Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

E’ tempo di svegliarsi, ovvero il cristianesimo assopito!


Cima_da_Conegliano,_Endimione_dormiente._Parma,_Galleria_Nazionale“E’ ormai tempo di svegliarvi dal sonno”. Così scriveva l’apostolo san Paolo ai Romani (Rm 13,11) per scuoterli dal torpore spirituale in cui erano caduti. Il grido di san Paolo è risuonato sempre nella storia della Chiesa e oggi risuona nella coscienza dei cristiani con una rinnovata urgenza perché di fronte al panorama attuale la Chiesa (e qui si intende l’insieme di pastori e di pecore, gerarchia e fedeli) non può permettersi il lusso di continuare a dormire.

Un anno fa Benedetto XVI ha abbandonato il trono di Pietro perché, in coscienza, ha riconosciuto di non essere in grado di sostenere il peso della Chiesa sulle sue spalle in un tempo “agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede”. Un atto rinunciatario? Nulla affatto ma, al contrario, un grido di guerra: “svegliamoci”. Svegliamoci perché io, nella mia debolezza, non riesco più a sostenere questa battaglia da quella posizione e lo farò pregando per voi, perché ne avrete bisogno.

Col nuovo papa, il primo gesuita, il primo americano, il primo Francesco, qualcuno si è potuto illudere sull’avvento di un periodo di stabilità, di pace, di ripresa (in consensi e fervore) della Chiesa Cattolica. Ma allo stesso tempo, dopo una breve “luna di miele” tra il papa e il mondo, la nebbia del buonismo si è schiarita ed ecco nuovi e più forti attacchi alla Chiesa, ai cristiani, alla libertà.

Si tratta del tentativo attuare una rivoluzione antropologica, un giro nella comprensione dell’uomo che neghi ogni riferimento, non solo al concetto di autorità o insegnamento morale (sacerdoti, maestri, genitori, non hanno nulla da insegnare, è una lezione vecchia), ma anche all’idea di natura come depositaria di una verità insita nella realtà delle cose (la natura non ha più nessuna autorità per dire come stanno le cose). Insomma le cose non devono necessariamente stare come stanno! La deriva di questa nuova antropologia è drammaticamente rischiosa ma, a volte, sembra così difficile rendersi conto che, una volta sconvolto il concetto di diritto naturale, il danno sarà disastroso in modo speciale per i più deboli e indifesi. Tutto sarà giustificato in nome dell’amore e della libertà (concetti vaghi e liquidamente malleabili a seconda delle situazioni e dei casi). Il sociologo polacco Zygmunt Bauman definisce la società globalizzata come una “società liquida” affermando che il problema fondamentale è il rifiuto di ogni identità e l’imposizione di una “cultura ibrida” dove predomina, in nome della libertà, il non-realizzato, il non-definito, l’effimero e il mutevole.

Schermata-2014-02-07-a-20.54.24Intanto nelle scuole pubbliche italiane arrivano i programmi per l’indottrinamento all’ideologia gender sottoforma di educazione e di prevenzione dell’odio contro gli omosessuali. L’intenzione è quella di imporre una nuova “antropologia liquida” in cui maschio e femmina non significano altro che costrizioni, stereotipi e gabbie, per l’essere umano. Negli asili Svizzeri leggono ai bambini fiabe gay, nelle elementari si organizzano lezioni di educazione sessuale già dal primo anno e nei licei si propongono romanzi a sfondo sessuale con scene ad alto contenuto pornografico (meglio ancora se rigorosamente gay). Le associazioni Lgbt, con le loro pressioni (e i loro soldi), sono riuscite a far sì che il governo impugni la loro lotta: ecco dunque i manuali scolastici per imparare a diventare amici dei gay e, perché no, imparare a diventare gay, ma anche a masturbarsi, a giocare col proprio corpo per “scoprirlo” e a proteggersi bene per difendersi da spiacevoli e sconvenienti gravidanze.

dormeSvegliamoci dal sonno! Perchè mentre l’Unione Europa e i governi nazionali cercano di imporre una cultura “gay friendly” ispirata all’ideologia del genere dove non esiste più differenza tra maschio e femmina, tra giusto e sbagliato, noi non possiamo continuare a dormire! E mentre l’ONU accusa la Chiesa di abusare dei bambini mentre continua ad appoggiare campagne abortiste, a preferire alcune minoranze rispetto ad altre, a non curarsi di quelle popolazioni che vivono sotto il terrore estremista o sotto governi autoritari come il comunismo dittatoriale in Corea del Nord o in Cina, noi non possiamo continuare a dormire! E mentre in Belgio si approva l’eutanasia per i bambini, non possiamo continuare a dormire! E mentre sui social network, in televisione e nelle scuole insegnano ai nostri figli che essere omosessuali, transessuali e bisessuali, oltre che normale è anche bello e divertente, noi non possiamo continuare a dormire!

Il cristianesimo assopito è l’atteggiamento di coscienza di alcuni settori delle gerarchie ecclesiastiche che assistono in silenzio a questi attacchi, forse in nome della misericordia, forse per voler conservare la pace di una vita tranquilla e (sic!) buona. E’ l’atteggiamento di quei sacerdoti che, per non sporcarsi le mani ne la reputazione, non si mettono in prima linea a favore della famiglia, dei bambini e delle donne. Il cristianesimo assopito è anche l’atteggiamento di molti genitori cattolici, di giornalisti cattolici, di maestri e professori cattolici, di medici, di farmacisti e professionisti sanitari cattolici, di psicologi cattolici, avvocati cattolici, di editori cattolici… di tutti quei professionisti che, pur dichiarandosi fedeli a Dio e appartenenti alla Chiesa, preferiscono evitare di denunciare, affrontare e combattere il male, scendendo a compromessi pur di mantenere una buona reputazione e una vita tranquilla. Un atteggiamento tiepido insomma  (ed è proprio sui tiepidi il titolo del libro scritto dal sacerdote francese Zanotti-Sorkine Au diable la tiédieur” tradotto – malamente – in italiano: “I tiepidi vanno all’inferno”)

E’ tempo di svegliarsi dal sonno! Lo diceva l’Apostolo, lo ripeteva il poeta quando affermava che “tra vivere e sognare, resta ciò che importa di più: svegliarsi” e ancora: “se vivere è buono, sognare è meglio, ma meglio di tutto – madre – è svegliarsi”.

Tras el vivir y el soñar,
está lo que más importa:
despertar.
(A. Machado)

E anche:

Si vivir es bueno,
es mejor soñar,
y mejor que todo madre,
despertar.
(A. Machado)

 Svegliarsi non è facile quando si è ben assopiti ma il lavoro da fare è tanto e il contributo che si può dare è prezioso, ognuno nel suo piccolo e secondo le proprie capacità e forze. Il primo passo da fare, però, è aprire gli occhi per prendere coscienza della situazione per capire bene cosa sta succedendo. Solo così ci renderemo conto dell’urgente necessità di un serio impegno in favore della verità, in favore dell’uomo e della donna, in favore dei nostri bambini. D’altronde, come diceva il filosofo ceco Jan Patočka (dissidente e martire durante la dittatura comunista nel suo paese): “Ci sono cose per cui vale la pena di soffrire“.

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