Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

L’Africa contro gli omosessuali ma la Chiesa condanna ogni discriminazione!


african voicesIn Africa è proibito essere omosessuali! E in alcuni paesi le cose per il mondo gay si stanno mettendo veramente male. Sono molti infatti gli stati africani che hanno approvato leggi che restringono o, addirittura, puniscono gli atteggiamenti degli omosessuali considerandoli dei veri e propri crimini.

In Uganda il presidente della repubblica Yoweri Museveni (“M7”, da 28 anni a capo del governo) ha dichiarato guerra agli omosessuali con una durissima legge che prevede dure pene (da 14 anni all’ergastolo) per il “reato di omosessualità”. “La società – ha affermato Museveni – può fare qualcosa per scoraggiare questa tendenza”. Comprensibile l’indignazione dell’occidente. Diversi paesi europei (ad esempio Olanda, Svezia, Norvegia e Danimarca), così come la Casa Bianca di Washinton, hanno dichiarato di volere interrompere gli aiuti al governo ugandese, mentre il segretario di stato Usa, John Kerry, ha parlato di legge “aberrante”, di “giorno tragico” per l’Uganda e per tutti coloro che hanno a cuore i diritti umani. Il governo ugandese, per tutta risposta, ha dichiarato che preferiscono un paese povero ma che rispetti i valori morali. Secondo quanto riferisce la stampa africana la situazione ha causato il panico tra gli omosessuali ugandesi, costretti a nascondersi o a fuggire nel vicino Kenia.

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Anche in Nigeria la situazione è precipitata dopo che, a gennaio, il presidente Goodluck Jonathan ha firmato una nuova legge che vieta ogni relazione omosessuale, la propaganda e le associazioni gay punendo i trasgressori con pesanti pene fino a 14 anni di carcere. Secondo la nuova legge nigeriana è proibito ogni tipo di raduno di omosessuale, feste, processioni, incontri o conferenze. Secondo Amnesty International in Africa ci sono 38 stati africani che condannano l’omosessualità considerandola un delitto perseguibile dalla legge, mentre negli ultimi 5 anni si sono aggravate le restrizioni in Uganda, Sudan del Sud, Burundi, Liberia e Nigeria.

Se la Chiesa Cattolica fosse veramente “omofoba” e nemica degli omosessuali come alcuni si ostinano a pensare, potrebbe ben rallegrarsi di queste nuove leggi anti-gay. Si da il caso però che, di fronte a questa situazione di discriminazioni sessuali, è proprio la Chiesa Cattolica ad alzare la voce per chiedere il rispetto e la piena accettazione degli omosessuali all’interno della società africana. E’ ciò che è successo recentemente anche in India dove la Conferenza Episcopale ha condannato ogni discriminazione e ingiustizia verso gli omosessuali mentre la Corte Suprema di New Delhi (guidata da leader induisti) ha ribadito che l’omosessualità è un delitto punibile col carcere.

Anche in Africa sono i proprio cattolici a difendere le ingiuste persecuzioni contro gli omosessuali promosse da governi di matrice islamica o protestante. Il giornale della Conferenza Episcopale Sudafricana “Southern Cross” ha criticato duramente le leggi che in diversi paesi del continente africano (in particolare i casi dell’Uganda e della Nigeria) condannano l’omosessualità come un crimine. Il settimanale cattolico ha invitato ad “evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione” e ad accogliere gli omosessuali con “rispetto, compassione e delicatezza”. L’odio e l’intolleranza – continua l’editoriale – sono infatti contrari agli insegnamenti della Chiesa Cattolica” che “non può sostenere la criminalizzazione di questioni di moralità privata”. Il “Southern Cross” cita il Catechismo della Chiesa Cattolica che afferma che gli omosessuali “devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza” evitando “ogni marchio di ingiusta discriminazione” (Cfr. Catechismo dell Chiesa Cattolica, n. 2358). Infine, continua l’editoriale, “Sebbene gli insegnamenti della Chiesa le impediscano di schierarsi al fianco degli omosessuali su molti temi, specialmente sul matrimonio tra persone dello stesso sesso, essa ha l’obbligo, imposto da Cristo, di essere solidale con tutti quelli che sono ingiustamente messi ai margini e perseguitati”.

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L’insegnamento della Chiesa Cattolica, in effetti, considera tradizionalmente che gli atti omosessuali siano “intrinsecamente disordinati” perché “contrari alla legge naturale”. Ma in nessun modo promuove né fomenta l’odio o la discriminazione nei confronti delle persone omosessuali nel rispetto della dignità sacrale di ogni persona umana, voluta e creata da Dio “a sua immagine e somiglianza” (cfr. CCC nn. 1929-1933)

E’ per questo che la Chiesa cerca in ogni modo di adempiere al precetto della carità verso i più bisognosi e lo fa in tutto il mondo assistendo i poveri, i malati, i disabili, i carcerati, le prostitute, i tossicodipendenti, gli anziani, gli orfani, i migranti, coloro che vengono discriminati ingiustamente e difendendo la vita dal suo concepimento alla sua morte.

Un recente esempio di questa missione di carità della Chiesa lo troviamo in Tanzania, paese che affronta una vera epidemia del virus HIV: più di un milione e mezzo di persone sono malate di AIDS (statistiche 2012) con un tasso di contaminazioni pari a 400 infezioni al giorno! Qui la Chiesa ha aperto un programma di aiuto gratuito ai sieropositivi della zona di Shinyanga. Si tratta del progetto quinquennale “Test & Treat” che prevede la diagnosi e la cura gratuita dell’AIDS, un programma coordinato dal Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari e dalla Chiesa locale in collaborazione con una casa farmaceutica statunitense. Grazie a questa meritoria iniziativa, in quattro diversi punti ospedalieri della zona sarà possibile effettuare gratuitamente le analisi di laboratorio per scoprire se esiste un contagio e, in caso positivo, accedere alle terapie antiretrovirali (TARV), un trattamento essenziale per contenere la diffusione del mortale virus anti-immunitario. Ma di queste notizie la stampa non si cura e nessuno ne parla.

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P.s. In Europa la situazione è completamente diversa: le associazioni e gli attivisti LGBTI (acronimo per “Gay, Lesbiche, Bisessuali, Transgender e Intersessuali”) stanno riuscendo ad acquistare sempre maggiore autorità; la loro voce si alza con autorevolezza quando reclamano un migliore trattamento e una maggiore attenzione alle discriminazioni attuate nei loro confronti; In questo periodo hanno raggiunto sempre migliori risultati riuscendo anche, con pressioni politiche ed economiche, ad approvare nuove leggi (per esempio in Francia, il riconoscimento dell’unione “matrimoniale” tra gli omosessuali) e ad inserirsi sempre di più nei progetti educativi degli stati o delle singole regioni per promuovere e diffondere una nuova cultura-gender e gay-friendly (basti guardare all’Italia e alle nuove disposizioni del Comune di Roma per le scuole della capitale). Un atteggiamento più aperto e accogliente verso i diversi (e nuovi) generi è sinonimo di progresso e la Chiesa Cattolica è considerata nemica di questo progresso perché, ostinata a considerare l’atteggiamento sessuale contro la natura dell’uomo e della sessualità, non dimostra di comprendere e accettare le persone omosessuali nella loro diversità. Ma i cattolici africani stanno dimostrando che la Chiesa non è omofoba e nemica degli omosessuali come si vuole spesso pensare.

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