Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

Lumen fidei, ovvero fuori dalla fede c’è solo il buio!


LUMEN FIDEIE’ uscita oggi la prima enciclica di papa Francesco: Lumen fidei. Il lavoro iniziato dal papa emerito Benedetto XVI è stato portato a compimento (una revisione generale e qualche aggiunta) e firmato da papa Francesco.

Lumen fidei. Il titolo è eloquente e potente! E’ un tuono che scuote i cuori dei molti scettici. E’ un ruggito che sveglia i dormienti. E’ il suono di tromba che richiama ad indossare le “armi della luce” per combattere quelle tenebre dell’errore che sibillamente si insinuano nei cuori degli uomini, cristiani e non cristiani.

Lumen fidei. Non è solo un titolo; più che un titolo è l’annuncio di una verità tanto antica quanto dimenticata: la fede è luce e fuori di essa solo le tenebre. E’ inutile girarci intorno: o la fede è una realtà luminosa e illuminante o è oscura e tenebrosa. Il papa, o a questo punto meglio dire i due papi, lo esprimono chiaramente nei primi paragrafi della lettera: la fede è la luce che illumina il cammino dell’uomo; la fede non impoverisce l’uomo ma lo arricchisce, lo nobilita, gli permette di trovare l’autenticità di se stesso “in un tempo in cui l’uomo è particolarmente bisognoso di luce” (LF 4).

lumenLumen fidei. Che cosa c’entra la “luce” con la “fede”? Non ci avevano detto che la vera luce viene dalla ragione sovrana autonoma? Non ci avevano raccontato di secoli scuri e bui in cui la troppa fede oscurava il cammino dell’uomo? Non ci hanno spiegato e inculcato che solo con la rivoluzione francese e grazie alla ghigliottina la luce si è accesa sul mondo? Non abbiamo forse una sola luce, quella della ragione in antagonia con la fede?

Lumen fidei. La luce non è buio che fa morire ma luce che fa vivere! I nostri papi sanno che esiste il bisogno, urgente bisogno, di ribadire con forza che “la fede ci apre il cammino e accompagna i nostri passi nella storia” (LF 8). Che la fede – come virtù teologale – non ce la possiamo “dare” da soli ma la riceviamo come un dono. Che si custodisce e si trasmette nella Chiesa e non fuori da essa in qualsiasi luogo. Che la fede non la possiamo vivere da soli in un rapporto io-io o io-dio ma che nasce, cresce, vive e si rafforza in una comunità, in quel noi che è la Chiesa.

Lumen fidei. Chi ha la fede in Gesù Cristo non è un povero “sfigato” credulone, un illuso, sazio di favole e mangiatore di bufale; chi ha la fede, non è un malinconico, brutto, sognatore che vive tra le nuvole separato dalla realtà, gattona nell’oscurità e si esercita nella pazza disciplina del “salto nel buio” (senza asta); chi ha la fede non è un pazzo scatenato che corre dietro alle farfalle e ci parla, un reperto arrugginito di homo medievalis che combatte mulini a vento succube delle sue letture e dei suoi sogni! Chi ha fede… ha luce! Davvero? Dici sul serio? Quindi i secoli bui? la dea Ragione? gli illuminati? (silenzio) Da che parte stai, oh Luce?

Lumen fidei. Basterebbe che i molti nemici della Chiesa, ma anche gli indifferenti, i simpatizzanti, i mangiatori di patatine fritte, i giocatori di poker, i bagnini, i camerieri, i barbieri, gli autisti dell’Atac, i mendicanti, i politici, i monsignori, gli aspiranti monsignori, i senzatetto, i buonini, i cattivoni, le turiste, i tassisti, i venditori di rose, i cacciatori di sogni, i pacifisti, i cacciatori di balene, i radicalchic, i buonisti, i permissivisti, i filosofi, i capitani delle navi, i campioni di ruzzle … insomma, basterebbe che ognuno di noi leggesse riflettesse su queste due parole: lumen fidei  e tirasse le proprie conclusioni. La luce illumina non oscura e la fede brilla della luce di Gesù per genere a una vita nuova. Il resto è incertezza, dubbio, gioco di probabilità, una scommessa, fatica sprecata, soldi buttati.

Provare per credere. Credere per vedere (LF1)!

Negli Atti dei martiri leggiamo questo dialogo tra il prefetto romano Rustico e il cristiano Gerace: «Dove sono i tuoi genitori?», chiedeva il giudice al martire, e questi rispose: «Nostro vero padre è Cristo, e nostra madre la fede in Lui ».Per quei cristiani la fede, in quanto incontro con il Dio vivente manifestato in Cristo, era una “madre”, perché li faceva venire alla luce, generava in essi la vita divina, una nuova esperienza, una visione luminosa dell’esistenza per cui si era pronti a dare testimonianza pubblica fino alla fine. (LF 5)

Leggi l’enciclica in ITALIANO.
Enciclica en ESPAÑOL.

Leggi l’articolo su romagiornale.it

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