nostra e di tutti gli altri infedeli). In questo caso la presenza della Vergine Maria (la chiamano Regina della Pace, un motivo ci sarà!), sarebbe stata (dico forse) più efficace di quella di Violetta che canta a un mondo senza religione e senza cielo (Sic! Un brutto autogol per papa Francesco), ai fini degli equilibri politici e della pace nel mondo.

Caro Antonio Socci, mi faccia un favore, per amore di Dio e della sua Chiesa: non taccia, non si calmi!

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4 pensieri su “Socci, Violetta e la Vergine Maria. Ovvero, “la prego: non taccia!”

  1. Blanca in ha detto:

    ….estoy de Violetta hasta las narices….
    Ejemplo y modelo a seguir… Bah!

  2. Pingback: “Immagine”: la pace secondo John Lennon e la massoneria | Testa•del•Serpente

  3. Antonio Crotti in ha detto:

    Ma Quì Antonio Socci ha tutte le ragioni. Un pò di polemica non può far che bene per svegiare i dormienti e scoprire gli utili idioti.

  4. Questo piacione utopista e invasato megalomane sta spianando la strada dell’Anticristo.

    E poi basta con queste beneficieze in cui ci si diverte. La beneficienza non puo’ essere occasione di insegnamenti e costumi che non sono cristiani

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