Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

Il nuovo Papa non sarà nero!


papaitaliano

Il nuovo Papa non sarà africano. Non sarà asiatico. Probabilmente neanche americano. Proviamo a spiegarne il perché.

Sono consapevole di non fare la cosa migliore parlando del nuovo papa quando, in questi giorni, gli occhi e gli orecchi di tutti noi dovrebbero essere puntati sul nostro attuale papa Benedetto XVI. Ma ovviamente sui media scatta il cosiddetto “toto-papa” che sa tanto di inutile gossip e molto poco di analisi intelligente e pacata della situazione. C’è chi si gioca qualche euro, chi ha paura dei progressisti, chi spera invece in un cambio di rotta, chi invoca un papa giovane, chi invece un papa nero. In fondo tutti i cardinali sono papabili… ma alcuni sono più papabili degli altri. Dopo che i cardinali si saranno chiusi a chiave (cum clave) nella Cappella Sistina per l’elezione, chi sarà il nuovo papa? Dopo aver tentato un’analisi più neutrale, ecco qualche riflessione personale.

Innanzitutto vorrei dire: basta con questo slogan del “papa nero” invocato dalla sinistra politica ed ecclesiastica (don Gallo e altri “preti-rossi” di strada stufi della tradizione ecclesiastica e della dottrina cattolica)! Come se il papa nero rispecchiasse necessariamente i valori della Chiesa povera e umile; dimessa, accogliente, propositiva e non impositiva, pastorale e non dogmatica… Tutto questo è un inganno terribile che sta alla radice della comprensione della Chiesa, vista come una realtà politica più che come una “comunità di fedeli in cammino”.

Se poi la questione riguardasse le preferenze cromatiche, proporrei allora un papa-giallo (in stile The Simpsons) perché con le vesti bianche, tipiche del Pontefice, farebbe un bell’effetto bandiera-vaticana! Questo detto in modo ironico perché le voci su un papa nero, solo perché nero (e il nero piace perchè è buono), ci hanno quasi stufato!

Scherzi a parte, credo che non sia giunto ancora il momento di un papa nero per diversi motivi. La chiesa africana, per quanto in esponenziale aumento è ancora una chiesa cosiddetta “giovane” e giovani sono anche i suoi più alti rappresentanti. All’interno della Curia vaticana non ci sono personalità di spicco che possano essere seriamente candidati al Soglio Pontificio. Alcuni giornali parlano della candidatura del card. Francis Arinze forse senza sapere che il cardinale nigeriano è ormai ottantenne (quest’anno ne compirà ottantuno) e attualmente non ricopre più nessuna carica di rilievo all’interno del Vaticano.

turkson_pka_amBasterebbe tenere presente il documento, firmato dal beato Giovanni Paolo II, Universi Dominici Gregis, una Costituzione Apostolica che contiene le regole per la elezione del Romano Pontefice. Al primo capitolo si afferma chiaramente che: “alla elezione non partecipano coloro che hanno già compiuto, il giorno in cui inizia la vacanza della Sede Apostolica, gli ottant’anni di vita”. Arinze non parteciperà quindi alle votazioni e le probabilità di essere nominato papa dal resto del Collegio sono quasi nulle.

L’altro cardinale africano di cui si parla continuamente in questi giorni è il ghanese Peter Turkson di 64 anni. Si tratta del primo cardinale ghanese della storia. Attualmente è il Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. Turkson, incalzato dalle domande di un giornalista alla ricerca di uno scoop, ha risposto al paragone col presidente nero, Barak Obama, dicendo: “lo scenario ecclesiale è ben diverso (dalle elezioni americane, n.d.r.). L’ispirazione nel nostro caso è frutto della fede, dello Spirito Santo che ogni volta soffia impetuoso”. Non si tratta infatti di uno scenario elettorale politico, come ha ben affermato il card. ghanese, dove sono in ballo i diritti delle popolazioni africane o di altre minoranze. In altre parole, la Chiesa non ha bisogno di un papa nero per amare gli africani, né di un papa povero per amare i poveri, ma di un pastore universale che, come Cristo, doni la vita per il mondo intero.

taglePer quanto riguarda il continente Asiatico si parla del “giovanissimo” card. Luis Antonio Tagle cardinale Filippino di 55 anni. Noto anche per aver pianto di commozione durante la sua recente creazione a cardinale il 24 novembre 2012. E’ Arcivescovo Metropolita di Manila ed è una voce autorevole e rappresentativa dell’episcopato asiatico. Possiede una grande capacità e predilezione per i nuovi “media”; definito un “comunicatore di talento: commenta il vangelo caricando settimanalmente dei video su internet e compare con regolarità nella televisione filippina. Sicuramente sarà simpatico a quei collaboratori papali che hanno voluto a tutti i costi Benedetto XVI su Twitter. Che la Chiesa stia “al passo coi tempi” e che costantemente debba aggiornarsi (parola che risuonava con forza già dai tempi del Concilio Vaticano II) è cosa vera e giusta. Ma da questo non segue che il papa debba essere un social-media-papa. Quindi la candidatura del card. Tagle in virtù della sua età (3 anni in meno di Wojtyla al momento dell’elezione!) e della sua “mediacità” non regge, o per lo meno non è così convincente da farci pensare a un possibile protagonista del Conclave.

Se gettiamo uno sguardo oltreoceano, nel Nuovo Continente, troviamo il nome del cardinale di New York Timothy Dolan già acclamato in patria come The American Pope. Anche lui, come Tagle, è fresco di porporato essendo stato creato cardinale esattamente un anno fa. Sessantatré anni appena compiuti, il cardinale nordamericano si distingue per il suo carattere estroverso e la sua spontanea simpatia con cui ha guadagnato enorme popolarità. Basta cliccare su qualche cardinal-dolanimmagine su google per capire a cosa ci riferiamo: un cardinale “fuori dalle righe”, pronto alla battuta e alla risata. Come quando poco fa, interpellato su una sua possibile nomina a papa, avrebbe risposto: “sto ancora scrivendo i biglietti di ringraziamento per gli auguri per la nomina a cardinale”. Il giornalista statunitense John Allen, esperto vaticanista della CNN, ha definito Dolan un uomo che “trasuda carisma” nello stile di Karol Wojtyla. Una “rock star in ogni stanza in cui cammina”. La figura di papa Dolan sarebbe dunque quella di un papa giovane e comico che – sempre secondo John Allen – aiuterebbe la Chiesa nella sua “crisi di immagine”. Ancora una volta la candidatura ci sembra povera e prematura. I punti forti del card. Dolan non sono così determinanti per spostare l’elettorato dalla sua parte. Almeno non in questo Conclave.

Questi candidati potrebbero acquistare autorevolezza e “peso” durante il prossimo pontificato, in modo da diventare “maturi” per giocare un ruolo da protagonisti in un futuro Conclave. Anche il fratello del papa, Georg Ratzinger, ha affermato a proposito di un papa africano: “Potrebbe arrivare più in là: non ritengo che questo avverrà adesso, in questo momento”.

Oggi la Chiesa, sconvolta dagli scandali che i media tendono a gonfiare per infangare più che si può il Cattolicesimo, ha bisogno di un pastore che, con forza e decisione, sappia combattere i nemici interni ed esterni. Un pastore che continui il lavoro – iniziato da papa Benedetto – di rinnovamento della Chiesa pur nel solco della millenaria tradizione che ne determina l’identità. Un pastore che sappia respingere quelle “divisioni che deturpano la Chiesa” come ha tuonato Benedetto XVI pochi giorni fa; che possa respingere quel “fumo” progressista che dall’interno vuole stravolgere tradizione, morale e teologia in un colpo solo; che risponda a quelle correnti ultra conservatrici che (sempre dall’interno) vorrebbero inibire i progressi dello Spirito che arricchisce e ravviva la liturgia e la missione; che contribuisca ancora alla riscoperta e al ritorno al “vero Concilio” lì dove le scuole di pensiero si scontrano sui suoi temi fondamentali in una errata “ermeneutica politica”; che porti avanti questo Anno della Fede e della Nuova Evangelizzazione indetto dal suo predecessore. Di questo ha bisogno la Chiesa. E’ questo il papa che noi cristiani stiamo aspettando per metterci, insieme con lui, in cammino.

Inoltre, il nuovo papa  dovrà anche gestire con diplomazia e decisione questo momento storico particolare, unico nella storia della Chiesa, in cui il “papa uscente” abiterà a pochi passi dal Palazzo Apostolico. Tutto fa pensare quindi, non a un “colpo di scena”, bensì a un cardinale vicino a Benedetto XVI, che lo conosca bene e che possa impostare un pontificato nella continuità col lavoro svolto in questi otto anni dal papa tedesco. Ed è probabile che a questo compito sia chiamato proprio un cardinale italiano.

A prescindere dal colore della pelle e dal passaporto, confidiamo che lo Spirito Santo susciti un papa veramente Santo e veramente Cattolico.

E chissà che il suo cognome inizi proprio con queste due lettere iniziali…

Miguel C. S.

La Vie

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4 pensieri su “Il nuovo Papa non sarà nero!

  1. ugo in ha detto:

    sei pazzo. io ti voto come papa.

  2. Schonborn Christoph? (S e C)

  3. Che scemo!… non avevo letto la frase finale: “chissá se il suo cognome…”

    é vero. In molti tifiamo l’ormai ex patriarca di Venezia. Anche Scola é intellettuale, conserva la tradizione e si apre allo Spirito Santo, e vive la fede. Ha buoni rapporti con gente di mondo (e questo é un ponte importante per dialogare, per la res publica cattolica). Infine… vediamo cosa vorrá lo Spirito Santo.

  4. Juan, mi riferivo sia a SCola che a SChönborn… I due, secondo me, stanno un passo avanti a tutti. Ma soprattutto Scola. Come dici tu, c’è un po’ di “tifo” (anche a me l’idea di papa Scola non dispiace per niente!). Ma a parte il tifo credo che la scelta – in quel caso – sarebbe prundente, intelligente e altamente plausibile! HA le caratteristiche giuste… diciamo “le carte in regola”!
    Rome Reports ha appena pubblicato un video su di lui in spagnolo: http://www.youtube.com/watch?v=amhzqYIUd5c&feature=em-subs_digest

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